Scegliere la pizza
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Come resistere a una pizza bollente, croccante e profumata? Semplice, non lo si fa.
Non è solo perché la consideriamo una nostra eccellenza, ma perché la pizza è un alimento completo, sano e gustoso.
Non è sempre così, direte. Avete ragione, non è così quando viene prodotta con superficialità, con ingredienti scadenti e con tecniche affrettate. Quando si imbottisce di lievito e si usano farine di dubbia provenienza, o quando si impiega una mozzarella che del prodotto autentico ha solo il nome.
E le pizze surgelate?
Ah, no, non è la vera pizza!
Su questo non siamo d’accordo. Un’ottima pizza fresca diventa un’ottima pizza surgelata, se chi lo fa è attento a pochi passaggi clou e non utilizza questo metodo di conservazione solo per aumentare i propri profitti.
Un esempio di comportamento corretto ed ecosostenibile è quello di Pizza surgelata by Svila (https://www.svila.it), una realtà italiana operante a Visso, tra Umbria e Marche, nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini.
A partire dall’acqua delle sorgive locali, per finire con la passata di pomodoro e il pesto di basilico autoprodotti, confeziona pizze di qualità destinate sia al mercato italiano che a quello internazionale.
La lavorazione della pizza
È facile dire pizza, ma poi è necessario impostare una catena di operazioni che portino a un risultato replicabile e dalla qualità costante.
La qualità è dovuta agli ingredienti. La pizza surgelata Svila li seleziona tra le eccellenze del territorio, sfruttando una campagna ancora lontana dalle produzioni intensive, e sconfinando dal territorio dei monti Sibillini solo per appropriarsi di altre specialità nazionali.
Formaggi DOP, tipo gorgonzola, emmental e parmigiano, salumi come il prosciutto cotto, salsa di pomodoro con pomodori 100% italiani, tartufo umbro, acciughe del golfo di Napoli… tutte eccellenze che completano farciture eccezionali, che hanno la capacità, grazie alla rapidissima surgelazione a -18°C, di mantenere inalterati sapori e sensazioni fino al momento del consumo.
Solo pizza?
Soprattutto pizza.
È facile prendere un impasto, qualche ingrediente e proporre un catalogo sconfinato. Questa non è la politica di Svila. Ovviamente c’è scelta, ma le pizze sono quelle della tradizione, la Margherita, la 4 formaggi, la prosciutto e funghi… A distinguerla ci pensano gli ingredienti di qualità e la scelta dell’altezza dell’impasto. Si potrà provare una pizza con cornicione alto alla napoletana, una pizza uniformemente alta, preferita al nord, una sottile, comune nel Centro Italia, oppure normale e croccante, che consenta condimenti sostanziosi senza cedere a crolli pericolosi, soprattutto per i nostri vestiti.
Però Svila ha una collezione particolare, legata al territorio e di origini storiche. Si tratta della pinsa, molto amata nella Capitale e adesso diffusa e in gran voga su tutto il territorio nazionale.
Si tratta di un impasto estremamente idratato e lievitato, di grande digeribilità. Cotta nel forno a pietra, da sempre accoglie numerose farciture sulla caratteristica sagoma ovale.
Svila propone le versioni Margherita e Amatriciana, ma non è detto che la scelta non si allarghi. Ricordiamo infatti che la pinsa nasce come piatto di appoggio su cui disporre il pasto vero e proprio, quindi con innumerevoli combinazioni.
Come consumarla
Una cosa importante da sottolineare sulle pizze surgelate è che non sempre una resa deludente è attribuibile esclusivamente al produttore. Quando decidiamo di gustarcela davanti a un film, non possiamo infilarla nel microonde e pretendere la pizza assaggiata a Spaccanapoli.
Svila fornisce indicazioni chiare e sicure per raggiungere il risultato ottimale.
In linea di massima, ma leggere sempre le tempistiche e le temperature sulla confezione specifica, occorre:
- estrarre la pizza dal freezer 20 minuti prima della cottura;
- accendere il forno intorno ai 220°C, aspettando che arrivi bene in temperatura;
- inserire la pizza direttamente sulla griglia di dotazione del forno, senza teglia;
- far cuocere per 10-12 minuti.
Aspettare un paio di minuti per essere sicuri di non ustionarsi la bocca con la mozzarella filante, quindi godersela fino all’ultima briciola!

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