VIRTUS BIELLA, IL SOGNO NON E’ FINITO MA APPENA INIZIATO

Il racconto della trasferta vista e vissuta da quattro ragazze del settore giovanile del club di Chiavazza. La prima squadra è un esempio per noi giovani, ci hanno insegnato il valore del gruppo.

Una storia nella storia. Non hanno voluto mancare all’appuntamento di Ostiano in provincia di Cremona, hanno voluto seguire a tutti i costi le loro “beniamine” della prima squadra nella partita che poteva regalare la promozione in B1 della Prochimica Novarese. Sono quattro under 18 della Virtus Biella e ieri mattina sono andate regolarmente a scuola alle 8 nonostante il pullman sia arrivato alle 3 al PalaSarselli. Loro sono Nora Cisilino, Camilla Bullano entrambe già convocate al seguito della prima squadra durante il campionato, Martina Papuzzo e Gaja Raseni. Tre di loro sono compagne di classe al Liceo Scienze Applicate mentre Camilla frequenta il liceo Scientifico. “Esserci in questa trasferta significa la vicinanza alla squadra -commentano le ragazze-. E’ un bel gruppo che ci ha trasmesso molto e ci tenevamo ad essere vicine in questa delicata partita”. Oltre tre ore di pullman, partite da Chiavazza alle 15,30, un viaggio condiviso con altri tifosi e con le giocatrici. “Le abbiamo seguito altre volte -continuano- ma quest’anno è una stagione particolare, ci siamo sentite parte integrante, siamo state maggiormente coinvolte, come se ci sia una maggiore unità all’interno del club. Secondo noi è importante essere tenute in considerazione, vuol dire che facciamo parte anche noi della società. Quest’anno è stato così. Bellissimo”. Purtroppo tutte si aspettavano un epilogo diverso, almeno riuscire a riportare Gara 3 a Chiavazza per far parte ancora una volta di questo entusiasmo generale, essere nella bolgia del PalaSarselli, soffrire e gioie ad ogni punto. “Abbiamo perso non possiamo che essere tristi e deluse -raccontano Nora, Camilla, Martina e Gaja-. Abbiamo sempre creduto che potessero farcela, fino all’ultima palla caduta a terra. Non è stato così però vogliamo pensare al futuro, vero è finita questa stagione ma avremo altre occasioni per rifarci. Il sogno è finito quest’anno ma non per sempre”. Un risultato inaspettato e come spesso accade queste situazioni sono come iniezioni di fiducia in tutto la società. Compreso il settore giovanile, il futuro di ogni club. “A noi questi risultati hanno dato una spinta enorme -concludono le ragazze nerofucsia-. Ma non solo, la loro unità è stato un esempio per tutte noi delle giovanili, la loro grinta è invidiabile. Ci hanno insegnato molto, alla pallavolo non serve il valore del singolo ma l’unità della squadra, del gruppo”.

Fulvio Feraboli

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