Attualità #biellacronaca

I PICCOLI COMUNI SONO UNA RISORSA

I piccoli Comuni sono uno spazio della possibilità e dell’innovazione. Il come e il perché sono i temi dell’incontro organizzato a Roma il 29 maggio da Legambiente e Uncem, con il patrocinio dei ministeri dell’Ambiente della tutela del territorio e del mare, delle Politiche agricole alimentari e forestali, per i Beni e le attività culturali e di Anci, Unpli e Fondazione Symbola, con il sostegno di Poste italiane e Open Fiber.

“Da piccoli Comuni a smart land” è il titolo dell’incontro e del dossier che vi verrà presentato, un’occasione perinaugurare Voler Bene all’Italia 2019, la festa del 2 giugno dei piccoli Comuni che celebrano la Repubblica in piazza organizzando momenti di cittadinanza partecipata e valorizzando le proprie tradizioni ma anche i tanti progetti per il futuro all’insegna della sostenibilità e della qualità della vita che la bellezza e la forza delle radici di questi luoghi garantiscono in questi luoghi, nonostante la fatica del disagio insediativo in atto e un rapido declino demografico.

Tanti i luoghi da scoprire e apprezzare quest’anno nella giornata di festa: da Calitri in Campania a Cineto Romano nel Lazio, da San Massimo in Molise a Mandatoriccio in Calabria, da Pomaretto e Ostana in Piemonte a Galliate Lombardo in Lombardia, da Berceto in Emilia, da Joppolo Giancaxio e Sant’Angelo Muxaro in Sicilia, da Pescocostanzo in Abruzzo a Giurdignano in Puglia. Tutte le informazioni sono disponibili su www.piccolagrandeitalia.it/pgi/domenica-2-giugno-2019

Attualità #Economia

EFFICIENTAMENTO ENERGETICO LE DOMANDE DI AGEVOLAZIONE PER LE IMPRESE

A seguito della registrazione del decreto attuativo da parte della Corte dei Conti, è attiva la piattaforma nazionale on line per la presentazione delle domande di agevolazione al Fondo Nazionale per l’Efficienza Energetica. Il Fondo, finalizzato a sostenere gli interventi di efficienza energetica su edifici, impianti e processi produttivi realizzati da imprese, ESCO (Energy service company) e Pubblica Amministrazione, prevede l’erogazione di finanziamenti a tasso agevolato e/o la concessione di garanzie su singole operazioni di finanziamento.

La dotazione finanziaria del Fondo, pari a 310 milioni di euro, mobiliterà un volume di investimenti nel settore dell’efficienza energetica di oltre 1,7 miliardi di euro. La piattaforma e tutta la documentazione si trovano qui:  https://www.invitalia.it/cosa-facciamo/rafforziamo-le-imprese/fnee

Ambiente #Attualità

GLI SFALCI NON POSSONO ESSERE PIU’ CONSIDERATI RIFIUTI

Il Senato ha dato il via libera definitivo alla Legge europea 2018. L’articolo 20 del testo approvato è relativo allo smaltimento degli sfalci e delle potature, modificando così il Codice dell’ambiente del 2006, fino a ieri in contrasto con il testo della direttiva europea sui rifiuti.

La norma esclude dall’applicazione della parte quarta del Codice dell’ambiente in materia di rifiuti, le materie fecali, la paglia nonché altro materiale agricolo o forestale naturale non pericoloso quali gli sfalci e le potature effettuate nell’ambito delle buone pratiche colturali. Grazie a un emendamento approvato in Commissione, l’esclusione vale anche per la categoria degli sfalci e delle potature da manutenzione del verde pubblico dei Comuni. Non saranno più rifiuti. Si prevede che i materiali siano utilizzati in agricoltura, nella silvicoltura o per la produzione di energia da biomassa, anche al di fuori del luogo di produzione, con metodi che non danneggiano l’ambiente e la salute umana.

Uncem accoglie positivamente il provvedimento che chiude storici contenziosi, dibattiti infarciti di burocrazia e permette ai Comuni di risparmiare anche risorse economiche non dovendo smaltire come rifiuto gli sfalci e le potature urbane. “È prevalso il buonsenso. Lo chiedevamo da due decenni”, commenta il Presidente nazionale Uncem, Marco Bussone.

