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CONGRESSI E SHOPPING : IL RUOLO CHIAVE DELL’OPERATORE TURISTICO

Interessanti i dati principali dell’indagine su MICE (Meeting, Incentive, Congress ed Events) E SHOPPING TOURISM, condotta per Confturismo-Confcommercio dalla Società di ricerca Risposte Turismo su un campione di oltre 1000 interviste.

Chi viaggia per recarsi ad un congresso approfitta per fare turismo e, perché no, un po’ di shopping. Il 15% dei viaggiatori congressisti dichiara, infatti, di spendere in shopping mediamente 25 euro per ciascuno dei giorni di permanenza in loco, contro i 38 euro spesi dai vacanzieri puri. La spesa probabilmente sarebbe anche maggiore considerato che il 44% di loro afferma che avrebbe gradito ricevere informazioni sui luoghi dello shopping direttamente nella sede dell’evento congressuale a cui partecipava, se non addirittura prima di partire. E cosa si compra tra un convegno e l’altro? Le preferenze vanno ad abbigliamento e accessori (31,5%), seguono prodotti di gastronomia locale (13,9%) ma anche cosmetica e profumeria (13,4%), elettronica (9,3%), libri e guide (7,4%) e gli immancabili souvenir (3,7%).

L’indagine poi premia Milano, fra i luoghi oggetto della rilevazione, che il 90% del campione consiglierebbe ad altri per uno shopping interessante, candidandosi anche, nel 70% dei casi, per un nuovo viaggio nella capitale lombarda dedicato proprio al tema degli acquisti.

 

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UN TURISMO GELATO A MAGGIO

Il Turismo settore chiave per l’economia del Paese si trova in balia del maltempo. Quello che si sta concludendo è stato il maggio più freddo degli ultimi 30 anni: l’inverno ha dato un bel colpo di coda in tutta Italia, spodestando la primavera. Con temperature di oltre 10 gradi sotto la media stagionale, sono stati protagonisti di questo mese i temporali – la pioggia caduta in alcune regioni è stata pari al 50% della pioggia caduta nell’intero inverno – venti forti e addirittura nevicate, anche a bassa quota: circa 30 cm di neve sono caduti sulle Dolomiti.  Ma chi paga le conseguenze degli effetti della tropicalizzazione?  Di solito si pensa all’agricoltura mentre anche sul settore del turismo il maltempo gioca un ruolo fondamentale nell’andamento dei consumi e nell’attività delle decine di migliaia di imprese (circa 500 mila) che operano nel settore, basti pensare ai danni subiti dagli stabilimenti balneari per l’erosione costiera e per le sempre più frequenti mareggiate che distruggono strutture e attrezzature.

Tutto il turismo risente dell’emergenza maltempo: il freddo e la pioggia disincentivano i viaggiatori a muoversi, in particolare gli italiani, e abbassano la propensione a consumare. La Fipe – Federazione Italiana Pubblici Esercizi – stima (e potrebbe essere una stima prudente) nel mese di maggio una perdita per il settore di 2,9 miliardi di euro, pari a una flessione del 26% e ad una perdita di 50.000 posti di lavoro (oltre 77milioni di ore di lavo). Per la sola ristorazione la perdita è di circa 600 milioni di euro, ma ci sono attività in alcune destinazioni turistiche che hanno perso fino all’80% dei ricavi del periodo. A questa contrazione si dovrebbe sommare la perdita di fatturato, non facilmente calcolabile, derivante dalle cosiddette gite fuori porta e dal calo dei consumi di prodotti altamente stagionali come acqua, bibite, gelati e tanto altro.

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UN APRILE TURISTICO MA SI GUARDA GIA’ AI PROSSIMI APPUNTAMENTI

Ad aprile l’indice di fiducia del viaggiatore ha raggiunto un valore pari a 67 punti, in leggera crescita rispetto al mese precedente e, soprattutto, il più alto mai registrato nel quarto mese dell’anno. Con la fine del “megaponte” di Pasqua, 25 aprile e Primo Maggio, l’analisi si è concentrata sulle vacanze di fine primavera – inizio estate. Entro la fine di giugno, oltre un quarto degli italiani ha intenzione di passare almeno una notte fuori casa. Si aggiunge un ulteriore 30% di indecisi, che potrebbero comunque partire. La durata media delle vacanze di fine primavera – inizio estate sarà di 3,7 notti nel mese di maggio e si allungherà a 6 notti nel mese di giugno, indicando l’arrivo della stagionalità estiva.

