Attualità #biellacronaca

CARENZA DI MEDICI OSPEDALIERI NELLA SANITA’ PIEMONTESI

Incontro fra l’assessore regionale alla Sanità e i vertici del sindacato Anaao Piemonte sulla carenza di medici specialisti nel sistema sanitario. L’incontro è stato utile per la condivisione di alcune proposte finalizzate ad affrontare le criticità legate in particolare ai Pronto soccorso ospedalieri, sulle quali si è registrata una convergenza. Tra queste, la possibilità, che è allo studio da parte dell’assessorato alla Sanità, di introdurre incentivi per i medici e gli operatori al lavoro nei Pronto soccorso attraverso l’utilizzo delle risorse a disposizione delle aziende sanitarie per il personale.

Anche per questo anno accademico, inoltre, la Regione Piemonte aumenterà di 10 unità il numero delle borse di studio per gli specializzandi in Medicina, con priorità alla specialità in Medicina d’emergenza-urgenza. Con questo provvedimento salgono così a 30 in un triennio le borse di studio aggiuntive finanziate dalla Giunta regionale per gli specializzandi in Medicina, in attesa che il Ministero dell’Istruzione aumenti in modo significativo il numero delle borse per rispondere agli effettivi fabbisogni delle Regioni.

Nei giorni scorsi, infine, le Regioni hanno raggiunto un accordo con il Governo (contenuto all’interno del decreto Calabria in discussione in Parlamento) per rendere effettivamente applicabile la possibilità per gli specializzandi all’ultimo anno di partecipare ai concorsi delle aziende sanitarie pubbliche e dunque di poter lavorare prima di aver conseguito la specializzazione, attraverso incarichi a tempo determinato. I medici verranno assunti a tempo indeterminato una volta conseguito effettivamente il titolo di specializzazione.

Attualità #Società

OSPEDALE DI NANCHINO A BIELLA PER UNA VISITA AL CANCER CENTER DELL’ASLBI

Mercoledì scorso l’ospedale di Biella ha ricevuto la visita da parte di una delegazione cinese dell’Ospedale di Nanchino per un confronto con i professionisti del Cancer Center dell’ASL BI. Oggetto dell’incontro l’organizzazione in rete e multidisciplinare dei pazienti oncologici all’interno del Polo biellese e della Rete Oncologica Piemonte e Valle d’Aosta. Il Jiangsu Institute of Cancer Research è uno dei primi 10 e più importanti ospedali oncologici della Cina, si trova a Nanchino: città con 8 milioni di persone e centro di riferimento per una provincia di 80 milioni cittadini.
Non è solo un ospedale con 1.200 posti letto, specializzato in tumori del colon, del polmone e della mammella, ma anche centro di ricerca e si occupa di formazione universitaria e di genetica. Avanzatissimo sul piano tecnologico, l’ospedale di Nanchino è ora alla ricerca di un modello organizzativo che metta al centro il paziente in una logica integrata di rete, analogamente ad alcuni tra i più sviluppati Poli Oncologici italiani come quello di Biella e quindi del sistema regionale piemontese. La delegazione cinese di 28 componenti, composta da vertici aziendali, specialisti, ingegneri clinici e manager è infatti in Italia per un viaggio scientifico di una settimana di aggiornamento e ha previsto 3 tappe; l’Istituto Tumori di Milano, l’Ospedale di Biella e l’Ospedale Santo Spirito dell’ASL 1 di Roma. In occasione dell’incontro con i direttori biellesi delle strutture di Chirurgia Generale, Oncologia e Radioterapia e Anatomia Patologica, gli illustri ospiti hanno potuto conoscere l’organizzazione aziendale e il percorso attraverso il quale il paziente oncologico viene seguito dalla diagnosi alle terapie e ai successivi follow up. I professionisti del Jiangsu Cancer Hospital hanno mostrato grande interesse anche per l’attenzione clinica posta alla “cura umanistica”-  come loro stessi l’hanno definita – ossia alla centralità della dimensione psicologica della persona nel suo insieme, che la rete piemontese ha da sempre posto tra le sue priorità.
Il Commissario, Avv. Diego Poggio, ha così commentato “E’ stato un momento di confronto interessante. Questa visita è stata motivo di soddisfazione per noi e dimostra come gli orizzonti in sanità siano sempre più ampi. L’ospedale di Biella non è solo presidio biellese ma, in molti ambiti – come in questo caso quello oncologico – opera sempre più in un contesto di sviluppo regionale, in un’ottica di valorizzazione e attuazione del suo potenziale”. Per l’ASL BI oltre ai vertici aziendali erano presenti Roberto Polastri (Direttore Dipartimento di Oncologia e Della SC Chirurgia Generale , Fracesco Leone (Direttore SC Oncologia), Gregorio Moro (Direttore SC Radioterapia), Daniele Liscia (Direttore SC Anatomia Patologica) Alberto Petti (Responsabile Ingegneria Clinica).

