Attualità

LE GRADUATORIE DI VINO

Assessorato all’Agricoltura della Regione Piemonte ha approvato recentemente approvato le graduatorie dei progetti di promozione del vino sui mercati dei paesi terzi, nell’ambito della misura dell’OCM vino annualità 2018/2019. Vengono finanziati 20 progetti regionali, 6 progetti multiregionali in capo al Piemonte e 5 progetti multiregionali in capo alle altre Regioni, per un contributo complessivo di 11 milioni di euro. “Prosegue l’impegno della Regione Piemonte a sostegno della promozione dei vini piemontesi di qualità, DO e Igp affinché siano competitivie a lungo termine sui mercati extraeuropei –dichiara l’assessore all’Agricoltura della Regione Piemonte, Giorgio Ferrero – Nel periodo di programmazione 2014/2020 la Regione ha approvato contributi nell’ambito della misura OCM vino per un importo complessivo di oltre 48 milioni di euro finanziando investimenti per oltre 107 milioni di euro in 5 anni”.

Il valore dell’export di vino del Piemonte nel 2018 è stato di circa 1 miliardo di euro, il 18% dell’export di vini nazionali. Inoltre le 19 docg e 42 doc piemontesi rappresentano il più alto numero tra le regioni italiane e coprono l’85% della produzione regionale. I beneficiari della misura dell’OCM vino sono i consorzi di tutela, le associazioni e i consorzi di produttori, i produttori singoli. I progetti ammessi a contributo prevedono nello specifico: azioni che mettono in rilievo gli elevati standard dei prodotti, in particolare in termini di qualità, sicurezza alimentare o ambiente; partecipazione a manifestazioni e fiere di importanza internazionale; campagne di informazione sui sistemi delle denominazioni di origine, delle indicazioni geografiche e della produzione biologica vigenti nell’Unione europea.

Attualità #Circondario #Commercio

VENDEMMIA 2018: UN’OTTIMA ANNATA

In Piemonte la produzione sale del 30%, un’annata ottima per qualità e quantità.

È stata una vendemmia molto positiva, quella del 2018 in Piemonte: + 30% sui dati di produzione, un clima ideale specie nei mesi tardo-estivi (dopo una primavera particolarmente piovosa) e la percezione di uve di qualità e quantità assolutamente ideali. È stato “l’anno del viticoltore”, con condizioni che hanno premiato chi ha saputo curare i vigneti con professionalità e attenzione. Un bilancio complessivamente molto positivo ha trovato concordi enologi, agronomi e giornalisti di settore che, lo scorso weekend, sono intervenuti a Vivite Milano, il Festival del Vino Cooperativo, per illustrare Piemonte Anteprima Vendemmia 2018, l’annuale pubblicazione curata da Vignaioli Piemontesi e Regione Piemonte. Significativa la percentuale di prodotto proveniente proprio dal mondo della cooperazione, ben il 33% del totale. Grande, dunque, la soddisfazione di Confcooperative Fedagripesca Piemonte, a rappresentanza delle cantine vitivinicole regionali presenti alla manifestazione, una importante vetrina e occasione di dialogo e confronto con stakeholder ed esperti del settore.

Giorgio Ferrero, Assessore all’Agricoltura della Regione Piemonte, dichiara: “La vendemmia 2018 conferma la qualità della vitivinicoltura piemontese e le sue caratteristiche quasi uniche che ne fanno una delle realtà importanti nel panorama internazionale. Sono quasi 18 mila le aziende che producono vini Doc e Docg, a sottolineare l’impegno di una viticoltura votata alla qualità e all’export, che gioca una parte molto significativa nell’economia non solo agricola, ma anche regionale e nazionale.”

“È stata l’annata del viticoltore professionista”, dice il presidente di Vignaioli Piemontesi Giulio Porzio, “Il vino si fa in vigna e chi ha saputo gestire bene il vigneto, ha vendemmiato ottime uve. Mi piace pensare che, nella vendemmia 2018, il viticoltore è ritornato il vero protagonista della qualità. Dobbiamo tornare a parlare di reddito perché vuol dire giovani che restano e lavorano la terra”.