Le mete preferite saranno le città d’arte “tradizionali” come Firenze, Roma e Venezia, ma anche Milano, Napoli, Verona e Matera. Per quanto riguarda le destinazioni europee le città preferite sono Madrid, Barcellona, Parigi e Londra, mentre New York è la meta più desiderata a livello extra-europeo. Nel prossimo trimestre aumenta la voglia di mare, tanto che le destinazioni della costa crescono nelle preferenze di 13 punti percentuali rispetto al mese precedente, tornando in cima alla classifica. Visitare musei, monumenti e mostre rimane comunque la motivazione principale di viaggio per quasi un italiano su due. L’analisi si è inoltre focalizzata su una tematica sempre più importante: la sostenibilità ambientale. Durante le vacanze circa un terzo degli italiani sono propensi a noleggiare dei mezzi elettrici (auto, scooter o biciclette) e sono proprio i giovani a portare avanti questa rivoluzione anche nel modo di spostarsi durante le vacanze: quattro su dieci sono propensi a noleggiare un mezzo rispettoso dell’ambiente.

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DIECI MILIONI DI ITALIANI IN VIAGGIO PER IL MEGAPONTE DI PASQUA

Pe il “megaponte” di Pasqua, tra il 25 Aprile e il 1 Maggio saranno quasi un quarto gli italiani che faranno una vacanza in questo periodo, precisamente il 22%, con una durata media superiore a 3 notti e quindi 4 giorni. Le mete preferite sono città d’arte “tradizionali” come Roma, Firenze e Venezia ma anche Palermo, Napoli, Lecce e Matera. A livello europeo si comporta molto bene Madrid, seguita da Barcellona, Parigi, Londra e Praga. Per ciò che riguarda i viaggi a lungo raggio, si distinguono l’Egitto-Mar Rosso e i Caraibi, in particolare Cuba.

La principale motivazione di viaggio è quella di visitare musei, monumenti o mostre ed è per questo motivo che sono proprio le città d’arte che concentrano il 45 per cento delle preferenze. Quasi un terzo degli italiani che partiranno in questo periodo andranno invece al mare. L’analisi dell’indice mensile di fiducia del viaggiatore italiano elaborata da Confcommercio-Confturismo, insieme all’Istituto Piepoli, riporta nel mese di marzo un indice positivo per  un valore pari a 64 punti, in leggera discesa rispetto al mese precedente, ma sempre sui valori massimi per quanto riguarda il terzo mese dell’anno. Un ultimo focus riguarda i viaggi in aereo. Oltre 150 milioni di passeggeri hanno volato lo scorso anno in Italia e dall’analisi si evidenzia che quasi due italiani su tre hanno fatto almeno un viaggio in aereo all’anno. In particolare oltre il 50 per cento dei giovani ha fatto più di un viaggio all’anno ed è proprio questa categoria quella che prende più spesso l’aereo per i suoi viaggi.

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L’INNOVAZIONE E’ IL MOTORE DEL COMMERCIO E DEL TURISMO

Nella Sala Valduga della Camera di Commercio di Pordenone-Udine si è tenuto il 29 marzo il convegno “Innovazione, motore di crescita del commercio e del turismo”, al quale ha partecipato il presidente nazionale di Confcommercio, Carlo Sangalli (qui la sintesi del suo intervento). I lavori hanno riguardato il tema dell’innovazione come motore di crescita del commercio e del turismo. “Come Confcommercio regionale – ha detto il presidente Giovanni Da Pozzo – con gli amici presidenti delle altre province abbiamo deciso di organizzare quest’anno quattro eventi, uno per capoluogo, per approfondire temi cruciali dell’economia di oggi. Il primo, proprio qui, sull’innnovazione, quindi a Pordenone su tematiche europee, a Trieste sul tema attualissimo delle infrastrutture, soprattutto alla luce della cosiddetta via della Seta, questione affascinante con prospettive ma che richiede grande attenzione, e infine a Gorizia su territorio e cultura”. Da Pozzo ha collegato l’innovazione attuale con quella di qualche secolo fa, con la figura di Jacopo Linussio, uno dei più lungimiranti imprenditori carnici del Settecento, che trasformò con intelligenza il modo di lavorare e fare impresa nella montagna friulana e coniò anche una sua moneta, “una sorta di bitcoin ante litteram”, ha detto Da Pozzo, ricordando come l’innovazione sia una chiave di sviluppo con radici molto forti sul nostro territorio. “Oggi – ha aggiunto – siamo arrivati alla sharing economy e alla digital economy, che stanno rivoluzionando tutta l’economia, il lavoro, la finanza, la società. Si aprono scenari ancora inesplorati ma assolutamente affascinanti e con enormi potenzialità che, come sistema di piccole e medie imprese, dobbiamo conoscere e saper cogliere per crescere ed essere più competitivi”. Un concetto ripreso dall’assessore Sergio Emidio Bini, che ha portato il saluto della giunta regionale, evidenziando come la rivoluzione digitale possa spaventare, ma sia un fenomeno che non si può fermare e vada necessariamente gestito. Per Bini, vanno date regole chiare e certe, anche dal punto di vista dell’imposizione fiscale. In questa situazione, ci vuole una Pubblica amministrazione attenta, rapida, veloce, in grado di assecondare il mercato che cambia e insieme tutelare le imprese presenti. Soprattutto le piccole imprese – ossia il 95% delle imprese del Fvg – vanno aiutate, stimolate e accompagnate verso il futuro, e l’impegno della Regione va proprio su questo fronte, operando concretamente, con misure come il credito d’imposta per ricerca e sviluppo, con interventi di supporto per la gestione dei big data e per la cyber security. Temi su cui si è soffermato anche il presidente del consiglio regionale, Piero Mauro Zanin, evidenziando la sfida della semplificazione che, anche con le nuove tecnologie, l’amministrazione Fvg si è posta come obiettivo e ricordando che la prossima settimana il consiglio sarà chiamato a votare una serie di norme volute dopo una fase di ascolto della comunità, piccoli interventi che però serviranno a superare una serie di complicazioni e a semplificare. Sull’importanza della sensibilizzazione e diffusione dell’innovazione nell’economia e nella società sono intervenuti in avvio lavori anche il presidente della Fondazione Friuli Giuseppe Morandini e il sindaco di Udine, Pietro Fontanini.