Attualità #In primo piano

ASL BIELLA E UNIVERSITA’ DEGLI STUDI UN GRANDE CONNUBBIO

Sviluppare le potenzialità del nuovo ospedale di Biella rafforzando la collaborazione con l’Università degli Studi di Torino. È stato presentato oggi, in occasione di un tavolo tecnico –  a cui era presente anche l’assessore alla sanità Antonio Saitta –  l’accordo che da il via al processo di clinicizzazione di alcune strutture ospedaliera dell’ASL di Biella. Dopo la firma del protocollo di cooperazione, siglato a novembre 2016, tra l’Asl BI, l’Università degli Studi di Torino e l’A.O.U. Città della Salute e della Scienza di Torino, sono state definite le specialità che saranno a direzione universitaria. Si tratta del laboratorio analisi, otorinolaringoiatria, ostetricia e ginecologia e pediatria.

Un percorso, quello orientato a favorire la collaborazione con il mondo universitario, condiviso fin dall’inizio con i Sindaci del Territorio e con importanti realtà locali provenienti dal settore economico e industriale, dal volontariato e dalla solidarietà sociale. Per l’attuazione di tale progetto vi è stato, infatti, un sostegno concreto da parte di chi ha creduto nell’opportunità che questa partnership poteva determinare soprattutto per lo sviluppo complessivo del territorio. L’Asl di Biella ha, infatti, potuto contare sul sostegno economico del Fondo e della Fondazione Edo ed Elvo Tempia Onlus, della Lilt Biella Onlus e dell’Unione Industriale Biellese. “Purtroppo l’impegno determinato dalla convocazione odierna del Consiglio regionale – ha dichiarato il Presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino – mi impedisce di essere presente a una riunione importante perché conferma e rende operativa la volontà di far diventare l’ospedale di Biella punto di riferimento per l’attività clinico-universitaria negli ambiti definiti. Questo è la strada maestra per rafforzare la rete della sanità pubblica regionale e contribuire significativamente a migliorare ulteriormente la qualità del servizio e alla sua sostenibilità economica”.

“La Convenzione tra l’azienda sanitaria locale di Biella, la regione Piemonte e l’azienda sanitaria ospedaliera della Città della salute della scienza – sottolineano il Rettore Prof. Gian Maria Ajani e delegato delle sedi extra metropolitane Prof. Roberto Cavallo Perin – è un primo importante momento di cooperazione territoriale tra centro e zone considerate da troppo tempo come periferiche, che è ora di cominciare a considerare come dei necessari e utile complementi e che non possono più essere ulteriormente trascurati. In particolare, l’Università di Torino ritiene che questa forma di cooperazione fra Biella e Torino sia un primo atto sperimentale per poter giungere insieme a risolvere problemi che sono dell’intera Regione, a cominciare dalle liste d’attesa, per finire a un sistema integrato delle specialità mediche, capace di risolvere i problemi della popolazione piemontese, senza più distinzione tra coloro che risiedono in zone centriche e coloro che sono più vicini ai grandi centri ospedalieri. Siamo molto felici di riuscire a produrre innovazione all’interno delle pubbliche amministrazione, e a farlo partendo dagli ospedali e da quanto l’Università può offrire a quest’ultimi”.

