UN ORDINE DEL GIORNO PER OPPORSI ALLA DISCARICA DI AMIANTO A SALUSSOLA

Le approfondite valutazioni svolte dall’Organismo collegiale dell’Inchiesta Pubblica, incaricato della disamina del progetto della discarica di amianto in regione Brianco a Salussola, mettono in luce alcune carenze nella documentazione progettuale presentata dalla società Acqua e Sole Srl.

Dichiara Barazzotto: «Ci sono diverse ragioni per valutare con attenzione la realizzazione della discarica al Brianco». Le approfondite valutazioni svolte dall’Organismo collegiale dell’Inchiesta Pubblica, incaricato della disamina del progetto della discarica di amianto in regione Brianco a Salussola, mettono in luce alcune carenze nella documentazione progettuale presentata dalla società Acqua e Sole Srl.
Gli elementi di maggior criticità riguardano principalmente le dimensioni della discarica, la sua localizzazione e le modalità di smaltimento dei rifiuti.

Spiega nel dettaglio il consigliere regionale biellese Vittorio Barazzotto, che sta preparando un ordine del giorno da discutere in Consiglio regionale sulla necessità di considerare attentamente gli elementi che porterebbero alla costruzione della discarica: «Il territorio del Brianco è inserito nell’area di ricarica degli acquiferi profondi. In quella zona non c’è il veto per realizzare discariche d’amianto, tuttavia la Regione richiede garanzie supplementari rispetto alla normativa nazionale, come evidenziato anche dall’Organismo collegiale inquirente dell’inchiesta pubblica nella sua relazione conclusiva. Poco distante si trova l’area di Valledora, nella quale è stato invece stabilito che non sarà più possibile costruirne di nuove. Ritengo che sia necessario valutare l’opportunità di includere il territorio del Brianco in quello di Valledora e quindi di equipararne le condizioni».

Il consigliere Barazzotto pone l’attenzione anche su altri interessanti aspetti: «L’impostazione data dalla Regione per il piano amianto prevede una suddivisione del territorio in quattro grandi aree (Città Metropolitana di Torino, Territorio del Cuneese, Piemonte Sud Orientale, Piemonte Settentrionale), al fine di ripartire equamente gli impianti e contenere gli impatti ambientali attraverso l’allestimento di discariche di dimensioni più ridotte. La scelta di costruire a Salussola una discarica di dimensioni tali da soddisfare l’intera necessità della Regione comporta un evidente impatto localizzato su un’unica area, protratto per decine d’anni, in un’area agricola vergine. Ciò comporterebbe una serie inevitabile di effetti negativi sul territorio, nei confronti delle imprese agricole che coltivano riso e altri prodotti e per i possibili impatti sulle acque, sul suolo e sull’aria. Le indicazioni date dalla Regione relative all’utilizzo di aree estrattive dismesse erano finalizzate al contenimento dell’uso del suolo».

In ultimo, ma non per importanza, esiste anche il forte rischio di condizionare le produzioni dell’unica dop di riso italiana, quella del “Baraggia”. Conclude Barazzotto: «Mi auguro che la forte spinta data dalla Regione nei confronti della risicoltura di qualità non venga pregiudicata dalla realizzazione di una discarica proprio nel bel mezzo delle coltivazioni».

Il rilievo nel progetto di numerose carenze tecniche tali da richiedere approfondite indagini integrative, chiude Barazzotto «fa sorgere il sospetto che non siano stati valutati con la giusta attenzione gli elementi ambientali peculiari della zona per l’idoneità del sito alla costruzione di una nuova discarica».

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