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56 MARCHI DI QUALITA’ PER IL TURISMO BIELLESE . DI QUESTI 13 SONO NEW ENTRY

Si è svolta oggi in Camera di Commercio la premiazione delle 56 strutture ricettive, ristorative, agrituristiche e rifugi del territorio biellese, di cui 13 nuove prime assegnazioni, insignite del marchio di qualità del turismo “Ospitalità Italiana” per l’anno 2018/2019. Complessivamente sono 11 hotel, 4 Bed & Breakfast, 28 ristoranti, 8 agriturismi e 5 rifugi. Con la loro adesione al bando pubblicato dalla Camera di Commercio, le strutture hanno scelto di adeguarsi volontariamente ad un preciso disciplinare (con relativo punteggio), condiviso a livello nazionale, che nasce dal confronto e dal dialogo di esperti di settore, rappresentanti pubblici, referenti territoriali e associazioni di consumatori.

La valutazione del rispetto di specifici criteri di qualità è rimesso ad un gruppo di esperti, facenti parte di un organismo terzo e indipendente, che valutano gli aspetti ritenuti più rilevanti per la soddisfazione degli ospiti: facilità di accesso, parcheggio, professionalità e ospitalità del personale, pulizia e funzionalità delle camere, genuinità dei prodotti, trasparenza dei menù, sostenibilità ambientale. “Il marchio di qualità “Ospitalità Italiana” viene ormai rilasciato da diversi anni da Isnart – commenta il Presidente della Camera di Commercio di Biella e Vercelli, Alessandro Ciccionie questa sua longevità, insieme agli aspetti che certifica e garantisce nelle strutture ricettive e ristorative, ha ormai costruito un’immagine distintiva apprezzata da clienti e turisti, che vi si affidano con fiducia. Per le attività che lo ottengono è quindi uno strumento di qualificazione e promozione non soltanto simbolico ma anche dagli effetti pratici, visto che il portale www.10q.it è un veicolo di conoscenza sia per i ristoranti italiani nel mondo che si sono certificati, ma anche per le strutture italiane che desiderano distinguersi tra le offerte del panorama di settore”. 

Il marchio, gratuito e rinnovabile, rappresenta qualcosa di più di un semplice logo di riconoscimento, consentendo alle strutture ricettive di poter godere di un vero e proprio alleato della qualità, che offre formazione ed elabora strategie di miglioramento ad hoc. Il sito www.10q.it, adattato per la consultazione su ogni dispositivo digitale, ospita tutte le strutture certificate con il marchio Ospitalità Italiana.

