TURISMO A RISCHIO PER LA SCARSA RICEZIONE TELEFONICA NELLE ZONE DI MONTAGNA

Nel biellese le cosiddette “zone d’ombra” sono nelle valli Cervo e Oropa oltre alla parte orientale. A sollevare il problema è Uncem che chiede maggiore impegno alle compagnie telefoniche.

La ricezione del segnale del telefono cellulare continua ad essere un problema nelle zone di montagna dove, regolarmente vengono segnalati disservizi e segnali ad intermittenza.
A riportare ancora una volta l’attenzione su questo problema è il Vicepresidente vicario nazionale di Uncem, Antonio Di Maria: “I turisti senza una buona ricezione del loro smartphone non sceglieranno più i nostri territori. È evidente che chi arriva in borghi e località di Alpi e Appennini vuole avere un buon 4G, una buona copertura internet mobile, e ancor prima un minimo segnale. Decente. È una questione anche di sicurezza. Sempre più escursionisti rilevano moltissime aree montane, percorse da sentieri, scoperte. Dunque, in caso di allarme tutto si complica. Vale anche per soccorritori ed emergenze sanitarie”.
Un problema sentito in varie parti d’Italia ed anche nel Biellese dove, dalla Valle d’Oropa alla Valle Cervo fino ad alcune zone del Biellese Orientale, son sempre più frequenti le cosiddette “zone d’ombra”.
“È inaccettabile -dice il presidente di Uncem Piemonte Lido Riba- che le compagnie confermino il loro impegno annunciando sui media di aver raggiunto il 95% della popolazione, dimenticando quel 5% che evidentemente viene considerato di minore importanza, residuale, ai margini delle opportunità”.
“Tim e Vodafone ci hanno chiesto di segnalare aree precise non coperte. Hanno dato la disponibilità a coprirle – dice ancora De Maria -. È un buon approccio, che accogliamo con favore. Servono investimenti da parte loro. Noi chiediamo al Governo, all’AGCom, ai CoreCom regionali, alle compagnie stesse, di investire delle risorse per il monitoraggio e poi soprattutto per nuovi pali. Dove oggi vi sono contenziosi con i Comuni, Uncem si impegna a risolverli, a chiarire situazioni. Ma il segnale deve essere chiaro. I cellulari devono prendere ovunque, anche nei piccoli borghi, anche sui sentieri. Il problema riguarda sia i turisti ma soprattutto chi abita i territori tutto l’anno, chi fa impresa, chi avvia una start up”.

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