La forza dei ricordi

di | Aprile 19, 2022

Plasmare i nostri ricordi per riuscire a superare un trauma

Cominciamo facendo chiarezza sul termine trauma per evitare di usarlo impropriamente. Possiamo parlare di trauma quando una persona ha subito uno shock dopo avere vissuto un accadimento drammatico, o comunque emotivamente molto forte e negativo, oppure perché sta vivendo un periodo accompagnato da un grande accumulo di stress. Un trauma consiste infatti in un’improvvisa e forte lesione causata all’organismo, da intendersi sia sul piano fisico sia sotto il profilo psicologico. I sintomi che si manifestano in questi casi sono: stato di ansia, problemi di concentrazione e difficoltà inerenti il sonno. La causa di questi sintomi è da ricercare nei ricordi che affollano la mente del paziente e che lo riconducono continuamente a rivivere l’evento traumatico. Eseguendo regolarmente sedute di psicoterapia mirate, il paziente si sentirà presto libero e riconquisterà la serenità perduta. Per maggiori informazioni sull’argomento, consigliamo di dare uno sguardo al sito della Dott.ssa Veronica Macripò, psicologa e psicoterapeuta che opera nel suo Centro Lotus di Taranto. Si tratta di un centro all’avanguardia specializzato in psicoterapeuta a indirizzo cognitivo comportamentale e nell’esecuzione della Terapia EMDR.

Cos’è la Terapia EMDR e perché ci aiuta a superare un trauma

EMDR è l’acronimo di Eye Movement Desensitization and Reprocessing che significa desensibilizzazione e rielaborazione attraverso il movimento degli occhi. Durante le sessioni di psicoterapia con la tecnica dell’EMDR si cerca di indurre il paziente a plasmare i propri ricordi legati all’evento traumatico o stressante attraverso una serie di movimenti oculari destra-sinistra che hanno lo scopo di desensibilizzare cioè rendere meno forti tali ricordi, togliendoli la carica emotiva negativa che esercitano sul paziente. Ciò che imprigiona il paziente nel suo stato d’ansia è l’insieme di sensazioni provate durante l’accadimento traumatico e che sono rimaste bloccate nella sua mente attraverso il ricordo di quell’evento negativo. La Terapia EMDR vuole aiutare il soggetto a uscire dal suo tunnel di sofferenza riattivando la sua capacità di razionalizzare le emozioni negative generate dall’affiorare dei ricordi dell’evento traumatico o stressante. Una seduta EMDR si compone di otto fasi. Vediamole. Innanzitutto, nella prima fase lo psicoterapeuta raccoglierà le informazioni concernenti lo stato del paziente e le cause per poter stilare un adeguato piano terapeutico. La seconda fase consiste nelle delucidazioni date al paziente riguardanti la terapia EMDR che il professionista intende applicare per aiutarlo a risolvere il suo problema. La terza fase è quella in cui paziente e psicoterapeuta identificano quali sono i ricordi generati dall’evento traumatico o stressante su cui intervenire. La quarta fase vede l’inizio effettivo della terapia che consiste nella desensibilizzazione che viene effettuata tramite la stimolazione oculare, un’operazione eseguita dal terapeuta invitando il paziente a concentrarsi sul ricordo traumatico e al contempo a seguire con lo sguardo i movimenti delle mani eseguiti dal professionista. Questi movimenti oculari indotti, fatti ripetere con uno specifico ritmo mentre il paziente è mentalmente concentrato sui ricordi da gestire, fanno sì che le immagini negative si sblocchino nella sua mente e che il paziente riesca ad allontanarle cioè ad affievolire avvertendo minore ansia o sofferenza. Le successive fasi fino all’ultima, l’ottava, in cui lo psicoterapeuta verificherà i miglioramenti avvenuti nel paziente, vedono l’esecuzione della cosiddetta ricostruzione cognitiva dell’evento e la scansione corporea. La prima consiste nello spingere il soggetto a plasmare i ricordi in modo da indebolirli, la seconda è la fase della seduta in cui si verifica se sono ancora presenti sensazioni fisiche di malessere nel paziente.

Quali traumi si possono trattare efficacemente con la Terapia EMDR

I disturbi curati con EMDR si suddividono in due grandi gruppi, i piccoli traumi e i grandi traumi. I primi sono quelli meno intensi come ad esempio umiliazioni subite durante l’infanzia o l’adolescenza che affiorano oggi nel soggetto diventato adulto provocando ansia o disagio. I secondi sono quelli legati ad eventi che hanno avuto un impatto violento sulla psiche del paziente come un lutto, un abuso.