Ambiente #Attualità

IL DECALOGO DELL’UNCEM PER RISPETTARE E VIVERE LA MONTAGNA

Dieci suggerimenti e regole da Uncem, l’Unione nazionale dei Comuni, delle Comunità e degli Enti montani, per scegliere le Alpi e gli Appennini nei prossimi fine settimana primaverili. Scegliere la montagna, le località delle Alpi e degli Appennini, ma con consapevolezza e volendo bene alle comunità che accolgono. Dieci piccole grandi sfide. Eccole:

1. Non portare tutto da casa. Ricorda che se “compri in valle, la Montagna vivrà”. Anche nei giorni festivi, un negozio di alimentari aperto sulla piazza del paese dove arrivi lo trovi sempre. Sceglilo, perchè il tuo gesto aiuta quel sistema economico a vivere.

2. Scopri sempre, nel borgo dove arrivi, i beni architettonici, i beni ambientali, le ricchezze da visitare. Porta i bambini e la famiglia a ammirali. Se ci fosse anche un piccolo ticket da pagare, fallo consapevole che sostieni l’impegno a mantenere il patrimonio culturale diffuso del Paese.

3. Se scegli un prato per un pic-nic, non lasciate incustodite griglie e falò, on abbandonare i residui di una grigliata nei nostri boschi, non accendere fuochi se non nelle aree attrezzate. Sono tre regole che ci consegna oggi il Corpo Antincendi boschivi e che non dobbiamo mai dimenticare.

4. Non portare acqua, pane, prosciutto e formaggio da casa, ma porta a casa i tuoi rifiuti. Non lasciarli nei prati. Mettili in un sacco e portali a casa. Differenziali: plastica, carta, organico. E non usare la plastica. Molto molto meglio piatti di materiale biodegradabile: sono anche molto più belli!

5. Se ti trovi in un’area attrezzata, in mezzo a pini o larici, e c’è un piccolo ticket da pagare per la fruizione di tavoli, panche, barbecue, fallo volentieri. Pochi euro che serviranno sicuramente al Comune, alla Pro Loco, a un’altra associazione del territorio per manutenere e gestire meglio quel pezzo di zona naturale per tutti.

6. Vai piano sulle strade. Nei giorni di festa, come Pasquetta e il 1° maggio, vi sono molti veicoli sulle strade di montagna. Che non sono delle autostrade (peraltro qui non facciamo pagare il pedaggio!). Le strade di montagna, tra tornanti e rettilinei, sono spesso strette e vanno affrontate con cautela. Evita di correre. Non c’è fretta in montagna. Sono sempre lì, loro.

7. Se sulla strada, nel corso del tuo viaggio, incontri gruppi di ciclisti che salgono sui pedali o seduti affaticati verso il passo, non suonargli. Pensa alla loro fatica e sorpassali, se puoi, con massima attenzione e distanza adeguata.

8. Quando arrivi in un paese, in un borgo, in un villaggio delle Alpi e degli Appennini, scopri la comunità. Saluta le persone per strada, scambia qualche parola con loro, non essere indifferente a quella comunità che accoglie.

9. Se ti sei trovato bene in quel borgo o se hai qualche suggerimento, qualche indicazione e idea, torna a casa, scrivi al Sindaco tramite la mail che trovi sul sito del Comune, oppure lascia un messaggio privato sulla pagina Facebook istituzionale. È molto utile. Non solo polemiche o critiche da social. Dai un supporto concreto all’Amministrazione.

10. Torna in quel posto che hai visitato oggi o domani. Oppure cambia valle, cambia montagna, cambia versante. Non ci sono regole in questo. Puoi tornare o andare altrove. L’importante è scegliere la montagna, le sue bellezze ed essere consapevoli che senza quelle persone, quelle comunità che vivono e fanno impresa in montagna, la città sarebbe più fragile. Il Paese sarebbe meno unito e coeso. Scoprilo oggi e domani. La città non può fare a meno della montagna. Grazie, da Uncem.

