UNA STAGIONE DA PLAY OFF PER LO SPORT BIELLESE

Le risorse del territorio sono limitate e l’unico modo per ottenere risultati e contrastare gli altri team a livello nazionale è compattarsi. Elsner ne è convinto. da questa certezza abbiamo sentito l’opinione di diversi esponenti delle società sportive biellesi.

E’ innegabile, la stagione 2017/2018 è la migliore di tutti i tempi. Non ricordiamo altre annate sportive di queste dimensioni per tutto lo sport di squadra biellese: promozione in serie A di Edilnol Biella Rugby, Scuola Pallavolo Biellese in serie C, Prochimica Novarese Virtus Biella per salire in B1 e con la bonprix TeamVolley per la B2. E ancora per il calcio con La Biellese, la promozione diretta della Città di Cossato senza dimenticare Eurotrend Pallacanestro Biella. E per finire i buoni risultati ottenuti dai settori giovanili di tutte le società. Qualcosa di straordinario. Esaltante. E sulla base di questo evento, nella speranza si ripeta negli anni anzi migliori sempre più, abbiamo deciso di analizzare, tramite le parole dei rappresentanti di alcune società, cosa sia successo e se veramente il biellese sia diventata una terra di sport. E allora iniziamo la nostra carrellata di opinioni con  Stefan Elsner, general manager di bonprix Italia azienda di vendita online, da anni vicino alle realtà sportive, ai giovani, al territorio. “Non dobbiamo accontentarci perché si possono ottenere risultati ancora migliori -commenta il manager tedesco-. La ricetta giusta per diventare più forti è unire le forze come ha iniziato il consorzio TeamVolley. Loro lo hanno capito forse per primi nel biellese in relazione alle poche risorse offerte dal territorio, in termini di giocatori, di sponsor e contributi finanziari. Bisogna mettere insieme il meglio di quello che la provincia offre, concentrarlo per ottenere risultati maggiori. Ottimi esempi li vediamo anche con il Biella Rugby e la Scuola Pallavolo Biellese. Loro sono veri poli. Ho impressione che anche il basket maschile e femminile inizino a capire questa necessità assoluta e si stiano comportando di conseguenza. Credo che il biellese abbia incominciato a muoversi nella direzione giusta. A volte bisogna cadere in basso per capire gli errori ma quando ci si rialza si diventa più forti. E questo vale per tutti gli sport”. Da questi concetti la parola passa ad alcuni diretti interessati, responsabili dei club biellesi, per capire il loro pensiero e le loro necessità. La domanda è stata per tutti uguale: “Un anno eccezionale dal punto di vista dei risultati sportivi di squadra. Mai come questa stagione il biellese ha portato tante squadre ai play off o a vincere campionati. Qual è il segreto di questa stagione e se è possibile fare ancora meglio alla base di possibili unioni, consorzi”.

Lino Riccelli vice presidente La Biellese Calcio. “Finalmente un’annata fortunata. Noi con il budget risicato, i play off erano una promessa ma non una certezza e quindi abbiamo fatto di più. Le giovanili si sono comportate molto bene e eventi organizzati hanno riportato a Biella club blasonati. Secondo me la gente inizia a capire che lo sport va fatto seriamente. Ma si può fare ancora meglio. Abbiamo strutture valide come lo stadio, il palazzetto, la cittadella del rugby e tra poco anche un campo in sintetico. Per i genitori lo sport deve essere importante e di conseguenza avere società serie paga sempre. Detto questo è fondamentale che ci sia una serie di persone che lavorino insieme, facciano squadra; un consorzio sportivo sarebbe l’ideale, più semplice per tutti. Coltivare il proprio orticello non serve a nulla e non si va da nessuna parte”.