Attualità #Cossatese #Economia #In primo piano

NUOVI PARTNERS PER “LA PREVOSTURA”, PARTE IL RILANCIO VITIVINICOLO BIELLESE

Una passione che unisce, per consolidare la storia della tenuta di Lessona e impreziosire i vitigni tradizionali.
Nuove competenze per l’azienda vitivinicola La Prevostura di Marco Bellini con l’ingresso nella gestione di Luca De Marchi, proprietario di un’azienda leader e storica di Lessona, la proprietà Sperino e dei cugini Francesco Ferraris, direttore dell’azienda Finissaggio & Tintoria Ferraris nonché presidente del Gruppo giovani dell’Unione Industriale Biellese e Vittorio Ferraris, attualmente impegnato a Parigi nell’area marketing del settore vino del gruppo Lvmh.
I nuovi soci affiancheranno la squadra già consolidata de La Prevostura composta anche dalla figlia di Marco, Elisa Bellini e da suo marito Martino Morello. Squadra che, dal sogno iniziato nel 2001, ha saputo creare un marchio di primo piano nella realtà di Lessona noto e apprezzato sia in ambito locale sia internazionale. I protagonisti di questa sinergia condividono la passione per il vino, la capacità imprenditoriale e la volontà di contribuire ulteriormente allo sviluppo nel Biellese di un settore che sta diventando sempre più strategico a livello economico e turistico.
Questa collaborazione, grazie alle competenze specifiche di ciascuno, valorizzerà e affinerà il lavoro fino ad oggi svolto dalla Prevostura e creerà, sotto la guida di Luca De Marchi, un gruppo capace di muoversi in maniera più efficace e strutturata per valorizzare il territorio e per essere più incisivi sul mercato. La famiglia Ferraris, per tradizione nel settore tessile, di recente ha acquisito e sta re-impiantando terreni un tempo vitati proprio lungo costa che porta a La Prevostura a sottolineare la volontà di partecipare con convinzione al rilancio vitivinicolo di Lessona e del Biellese.
Red. BC

Attualità #Basso Biellese #In primo piano #Società

L’ERBALUCE DI VIVERONE TRA I MIGLIORI VINI ITALIANI

Anche l’Azienda Agricola La Favorita di Viverone ha vinto il Premio Douja d’Or 2018. Un altro importante traguardo per la produzione vitivinicola locale.

I vini piemontesi sono fra i più antichi e pregiati del nostro Bel Paese. A confermare la qualità della produzione regionale, il gran numero di riconoscimenti vinti quest’anno al Concorso Enologico Nazionale Douja d’Or, bandito dalla Camera di Commercio di Asti con la collaborazione tecnica dell’O.N.A.V. (Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Vino). Con 80 aziende premiate (per un totale di 118 vini), il Piemonte si colloca primo nella graduatoria nazionale, portando in auge anche due prodotti del territorio biellese fra cui l’Erbaluce di Caluso DOCG 2017 dell’Azienda Agricola La Favorita dei fratelli Zaniboni, che per un paio di punti non hanno bissato l’Oscar del 2017: “Per noi è una grande soddisfazione, non solo come riconoscimento della qualità del lavoro svolto ma anche per l’attenzione che porta sul nostro territorio, visto il riscontro mediatico sui mezzi di informazione e sui social”.

Oggi Paolo e Massimo proseguono l’attività di famiglia, avviata dal nonno negli anni 80 con la coltivazione di kiwi e la produzione di vino rosso, “In seguito abbiamo scommesso sul potenziale dell’Erbaluce e abbiamo differenziato la produzione aggiungendo anche lo spumante e le grappe”.