“Il progetto con l’università – ha detto l’assessore Saitta – vuol dire poter contare sulla presenza degli studenti, significa formazione e consente di aggiungere nel sistema sanitario elementi fondamentali per guardare con più serenità al futuro. È cambiato e cambierà ancora il sistema sanitario, bisogna avere la capacità di guardare avanti. Scelta su Biella tiene conto delle esigenze emerse in questo territorio per rafforzare il nostro sistema sanitario in una struttura nuova, molto apprezzata con grandi competenze personali. Interazione con il sistema universitario permette di essere una delle tre punte nel sistema regionale: città della salute e della scienza di Torino, città delle scienze di Novara e Biella.  Un rafforzamento che permette al sistema sanitario piemontese di guardare il futuro e non temere al tempo stesso il futuro. Pensiamo di competere e metterci in linea con risultati che abbiamo raggiunto: sistema sanitario piemontese è al primo posto in Italia per i livelli essenziali di assistenza. Piemonte è anche regione benchmark per i sistemi sanitari. Se il sistema sanitario pubblico non si innova in base ai cambiamenti è chiaro che il cittadino potrebbe recarsi altrove. Questo progetto è un elemento di innovazione che ci consente di guardare al futuro con più serenità”. “Abbiamo avviato e portato avanti questo percorso – ha sottolineato il commissario dell’ASL BI Diego Poggio – perché abbiamo sempre creduto nelle potenzialità di questo ospedale e soprattutto nella necessità di sfruttare al meglio le tecnologie e le professionalità presenti. La collaborazione e sinergia con l’Università di Torino permetterà di far sì che la nostra sede sia un luogo di formazione e ricerca, anche con la presenza di medici in formazione. Pensiamo che sarà altresì una opportunità per crescere e valorizzare ulteriormente le professionalità già presenti all’interno della nostra realtà”.

Attualità #Cossatese #Cossato #Territorio

GLI STUDENTI DI COSSATO A LEZIONE DI BRAILLE

‘I bambini ciechi rischiano di non poter imparare l’utilizzo del codice Braille, perché nelle scuole mancano docenti in grado di insegnarlo. Sebbene il Braille abbia 200 anni di vita, rimane uno strumento insostituibile, capace di integrarsi con le moderne tecnologie utilizzate dai tablet e dagli smartphone’.
Lo ha ricordato il presidente regionale dell’Unione Italiana Ciechi, intervenendo in occasione di un incontro con gli allievi della classe 3^ F dell’Istituto Comprensivo di Cossato. A coordinare l’evento le insegnanti Ivonne Falcone e Anne Renolfi, docenti delle scuole medie Leonardo Da Vinci e Lucia Maggia.
‘Grazie ad una legge del 2007 – ha spiegato Gilberti ai ragazzi – l’Italia è uno dei pochi Paesi al mondo a dedicare una solennità civile al Braille, il 21 febbraio. Giornate come questa diventano l’occasione per denunciare le difficoltà e i problemi di chi non vede e per richiamare l’attenzione pubblica sull’importanza della sensibilizzazione’.
Nel corso della mattinata il presidente Gilberti, accompagnato dalla sua inseparabile cagnolina Leda e dalla preziosa collaboratrice Laura, ha presentato ai ragazzi un video sull’addestramento dei cani guida e ha illustrato loro il corretto funzionamento di alcuni ausilii, tra cui il bastone bianco. Al termine della mattinata, dopo una breve lezione, gli allievi dell’istituto comprensivo si sono anche cimentati in una prova di scrittura Braille.
‘È stata un’esperienza da ripetere – conclude Gilberti -. Ringrazio i ragazzi per la straordinaria attenzione dimostrata ed, in particolare, la dirigente scolastica Gabriella Badà per la grande sensibilità nei confronti dei non vedenti’.
redazione biellacronaca Pavignano