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IN ITALIA TURISMO FA RIMA CON CULTURA. I DATI DI UN SONDAGGIO

Oltre sei italiani su dieci non escludono di visitare una città d’arte durante la prossima primavera e la durata del soggiorno ideale sarebbe in media di 3,4 notti. Le mete più ambite saranno Firenze, Roma e Venezia, con l’inserimento in classifica di Matera, capitale europea della cultura, che si trova in quinta posizione. I più giovani sono interessati a scoprire le città d’arte passeggiando tra le vie delle città, mentre gli over 55 hanno maggiore propensione a visitare i musei e le chiese. Nell’analisi relativa al prossimo trimestre il campione intervistato manifesta una grande “voglia d’Italia”: quasi otto italiani su dieci hanno come meta preferita destinazioni domestiche. Le regioni più ambite sono Toscana, Lazio, Emilia Romagna e Trentino Alto Adige, mentre a livello internazionale la Spagna rimane la preferita davanti a Francia, Regno Unito e Austria. Sono alcuni dati dell’analisi effettuata da Confcommercio-Confturismo, insieme all’Istituto Piepoli, dell’indice mensile di fiducia del viaggiatore italiano che vede febbraio come un buon mese per il turismo. L’indice ha infatti raggiunto un valore pari a 65 punti, massimo storico per quanto riguarda il mese di febbraio e stabile rispetto al mese di gennaio mentre, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, siamo decisamente al di sopra. Nonostante il buon andamento dell’indice, a livello economico gli italiani continuano però ad avere dei dubbi. Il pessimismo circa l’economia è tornato su valori molto elevati. Il numero dei pessimisti supera infatti quello degli ottimisti di circa 18 punti percentuali. Guardando al medio periodo, la situazione non è molto differente. Per i prossimi sei mesi il 36% degli italiani pensa che la situazione economica andrà peggiorando, contro il 21% di ottimisti.

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IL MARCHIO DI QUALITA’ E’ IMPORTANTE

Lunedì 11 marzo p.v. in  Camera di Commercio, Industria, Artigianato Agricoltura a  Biella in Via Aldo Moro 15, Sala Convegni,  ci sarà la cerimonia di premiazione del Marchio di Qualità Ospitalità Italiana. Un evento che si rinnova ogni anno per sostenere azioni per la promozione del settore turistico, di sviluppo e di valorizzazione dell’imprenditorialità alberghiera.

In collaborazione con Isnart – Istituto Nazionale Ricerche turistiche – di Roma, vengono assegnati agli operatori che ne fanno richiesta e che hanno i requisiti previsti dai Disciplinari di Settore, un marchio di qualità per le attività di ristorazione e per le strutture ricettive denominato “Ospitalità Italiana” a garanzia della qualità del servizio.Il Marchio di Qualità ha un carattere volontario e gratuito e viene conferito su specifica domanda dell’interessato regolarmente iscritto al Registro delle Imprese. Una commissione di esperti esamina ogni singola attività per conferire la certificazione riconosciuta sia a livello nazionale che internazionale e per garantire una tutela al turista in termini di accoglienza e di servizi per rispondere alle loro aspettative.

Alle strutture premiate verrà consegnato il diploma o targa o vetrofania affinchè il marchio diventi un criterio di scelta da parte dei clienti; per questo motivo verranno effettuati periodici controlli per verificare il permanere dei requisiti e degli standard di qualità. Tali controlli alle strutture candidate e a quelle già titolari del marchio di qualità avvengono solitamente nel periodo compreso tra giugno e settembre. La candidatura per la partecipazione viene fatta, in genere, ogni anno nel mese di settembre.

 

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IL RUOLO DEL COMMERCIO E DEL TURISMO PER IL RILANCIO DELLE CITTA’

Come l’evoluzione delle attività commerciali, turistiche e dei servizi ha cambiato il volto delle città, dai centri storici alle periferie, negli ultimi 10 anni, il ruolo del commercio ambulante e le proposte per riqualificare i centri urbani e scongiurare il rischio di desertificazione commerciale. Questi i principali temi al centro di un’analisi dell’Ufficio Studi di Confcommercio realizzata su 120 città (tutti i capoluoghi di provincia più 10 comuni di media dimensione) che sarà illustrata a Roma mercoledì 6 marzo alle 10 nel corso di una conferenza stampa nella sede confederale. All’incontro interverrà il Presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli.

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IL TURISMO E’ IL VERO TRAINO DELL’ECONOMIA ITALIANA

Il permanere, anche nel quarto trimestre del 2018, di una tendenza al miglioramento del fatturato nel comparto dei servizi costituisce una delle poche evidenze positive del quadro congiunturale. Non si tratta di sviluppi rilevanti, ma di modesti progressi che comunque testimoniano la vitalità del terziario di mercato dentro l’economia italiana, in particolare di tutte le attività che ruotano attorno al turismo, confermando il ruolo decisivo di questo settore per il rilancio della produzione”. Questo il commento dell’Ufficio Studi di Confcommercio sui dati Istat sul fatturato servizi.