Con passione e dedizione, l’Azienda Agricola La Favorita è riuscita anche quest’anno a ritagliarsi il proprio spazio nel panorama enologico italiano, sbaragliando la concorrenza di oltre 300 produttori: “L’Erbaluce è un vino bianco, fermo, tipico della nostra zona. Il nostro ha un profumo caratteristico dato da una coltivazione attenta (limitando l’uso di prodotti chimici nelle vigne) e da una lavorazione lenta nella fase di travaso. Per gustarlo al meglio, consiglio l’abbinamento con il coregone e con i risotti, ma è ottimo anche come aperitivo”, commenta Paolo.

Tutti i vini premiati saranno in degustazione e in vendita nel centro storico di Asti dal 7 al 16 settembre, mentre la premiazione si terrà sabato 8 settembre.

Attualità #Biella #Commercio #Cucina #In primo piano #Società

ORA DI APERITIVO? AL PIAZZO SI PUNTA SULLA QUALITÁ

Buon vino e prodotti locali. A poco più di un mese dall’inaugurazione Terroirs conquista il pubblico biellese.

Il borgo antico del Piazzo torna ad avere un ruolo da protagonista. Questa estate sono moltissime le persone che scelgono di passare il proprio tempo libero nella parte alta della città, fra passeggiate, mostre e locali, portando un movimento ed un’atmosfera quasi dimenticati. Complici di questo risveglio non solo la messa in funzione della funicolare a titolo gratuito ma anche l’impegno di commercianti ed imprenditori che hanno investito sul territorio per proporre prodotti e servizi nuovi e di qualità, “Uno sforzo economico che andrebbe premiato e valorizzato”, sottolinea Antonio Cristiano, responsabile della vineria Terroirs.

Inaugurato l’8 luglio, il locale (situato proprio all’arrivo della funicolare) è frutto della visione imprenditoriale di Alessandro Benanchietti e Cristina Bianconi, già titolari del franchising La Cantina dei Sapori, una serie di locali sparsi per tutta Italia dov’è possibile acquistare e degustare vino e prodotti tipici: “Terroirs è un’ulteriore evoluzione di questa idea, puntando su prodotti di fascia medio-alta e su un nuovo modello di wine bar”, commenta Antonio, “Disponiamo di due macchinari che, con un procedimento specifico, conservano in maniera ottimale otto vini rossi e otto vini bianchi fermi. Per ciascuna etichetta, vengono messe a disposizione tutte le informazioni ed i dettagli così che il cliente possa essere autonomo e libero nella scelta; usufruendo poi di una carta prepagata ricaricabile dell’importo desiderato potrà scegliere fra l’assaggio, il mezzo calice o il calice”.

Con un vasto assortimento di etichette nazionali ed internazionali, Terroirs punta sulla qualità anche negli abbinamenti, proponendo ricette ed eccellenze del territorio piemontese (come il vitello tonnato, la battuta al coltello ed i formaggi del caseificio Rosso): “L’idea è di organizzare anche serate di degustazione a tema, per mettere in risalto singoli prodotti ed offrire al cliente qualcosa di particolare e di diverso dal solito”, aggiunge Antonio, “I titolari credono in questo tipo di locale e personalmente, con un’esperienza di oltre 40 anni nel mondo del bere, posso dire che oggi il vino viene apprezzato di più rispetto al passato e spesso preferito a cocktail o altro”.

Terroir non ha traduzione, non significa semplicemente terreno: terroir è l’insieme di tanti fattori, geografici, umani e culturali che definiscono l’essenza di un luogo. E proprio nel rispetto del suo nome, la vineria di via Avogadro 14 propone un’esperienza enogastronomica completa ed avvolgente, che ha già attirato e convinto il pubblico biellese. Che sia nata l’idea per un nuovo franchising Made in Biella?

Attualità #Montagna

OLTRE DUECENTO PERSONE HANNO SALUTATO LA FINE DELL’INVERNO ALLA CAPANNA RENATA -FOTO-

Nessuna coda registrata in funivia e cabinovia ma tante le persone che già dalle prime ore della mattinata hanno raggiunto il rifugio in quota sul Monte Camino.