Attualità

COMPRA IN VALLE ANCHE DURANTE LA FESTIVITA’ E LA MONTAGNA VIVE

Salvare i negozi dei borghi alpini e appenninici. Anche a Pasqua e Pasquetta. È il monito dell’Uncem, l’Unione nazionale dei Comuni, delle Comunità e degli Enti montani. Difendere e valorizzare i negozi sotto casa, schiacciati dai supermercati. Nei paesi montani con meno di mille abitanti, il negozio sotto casa è l’ancoraggio della comunità. Luogo di aggregazione prima ancora che di acquisto. Punto dove comprare alimentari, frutta, verdura, prosciutto e formaggi, biscotti e succhi di frutta, poi sigarette e giornali. Punti dove matura la comunità.
Troppi negozi di paese negli ultimi due decenni hanno chiuso. Solo in Piemonte, oltre 70 Comuni non hanno più un negozio. Duecento su 1.205 hanno solo un esercizio commerciale. Sono cioè a rischio desertificazione. 500 Comuni in Italia non avranno più un negozio da oggi ai prossimi dieci anni.
Servono scelte politiche chiare, ma anche una diversa consapevolezza della comunità che vive su un territorio. Devono essere individuati sgravi fiscali e minor carico burocratico per chi possiede un negozio in un Comune montano, per chi avvia un’attività nelle Terre Alte, chi vuole potenziare una piccola impresa, per chi apre una partita iva. Devono essere incentivati i centri multifunzionali, negozi che vendono prodotti e allo stesso tempo svolgono dei servizi. La Strategia nazionale per le Aree interne deve essere potenziata, estesa, resa stabile, usando positivamente fondi europei per i “borghi intelligenti”, gli Smart villages.
Se è vero che nelle aree montane quando chiude una scuola chiude un Comune, quando chiude un negozio, intere fasce di popolazione sono a rischio. Salvare i piccoli negozi di montagna passa dalla nuova consapevolezza, dalla nuova capacità culturale di chi vive e frequenta la montagna. L’appello Uncem è chiarissimo. Chi frequenta la montagna, da oggi, Pasqua e Pasquetta, nei week end di primavera per un pic-nic, per giornata di relax, non si porti da casa panino, acqua, salame, formaggio. Si fermi a comprarli nel negozio della piazza del paese. Il suo gesto è un atto culturale prima di tutto. Chi vive in montagna, nei paesi, scelga l’esercizio di prossimità. “Compra in valle, la Montagna vivrà” è il nostro invito a scegliere il negozio sotto casa, l’impresa agricola locale, il territorio. Scegliere di salvare un negozio, un bar, un paese. Solo comprando in valle, la montagna (e il paese, oltre che il Paese) vivrà.

Attualità #Economia

NUOVI FONDI UE PER LA BANDA ULTRALARGA

“Sono molto soddisfatto dell’annuncio fatto ieri dalla Commissaria europea Corina Cretu, che coordina le politiche regionali, relativa allo stanziamento di 573 milioni di euro di fondi europei per lo sviluppo del Piano banda ultralarga, che già vede Regioni e Stato investire oltre 3 miliardi di euro per cablare, e cambiare, il Paese. E dunque per superare un gap strutturale di sviluppo che ha nelle reti di telecomunicazioni lo snodo e la struttura abilitante per nuovi servizi della pubblica amministrazione e delle imprese. Nell’incontro che ho avuto ieri con la Commissaria Cretu, a Ivrea, assieme all’Europarlamentare Bresso, ho avuto la conferma che questo stanziamento di fondi europei rientra nella precisa strategia che la Commissione ha montato negli ultimi anni, con l’attenzione forte per le aree rurali e montane, che ha portato il Parlamento ad approvare nel 2018 una specifica Risoluzione che dovrà portare a una concreta Agenda Montagna dell’UE”.

Lo afferma il Presidente nazionale Uncem Marco Bussone, a poche ore dall’incontro con la Commissaria, al Castello di Parella. Innovazione e telecomunicazioni al centro dello sviluppo locale, vettore di crescita e benessere. Come scrive CorCom, 573 milioni di euro, che fanno capo alla politica di coesione, potranno essere utilizzati a copertura del 60% dei costi delle iniziative che riguarderanno le aree in cui l’accesso all’Internet veloce non è attualmente disponibile. E stando alle stime della Commissione potranno interessare oltre 7mila comuni italiani, per un totale di 12,5 milioni di abitanti, e quasi 1 milione di imprese.

“I fondi andranno a sommarsi a quelli già in corso di spesa per reti in fibra e senza fili nelle aree bianche, cioè nei Comuni dove le imprese private non investono da sole, dove è dunque necessario l’intervento pubblico – spiega Bussone – Il Piano nazionale Banda ultralarga in Italia procede e fa scuola in Europa. Centinaia di Comuni sono già interessati dai cantieri di Open Fiber. Aspettiamo anche che Ministero dello Sviluppo economico e Infratel definiscano cosa fare nelle aree grigie, a metà tra zone a fallimento di mercato e zone urbane. Ci sono 600 milioni di euro disponibili. Oltre a questo dobbiamo capire come prevedere dei voucher per imprese e cittadini capaci di incentivare la domanda. Chiediamo al Mise di intervenire e avviare al più presto l’iter per definire come spendere i nuovi fondi europei”.

