VALLE CERVO: APERTURA IN GRANDE PER “I TRE COMUNI”

Fra gusto e tradizione, la storica trattoria di Campiglia si rinnova con la gestione di tre giovani soci.

Dati alla mano, i giovani italiani fanno un passo indietro, adottando stili di vita sempre più sani alla riscoperta del contatto con la natura, sia da un punto di vista lavorativo (in crescita, ad esempio, le attività legate all’agricoltura), sia per scelte di vita personale (decidendo di vivere lontani dalle zone cittadine).

In questo scenario più etico e consapevole, anche il biellese fa la sua parte, con numerosi under 40 che hanno avviato piccole aziende agricole o che semplicemente riscoprono la vita nelle cascine della bassa e nei borghi di montagna. “La Valle Cervo è una perla del nostro territorio: il solo paesaggio, la natura che la anima valgono da soli come un ottimo biglietto da visita, senza necessariamente ricorrere ad eventi o particolari progetti di attrazione turistica”. Matteo scommette sulla valle non solo scegliendo di viverci, ma intraprendendo anche un proprio percorso imprenditoriale che punta a dare continuità alla storia locale e a valorizzare la zona con nuovi servizi. Nasce così I Tre Comuni, la rinnovata trattoria di Campiglia Cervo che vede protagonisti tre giovani amici e soci: Matteo, Fabiola (sua moglie) e Gabriele (cuoco): “È un locale storico dove per un paio di anni ho lavorato nel weekend e poi, quando c’è stata l’occasione, abbiamo deciso di lanciarci insieme in questa avventura. D’altronde, oggi, tocca a noi giovani osare e avviare nuovi progetti”.

La trattoria I Tre Comuni (in rappresentanza del recente assetto amministrativo per cui nella valle rimangono, per l’appunto, tre comuni: Rosazza, Piedicavallo e Campiglia – nato dalla fusione con Quittengo e San Paolo Cervo) propone una cucina semplice e genuina, dove trovano spazio i sapori italiani e regionali, sempre mantenendo un occhio di riguardo per materie prime locali e di qualità. Aperto dalle 6.30 alle 22.00 (chiuso il martedì), il locale offre un servizio di bar e ristorazione, sia a pranzo che a cena, con menù sempre differenti: “La struttura è rimasta pressoché intatta rispetto al passato. Qui i clienti storici si sentono ormai a casa, ma sono numerosi anche i giovani, i turisti ed i visitatori che salgono appositamente per riscoprire la Valle Cervo”, conclude Matteo.

Lode all’intraprendenza, dunque, e alla voglia di animare con nuova linfa questo biellese, troppo spesso bistrattato e poco valorizzato.

A. C.

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