Attualità #Società

FORMAZIONE SUL CAMPO PER I PEDIATRI ASL DI BIELLA

Un corso di formazione in ecografia neonatale che ha unito teoria e pratica, ma soprattutto che ha “unito”. È, infatti, l’inclusione la parola chiave che più si addice al live training che il direttore della pediatria dell’Asl di Biella dott. Paolo Manzoni ha organizzato al “Degli Infermi” dal 25 Febbraio all’ 1 Marzo. Docenti esperti sono stati due specialisti nazionali in materia di ecografia neonatale: il Prof Mariano Manzionna, Direttore della S.C. di Pediatria dell’Ospedale S. Paolo ASL di Bari e il Dott. Michele Quercia, Medico specialista della UOC di Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale dell’Università di Bari – Policlinico, responsabile della UOS Ecografia e Follow Up del neonato a rischio.  Una settimana di approfondimento durante la quale tutto il personale, a rotazione secondo i turni di lavoro, ha potuto seguire le lezioni con un programma che, oltre gli aspetti teorici, ha previsto in parallelo anche l’applicazione pratica. Dall’aula ai casi clinici osservando e monitorando i piccoli pazienti ricoverati, in un periodo che non a caso è quello che in cui vi è un gran numero di accessi per influenza o bronchiti più aggressive.

“Un percorso formativo – ha sottolineato il dott. Manzoni – organizzato per rendere pienamente autonoma tutta la nostra équipe per quanto attiene le ecografie polmonari, cerebrali, renali e addominali. Un tassello di perfezionamento importante che in alcuni casi potrà essere fondamentale per evitare il trasferimento dei piccoli presso altre strutture. Sono indubbiamente molti i vantaggi che le ecografie portano con sé. Con le eco cerebrali, ad esempio, siamo in grado di monitorare l’evoluzione, la crescita e l’integrità del cervello dei neonati prematuri direttamente a Biella. Anche le ecografie polmonari sono molto preziose nei primi mesi di vita perché consentono di valutare eventuali malattie respiratorie in modo più rapido e meno invasivo, esponendo al tempo stesso il neonato a minori radiazioni”.

“La tecnica ecografica  – ha sottolineato il Prof. Manzionna – porta con sé numerose potenzialità; nel caso in particolare dell’ecografia polmonare, specie per il trattamento delle broncopolmoniti nei lattanti fino ad un mese di vita, ha il valore aggiunto di intercettare per tempo evoluzioni che, se non monitorate,  a distanza anche di poche ore potrebbero determinare un aggravarsi complessivo del quadro clinico.

“L’ecografia – come precisato dal Dott. Quercia – è oggi per noi clinici uno strumento molto pratico: può essere eseguita direttamente al letto del piccolo paziente ed è caratterizzata da una sostanziale rapidità nell’acquisizione di informazioni che spesso sono fondamentali per rispondere tempestivamente a dubbi diagnostici. Tra gli argomenti trattati durane il corso, quello dell’ecografia toracica è di certo tra i più innovativi, ma i colleghi che hanno partecipato hanno mostrato un grande interesse in ogni ambito preso in esame”.

Dopo questa fase di training è previsto un ulteriore perfezionamento da parte dei singoli specialisti pediatri dell’Asl di Biella, con una visione d’insieme che punta a valorizzare la competenza di tutto il gruppo. Altro step fondamentale, che potrà fare la differenza, sarà l’acquisizione di un nuovo ecografo di ultima generazione che consente di effettuare esami ancora più accurati, grazie a immagini nitide in alta risoluzione.

Attualità #Società

FRANCESCO LEONE VA A DIRIGERE ONCOLOGIA ALL’OSPEDALE DI BIELLA

un professionista entra a far parte dello staff dell’ASL di Biella. Si chiama Francesco Leone e arriva dall’Università di Torino per dirigere la Struttura Complessa di Oncologia. Classe 1968, è stato fra i primi clinici che ha scommesso venti anni fa sulla possibilità di far nascere in Piemonte, a Candiolo, un centro oncologico di livello internazionale portando attività assistenziale per i malati oncologici e protocolli di ricerca clinica in quello che era fino ad allora un prestigioso centro per lo studio dei meccanismi biologici dello sviluppo e della propagazione del cancro.