Attualità #Montagna

VERCELLOTTI UNCEM DALLA PARTE CELLA MONTAGNA

“Negli ultimi dieci anni Uncem è sempre stata proiettata nella costruzione di nuove proposte e strategie per lo sviluppo delle aree montane, cercando elementi per la coesione dei territori, per l’innovazione e l’inclusione. Lo ribadiamo alla fine della legislatura regionale e mentre oltre 600 Comuni montani piemontesi si preparano alle elezioni comunali. Accettiamo e rilanciamo le sfide del cambiamento. Il dialogo con tutte le forze politiche è costante e i partiti possono da noi trarre elementi per la loro azione, per gli eletti che devono esprimere le istanze dei territori in Parlamento e in Consiglio regionale”.
Lo ha detto stamani, aprendo la Conferenza Uncem Piemonte a Torino, la vicepresidente Uncem Piemonte Paola Vercellotti.
“Uncem – prosegue – ha rafforzato la sua azione istituzionale, culturale, progettuale. Uncem è un punto di riferimento in molti ambiti, non solo quello politico, ma anche è interlocutore privilegiato con mondi economici, datoriali, accademici, professionali. Questo non deve certo inorgoglirci, ma spronarci a lavorare di più. Il dialogo forte con le Istituzioni, con tutti i partiti, con tutti gli Enti locali deve crescere, assieme a formazione e capacità di essere artefici del cambiamento del territorio montano garantendone progresso e sviluppo, riorganizzazione dei servizi e crescita di benessere, pil, posti di lavoro. Lavoriamo con i Comuni, con i 600 nuovi Sindaci e 7000 nuovi amministratori comunali piemontesi che prenderanno servizio il 27 maggio. Promuoveremo corsi di formazione, occasioni di crescita, per loro e per i dirigenti e il personale degli Enti locali

Attualità #Montagna #Società

IL PIEMONTE UNA REGIONE VERDE

Un milione di ettari di boschi in Piemonte ci collocano tra le Regioni italiane con maggior superficie forestale, sul totale nazionale di 12 milioni di ettari. Sono in continua crescita i boschi, oggi non gestiti, sottraggono prato-pascolo e dunque valore ai territori. La nostra foresta, piemontese e italiana, ha scarso valore produttivo e anche protettivo dovuto alla non gestione, oltre che non certificazione. Gestire bene e investire risorse, europee, statali e nazionali su quanto abbiamo, è la priorità. Lo afferma e ci guida anche il nuovo Codice forestale, testo unico approvato un anno fa dal Parlamento”.  Così Marco Bussone, Presidente nazionale Uncem, che ieri ha incontrato il Sottosegretario Mippaft Franco Manzato e anche il Direttore generale della Direzione Foreste del Ministero, Alessandra Stefani. È importante che il Ministero possa lavorare al più presto ai regolamenti e ai decreti attuativi del Codice forestale, nove in totale, che dovranno andare in fretta all’esame del Parlamento. Priorità è la Strategia forestale nazionale, per dare un senso a 12 milioni di ettari di Italia, un terzo della superficie del Paese. Indispensabile poi combattere contro cattiva informazione su gestione forestale attiva e uso del legno in moderni sistemi energetici che svincolano il Paese da petrolio e gas. “Le foreste sono il nostro antidoto al climate change – prosegue Bussone – Anche in città. Torino è la città più verde d’Italia. Milano ha molto da fare sul fronte. Ce lo insegnano Ipla, Istituto per le piante da legno e l’ambiente, eccellenza torinese e piemontese, oltre che Sisef, Ordine Agronomi e Forestali, oltre che grandi esperti del settore come Giorgio Vacchiano, dottore forestale inserito tra i più influenti giovani scienziati dal mondo. Nelle aree urbane, prima di piantare nuovi alberi, si individuino risorse per gestire bene quanto abbiamo. La manutenzione scarseggia. Le piante indubbiamente filtrano meccanicamente le polveri sottili, raccolta sul fogliame. Poi dobbiamo gestire e certificare i boschi delle aree rurali e montane.