“E’ qui la festa?” cantava nel 1988 Jovanotti. Ieri però sul Monte Camino il suono predominante era solo il vociare delle oltre 200 persone che non sono volute mancare all’appuntamento di chiusura del rifugio Capanna Renata. La musica di accompagnamento alla giornata non è mancata e rigorosamente da “disco anni ’80”. “E’ stata una lunga stagione” hanno precisato i gestori Chiara e Yoselito e a parte qualche domenica estrema con ghiaccio e neve alta, “quest’anno è andata bene”. Complice sicuramente la riapertura della cabinovia che ha permesso agli appassionati di montagna di raggiungere facilmente il rifugio in quota. Oggi è stato il giusto tripudio. La temperatura estiva ha concesso i pantaloncini corti, l’abbronzatura e un panorama a dir poco fantastico. Qualcuno si è anche lanciato in qualche “improvvisato” ma non troppo, fuoripista. A cornice vino, birra, spritz per una domenica unica, spettacolare, tutta da vivere. Ora una piccola sosta in attesa di giugno quando la Capanna Renata riaprirà per la stagione estiva. Intanto in montagna le manifestazioni proseguono e già domenica prossima la tappa è al lago del Mucrone per la quinta edizione del Waterslide, organizzata dai Sensa Cunisiun. Obbligatorio, travestirsi e arrivare con ogni tipo di mezzo di trasporto a spinta umana. Si parte alle 11. Tre i premi in programma: Miglior Mezzo, Miglior Costume e Migliore Performance.  Insomma divertimento assicurato per tutti i gusti.

Fulvio Feraboli

Cronaca

TRUFFA DEL VINO, I CARABINIERI IDENTIFICANO E DENUNCIANO UN UOMO

Era la mattina del 12 dicembre quando alla porta di casa di un’anziana di 82 anni residente a Mongrando aveva suonato A.R. di 59 anni. “Devo consegnare due scatoloni di vino pregiato ordinati da suo figlio” aveva detto l’uomo. La donna senza pensarci sopra aveva ritirato le bottiglie e pagato 180 euro in contanti. Più tardi la scoperta: all’interno c’erano solo due bottiglie di scarso valore e qualche mattone per raggiungere il peso. Scattata la denuncia per truffa è iniziato il lavoro dei Carabinieri di Mongrando. Dopo un’accurata indagine usufruendo delle telecamere di videosorveglianza del paese sono risaliti alla targa dell’auto usata dal malvivente. Dalla foto ricavata dai social la pensionata ha riconosciuto A.R. residente in provincia di Asti. Per lui è scattata la denuncia per truffa, non la prima di questi reati.

Attualità #Biella #Commercio #Cucina #Società #Valle Cervo

ARRIVA LA PASQUA, FRA “DOLCI” CONSIGLI E NON SOLO…

Ultimi giorni di spesa per prepararsi alla prima festività primaverile.

Sarà che noi Italiani cerchiamo sempre scuse per sederci a tavola, ma anche la domenica di Pasqua (un po’ come il Natale) è ormai diventato un appuntamento fisso per dare sfogo a ricette e prelibatezze culinarie.

Protagonista, come da tradizione, la colomba: “Per le feste comandate, i clienti restano legati ai dolci tipici e sono disposti a spendere anche qualcosa in più per assaggiare prodotti qualitativamente migliori”, commenta Davide Crovella dell’omonima panetteria di Andorno, in questi giorni impegnata nella produzione di colombine pasquali di pasta frolla e della classica colomba, “Una ricetta tradizionale, fatta di ingredienti genuini (no surrogati) e uvetta al posto dell’arancia candita (per assecondare i gusti dei clienti), il tutto ricoperto dall’immancabile glassa di mandorle”.