Allievo del prof. Massimo Aglietta, il dott. Francesco Leone, dopo la laurea presso l’Università di Novara, ha arricchito la propria formazione presso la Facoltà di Medicina Neker e l’Istituto Pasteur di Parigi ed è diventato, fin dagli inizi degli anni 2000, responsabile del gruppo interdisciplinare di cura dei tumori del tratto gastroenterico presso l’Istituto di Candiolo, coordinando la stesura e la revisione dei “percorsi diagnostico-terapeutici e assistenziali” e proponendo protocolli di ricerca clinica e traslazionale innovativi. Come docente dell’Università di Torino è stato titolare dei corsi di Oncologia per gli studenti di medicina e di infermieristica ed ha accompagnato al conseguimento del titolo di Specialista in Oncologia la maggior parte degli specializzandi degli ultimi dieci anni. Dall’integrazione tra la clinica e il laboratorio sono nate numerose pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali. Le aree di interesse scientifico principali del dott. Leone sono l’identificazione di terapie molecolari mirate e l’immunoterapia.

Negli ultimi anni il dott. Francesco Leone, come coordinatore del Day Hospital Oncologico e referente della qualità aziendale, si è dedicato in seno all’Istituto di Candiolo ai processi di accreditamento ARPA e Certificazione ISO 9001:2015. Convinto della necessità di armonizzare l’operato del proprio istituto con quello del contesto regionale, è attivo partecipante dei Gruppi di Studio della Rete Oncologica del Piemonte e Valle d’Aosta, dal 2014 coordinatore e formatore di quello dei tumori del pancreas e delle vie biliari. Il desiderio del dott. Leone di portare le proprie competenze professionali nel campo dell’assistenza e della ricerca in oncologia ben si sposa con la realtà di Biella dove la forte espansione generata dalla nascita del nuovo ospedale si rafforza con lo straordinario coinvolgimento nel campo della prevenzione, dell’assistenza e della ricerca ad opera di istituzioni quali LILT e Fondo Edo Tempia per la lotta contro i tumori.

 

Attualità #Società

LABORATORIO ANALISI DI BIELLA. LA CGIL CHIEDE DI TENERE ALTA L’ATTENZIONE

Leggiamo in questi giorni sulla stampa locale che il Laboratorio Analisi “resta a Biella”, il tema dello scontro non è mai stato lo spostamento del Laboratorio Analisi; solo uno sprovveduto può pensare che un ospedale possa stare senza questo fondamentale strumento di diagnosi. Il nodo dello scontro è che oggi con la delibera del 2015 oltre il 60% degli esami fatti nell’ospedale di Biella vengono trasferiti a Novara: sono i cosiddetti esami esterni. Se l’ ospedale di Biella perde oltre il 60% dei suoi esami è evidente che gran parte degli 11 milioni di investimento sull’alta automazione sono persi. E’ questa la posta in gioco. Per far capire meglio ai cittadini biellesi ecco i dati di oggi del nostro laboratorio: 3 milioni circa di esami fatti complessivamente ogni anno di cui quasi 1 milione per i pazienti ricoverati nella struttura ospedaliera e circa 2 milioni di esami fatti per la popolazione del nostro territorio, e tutti gli esami vengono fatti entro la giornata. Ad oggi la delibera del 2015 ci dice che i 2 milioni di esami andranno a Novara oltre agli esami specialistici. Leggiamo che l’Assessore Saitta, rispondendo ad un’interrogazione del consigliere Barazzotto, comunica che per Biella si sta lavorando per elaborare un nuovo Piano per valorizzare maggiormente la rete territoriale e il personale del nostro quadrante sul modello di quanto fatto nelle scorse settimane per l’area Asl To 3 San Luigi, Mauriziano. Apprezziamo sempre quando ci sono aperture ma con altrettanta chiarezza, e lo diciamo da tempo, non si comprende perchè il laboratorio analisi di Biella non si metta a disposizione del quadrante per fare tutti gli esami non specialistici, visto che è il laboratorio ad oggi più all’avanguardia. Inoltre siamo molto perplessi sullo spacchettamento degli esami, così come raccontato sui giornali. Oggi all’ospedale di Biella tutti gli esami vengono già effettuati in alta automazione e in 24 ore, e tale proposta aprirebbe un problema sull’organizzazione del laboratorio aumentandone la complessità, poichè bisognerà riorganizzare 17 ambulatori territoriali più l’ospedale, che dovranno suddividere gli esami tra quelli che verrano lavorati a Biella e quelli che dovranno andare a Novara.