Mauro Gualinetti copresidente TeamVolley. “Io faccio lo spot per i consorzi visto che 10 anni si è concretizzato nel nostro caso. Dobbiamo mettere da parte i campanili e unire le forze. Questi consorzi sono fatti di persone che hanno gli stessi intenti e quando gli obiettivi principali sono valorizzare gli atleti, è automatico essere vincenti. Così facendo si dà l’opportunità di arrivare più in alto, nello specifico il nostro per i giovani. Penso che questi risultati arrivino in un momento in cui il biellese non è il motore trainante dell’Italia e proprio dietro queste difficoltà si nasconda il gran lavoro fatto nella maggior parte da volontari. Si può migliorare facendo arrivare in provincia validi tecnici e di conseguenza riuscire a valorizzare i nostri.  Dobbiamo intervenire ancor di più nelle scuole, sono troppi i giovani che non fanno più sport. Una buona campagna ci permetterebbe di avere un serbatoio ricco che è la nostra benzina vera. Credo sia un progetto a lungo termine ma oggi è assolutamente nella mani delle società sportive”.

Giusy Cenedese, coordinatrice del progetto Scuola Pallavolo Biellese. “Il settore maschile arrivava da un momento difficile. Dalla serie B siamo ripartiti mettendo insieme le società senza un obiettivo vero ma in punta dei piedi cercando di unire i pezzi che avevamo. Nel secondo anno abbiamo compiuto un piccolo passo in più con sponsor che hanno iniziato a credere nel lavoro. Abbiamo la filosofia del TeamVolley e credo che a Biella l’unione faccia la forza. Il territorio supporta bene una realtà di basket, rugby e magari anche di pallavolo. Quest’anno grazie a coach Barazzotto e ai ragazzi, qualcuno di loro è rimasto nonostante sirene importanti, siamo l’unica squadra under 20 ai play off e sabato abbiamo centrato la promozione. I piu vecchi dei nostri ragazzi hanno 19 anni. Oggi è la forza di un movimento”.

Fabio Marinello, presidente Gilber Gaglianico. “Come Gaglianico abbiamo ceduto la squadra per fare un’unione del maschile. Sulla collaborazione la massima espressione nel volley è il Bear Wool anche se lo sforzo non è indifferente. Nel settore giovanile abbiamo e stiamo collaborando con scambi di ragazze per valorizzare il meglio del territorio. A livello amministrativo invece le società stanno facendo sforzi senza essere supportati a livello politico delle varie amministrazioni. Credo che tutti siano sulla strada giusta ma abbiamo bisogno della collaborazione delle amministrazioni comunali. Senza il loro supporto è durissima, a fine anno arriviamo sempre con fiato corto. Sempre sul discorso collaborativo, stanno facendo bene il rugby, il basket e il volley. E questo per il territorio è bellissimo. Sono favorevole a un discorso di collaborazione generale come si sta facendo ma strutturare una squadra unica credo si perda il vero obiettivo territoriale. Ognuno deve trovare capillarità e seguire il suo territorio perché ha una sua esigenza. Come era una volta che si rubavano i bambini non ha più senso. La distribuzione geografica per me è l’arma vincente, senza tralasciare la promozione della pallavolo  e dello sport in generale nelle scuole”.

Nicolò Pizzato, presidente Virtus Biella. “Secondo la realtà che conosco direttamente, ovvero il volley, questi risultati in primis arrivano grazie all’organizzazione che ogni società si è data e si è sviluppata negli ultimi due anni. La Virtus in questa stagione è cresciuta moltissimo come club e quindi anche sotto il punto di vista sportivo. Vedo dall’esterno che questo discorso vale per il consorzio maschile della Scuola Pallavolo Biellese, il TeamVolley già da diversi anni, e il Gaglianico Volley School dopo la ristrutturazione societaria. Il merito deriva dalle società che hanno saputo coinvolgere nuove risorse umane per un’ottima gestione sportiva. Per le altre realtà il Biella Rugby è la società modello con una struttura che è paragonabile ad una Ferrari con un presidente che ha saputo costruire una macchina perfetta coinvolgendo aziende e dirigenti. Gli sponsor sono fondamentali, per noi è stato un anno perfetto e per fare meglio sono necessarie le risorse. La parte economica è il fulcro in tutti gli sport. Consorziarsi? Sì è vero ti aiuterebbe sotto molti aspetti ma solo in parte sull’abbattimento di costi. Un progetto a lungo termine  però cambierebbe la situazione”.

Fulvio Feraboli

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