Come non parlare poi dell’uovo di Pasqua, dolce al cioccolato amato da grandi e piccini: “Vista la simpatica coincidenza con la data del primo aprile, quest’anno abbiamo dato vita a due collezioni a tema: Ai Tropici e In fondo al mar“, spiega Titti Fortunata Apicella, della cioccolateria artigianale Cioccolato TAF di via Garibaldi a Biella. Caratterizzati da confezioni particolari e colorate, arricchite dall’utilizzo di inserti e materiali ad hoc che rimandano ai toni vivaci della natura, queste uova sono proposte in differenti misure, anche nella variante bigusto (cioccolato al latte superiore del 41% + cioccolato fondente al 70%). “Disponibili nella collezione 2018 anche uova decorate che riproducono gli animali della savana e molti altri soggetti”, commenta Titti, “Prodotti realizzati su richiesta, guarniti con una miriade di gusti e valorizzati da dedica e regalo personalizzati”. E poi ancora le praline e la tipica pastiera napoletana, dolci per tutti i gusti e tutte le esigenze.

E in abbinamento? Del buon vino italiano con profumi intensi per festeggiare, insieme alla Pasqua, l’arrivo della bella stagione: “Per l’occasione, proponiamo vini caratterizzati da un importante profilo aromatico”, commenta Eugenio Bigliocca di Cave du Roi, “Moscato d’Asti DOCG dell’Azienda Agricola Cerrino per gustare una colomba con crema di mascarpone al Cognac, mentre con l’uovo di cioccolato beviamo Aleatico DOC della Cantina di Gradoli”. E per la grigliata di Pasquetta? “Vini rossi che ben si sposano a costine di maiale, arrosticini di agnello e salamelle grigliate, come Bordeaux Supérieur Cuvée Prestige AOC di Château Les Millaux, Gregorio Maximo IGT della cantina Marchesi De Gregorio e Piping Shrike Shiraz di Cimicky”.

Come si dice, Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi, purché si mangi bene, aggiungiamo noi.

Attualità #Biella #Commercio #In primo piano #Società

UN BRINDISI ALL’ECCELLENZA ITALIANA, CON I VINI DI CAVE DU ROI

Per l’Anno nazionale del cibo italiano, Biellacronaca, in collaborazione con Ascom Biella, vi accompagna alla scoperta delle etichette italiane scelte e selezionate dal sommelier Eugenio Bigliocca.

Il Prosecco, la vite ad alberello di Pantelleria, i paesaggi della Langhe Roero e del Monferrato. Quando si parla del buon cibo italiano, non si possono dimenticare le eccellenze enologiche del nostro territorio, apprezzate e conosciute in tutto il mondo. Il 2018 come Anno nazionale del cibo vuole porre l’attenzione sulla valorizzazione di queste specialità, alcune delle quali già riconosciute dall’UNESCO come patrimonio dell’umanità: “Il nostro Paese può vantare una diversità ampelografica notevole. Qui si trovano varietà autoctone che ben descrivono il terroir da cui provengono, varietà che all’estero non rendono allo stesso modo, con risultati deludenti nelle performance gusto-olfattive. Un esempio? Il Nebbiolo prodotto in Australia o in America, senza paragoni con quello proveniente dalle zone vocate quali Gattinara, Barolo e Barbaresco”, parola di Eugenio Bigliocca, titolare di Cave du Roi nonché sommelier e giudice internazionale.

Dalla sua sede di viale Cesare Battisti a Biella, l’azienda, nata nel 2004, commercializza vini e distillati di qualità, per lo più italiani, non presenti nella grande distribuzione. Qui trovano spazio piccole eccellenze territoriali come il Ruché di Castagnole Monferrato de La Miraja, il Lacrima di Morro d’Alba di Stefano Mancinelli o il Gewurztraminer di Bellaveder, con un occhio di riguardo ai prodotti regionali: “Fra questi, piacciono molto i vini di Lodovico Barboni, il Nebbiolo Coste della Sesia, il Vespolina ed il rinomato Bramaterra. Molto richiesti anche il Gattinara di Mauro Franchino, il Ghemme di Mazzoni ed il Lessona di Villa Bramasole”.