La carta forestale 2016 del Piemonte  ci conferma che abbiamo molto, moltissimo, in crescita, ma non lo gestiamo. E così quel milione di ettari di bosco in continua espansione, ai danni di superfici agricole e pascolive, non svolge la naturale funzione, né protettiva né produttiva”. L’idea di boschi urbani (ma boschi, non alberi) sta nella Strategia del Verde urbano sottoscritta Mipaaft. Ma, come sappiamo benissimo e abbiamo ripetuto alla Fao che ha riunito a Mantova i massimi esperti di questo tema, “i boschi urbani servono a ricucire il paesaggio e le menti verso le foreste collinari e montane, dove sta il vero capitale naturale di questo Paese

Da vent’anni Uncem, con Regione Piemonte e Ipla, si impegna affinché si possa gestire quel bosco, con un impegno diretto delle Unioni montane di Comuni. Pezzi eccellenti di filiera ci sono e vanno copiati. Come in Valsesia con la Monte Rosa Foreste oppure in Val Chisone con le gestioni attive come quelle dell’Alta Val Susa, grazie a Consorzi e Associazioni di imprese. Moltissimi Enti locali montani stanno avviano seri e concreti piani di gestione e anche adoperandosi con le Associazioni fondiarie e nuove piste forestali per superare il problema storico della frammentazione, oltre che della difficile ingresso in bosco. Dal Psr sono arrivate risorse importanti per far crescere filiere produttive, energetiche e artigianali.

Attualità #Montagna

VERCELLOTTI UNCEM “PROTEZIONE CIVILE UNA SQUADRA”

A pochi giorni dall’incontro con Angelo Borrelli, Capo Dipartimento della Protezione civile, registro un particolare senso di appartenenza, e anche di orgoglio, nel Biellese che ha mostrato una compattezza ed efficienza in questo ambito così decisivo per il Paese. Il lavoro che la Comunità montana aveva avviato con i Sindaci, sotto la mia presidenza, oggi prosegue grazie all’impegno di Michela Trabbia, Matteo Passuello e, fino a qualche settimana fa, di Carlo Grosso. Con tutti gli Amministratori locali, il volontariato organizzato, le imprese. Questo territorio dimostra che i Comuni possono, devono, sanno lavorare insieme. Non è un risultato per nulla scontato. Mettere insieme tante idee e proposte è difficile e impegnativo. Sulla Protezione Civile è stato da più parti sancito che siamo un modello per altri enti sovracomunali in Piemonte e in Italia. Questo deve spronarci a lavorare ancora di più per le nostre collettività, forti di un volontariato veramente prezioso e coeso, e deve spingerci a mettere a disposizione competenze e strategie anche per i territori vicini al nostro, ad esempio nella stesura dei Piani di protezione civile comunali e ‘di ambito’.
Sul fronte Protezione civile il sistema funziona se marcia insieme verso obiettivi chiari e condivisi, comprensibili a tutti i cittadini. La strada intrapresa è quella giusta. Proseguiamo il cammino, forti dell’incoraggiamento di Angelo Borrelli nell’attuare pienamente il Codice nazionale della Protezione Civile”.

Attualità #Cronaca

ANGELO BORRELLI, CAPO DELLA PROTEZIONE CIVILE NAZIONALE, A PRAY MERCOLEDì PRESENTERA’ IT-ALERT

Angelo Borrelli, Capo del Dipartimento nazionale della Protezione Civile, sarà a Pray nella mattinata di mercoledì 16 gennaioBorrelli traccerà le linee guida del nuovo Codice e illustrerà tutti gli impegni della Protezione civile, che hanno ricevuto il plauso anche di Papa Francesco, in un’Udienza il 22 dicembre 2018 in Aula Paolo VI alla presenza di oltre 5mila volontari e uomini del sistema.

Il Capo Dipartimento presenterà It-Alert, nuova piattaforma nazionale per l’allertamento, ma anche le modalità con cui i Sindaci potranno agire per efficientare la macchina della seconda fase dell’emergenza, successiva ai soccorsi. Angelo Borrelli ascolterà dal territorio testimonianze e proposte, anche alla luce di quanto l’Unione montana Biellese orientale ha fatto e sta facendo sul fronte protezione civile grazie in particolare al lavoro di Passuello con i Presidenti Trabbia oggi e negli ultimi quattro anni di Carlo Grosso. L’Ente sovracomunale è infatti tra i più avanzati in Piemonte nell’organizzazione del sistema di Protezione civile, con un forte coinvogimento dei Comuni e dei cittadini, oltre che naturalmente dei volontari. I Piani di protezione civile varati dall’Unione sono tra i migliori realizzati in Piemonte e potranno essere utilizzati positivamente come modello anche da altri Enti, grazie a un lavoro che Uncem sta facendo d’intesa con Angelo Borrelli e il Dipartimento nazionale.