Il comparto del vino rappresenta uno dei settori più importanti del panorama agroalimentare nazionale, registrando dati positivi come produzione ed esportazione. In questo scenario estremamente vario e diversificato, Eugenio predilige le piccole produzioni che lavorano nel rispetto della tradizione: “Degusto ogni singola annata ed ogni singola partita, scegliendo il produttore ed il prodotto col miglior rapporto qualità/prezzo”, commenta, “Oggi la mia clientela è più concentrata sulle sensazioni organolettiche del vino che su quei suffissi che spesso giustificano costi assurdi senza apportare un consistente plusvalore. Ormai anche i produttori convenzionali lavorano con sempre maggiore attenzione in vigna ed in cantina, limitando al minimo l’uso di sostanze (analisi alla mano, i residui sono ben al di sotto i minimi di legge)”.

Appurata dunque la qualità dell’offerta, non poteva esserci iniziativa migliore dell’Anno del cibo (vien da dire). L’Italia è evidentemente la patria regina per il turismo enogastronomico e oggi più che mai il cibo viene vissuto a livello internazionale come cultura e condivisione. Dove si è inceppato il meccanismo allora? “Il nostro problema è più che altro culturale: ci adagiamo sull’idea che i turisti vengano in Italia perchè è bella, trascurando la cura del servizio e dell’accoglienza”. Un’opinione personale, quella di Eugenio, ma anche il punto di vista di un viaggiatore che ogni anno vola in tutto il mondo per lavoro e per passione: “Cibo e vino sono volani importanti per sostenere l’economia ed il turismo territoriale perché polarizzano l’attenzione di una clientela colta, golosa e con capacità di spesa, tutto a nostro benefico. Bisogna però aspirare ad essere i migliori in termini di cortesia, customer service e professionalità, doti che spesso mancano ai player italiani”.

Attualità #Commercio #Economia

VENDEMMIA 2017 UNA RACCOLTA DI.VINO

La vendemmia 2017 in Piemonte si è caratterizzata per una annata caldissima, con temperature altissime e scarse precipitazioni. La raccolta delle uve è stata molto precoce. Fattori che hanno determinato una produzione di due milioni di ettolitri di vino, in calo del 19,8 % sul 2016. Comunque una vendemmia molto soddisfacente dal punto di vista qualitativo: gli esperti la classificano nel gruppo delle annate eccellenti per i rossi e molto buona-ottima per i bianchi. Questa l’analisi fatta da enologi, agronomi e giornalisti di settore in Piemonte Anteprima Vendemmia 2017, l’annuale pubblicazione curata da Vignaioli Piemontesi e dalla Regione stes in cui si analizzano dati tecnici e valutazioni sulla vendemmia appena passata e sull’andamento economico generale del comparto vitivinicolo. Dalle analisi e valutazioni svolte costantemente dal servizio tecnico di Vignaioli Piemontesi tutti i vitigni sono collocati in vetta della classifica, ovvero le 5 stelle dell’eccellenza a Barbera, Dolcetto, Grignolino, Nebbiolo, Pelaverga, Vespolina. Gli altri vitigni si collocano nella sfera dell’ottimo, con 4 stelle.

In crescita gli ettari vitati: sono circa 44.200 (potenziale 46.200); le aziende vitivinicole in Piemonte sono 18.000 su 67.000 totali. L’export si conferma attorno al miliardo di euro su un export agroalimentare complessivo di 4,5 miliardi di euro. Il 60% del vino prodotto in Piemonte va a ll’estero: il 70% nei paesi comunitari e il 30% nei paesi extra Ue. I principali paesi importatori sono Germania, Gran Bretagna, USA, Francia, Russia, Spagna, Svizzera, Giappone
Solo per la promozione Ocm sui mercati dei Paesi terzi per l’internazionalizzazione e l’export delle aziende vitivinicole piemontesi, la Regione ha stanziato per la campagna 2017/2018 risorse pari a 10.427.850 euro.