Tale operazione porterebbe inoltre un aggravio di costi per la nostra ASL, dovuti al costo del trasporto e delle attrezzature/strumentazioni per la conservazione e trasferimento degli esami. Per tali ragioni la CGIL non parla ancora di vittoria. La nostra è una battaglia ostinata e coerente, in difesa della salute del nostro territorio. Con un’idea dominante in cui la competitività economica di un distretto come il nostro si gioca su vasti fronti che riguardano tanto la qualità della produzione che la bontà e l’estensione delle sue infrastrutture e dei servizi ai cittadini. Dove, di conseguenza, il grande moderno Ospedale, tecnologicamente dotato, professionalmente valorizzato, in rapporto con altri soggetti che operano in campo sanitario e della ricerca, può rappresentare un elemento attrattivo, di per sè fonte di investimenti, posti di lavoro, attrazione di risorse economiche ed umane anche esterne

Attualità

IL LABORATORIO ANALISI DELL’OSPEDALE NON SI TOCCA

Il laboratorio analisi dell’ospedale di Biella non si tocca. Ringrazio l’assessore Antonio Saitta che in aula, rispondendo ad un’interrogazione nella quale manifestavo il timore per la perdita di servizi e il conseguente rischio di spostamento per il personale, ha precisato che non vi sarà alcun depauperamento dei servizi al Degli Infermi.

Rispetto alla delibera approvata a fine 2015, con cui è stato dato avvio alla riorganizzazione, l’assessorato alla Sanità sta lavorando per elaborare un nuovo piano per valorizzare maggiormente la rete territoriale e il personale che lavora nelle sedi del quadrante Nord-Est, sul modello di quanto fatto nelle scorse settimane per l’area Ovest torinese (Asl To3, San Luigi, Mauriziano).

Fatto dunque salvo il principio che gli esami ad elevata automazione saranno concentrati nell’Hub di Novara, come prevede l’impianto della delibera originaria, gli esami urgenti, per cui occorre un esito immediato, e gli esami definiti “di routine breve”, per cui è necessario un referto entro un numero limitato di ore e serve un contatto diretto e in tempo reale tra clinico di laboratorio e medico rimarranno sul territorio e dunque all’ospedale di Biella.

Attualità #In primo piano

LETTERA APERTA AI POLITICI SULL’OSPEDALE DI BIELLA

Riceviamo e pubblichiamo

Sembra proprio che la politica sanitaria del nostro territorio, e nella fattispecie l’Ospedale, malgrado la nuova costruzione, il livello tecnologico, le professionialità presenti, rappresentino per l’assessore regionale alla sanità un “problema” e non un’opportunità che va oltre il perimetro della nostra Provincia. Non si spiega altrimenti il fatto che si accantoni un laboratorio analisi ultramoderno come il nostro, restringendone l’uso ai soli degenti. L’idea di sprecare in questo modo risorse pubbliche su cui per altro questo territorio ha investito e su cui continuano gli ammortamenti, pare a noi dissennata.

Per queste ragioni chiediamo, con questa lettera aperta sugli organi di informazione, l’intervento dei Parlamentari e dei Sindaci Biellesi. Li invitiamo a visitare il laboratorio analisi dell’Ospedale di Biella ed ad organizzare insieme a loro la presenza delle emittenti locali e dell’informazione, affinchè anche i cittadini possano rendersi conto dello spreco che comporterebbe la scelta di trasferire gli esami ad alta automazione a Novara. Ed ancora ai Parlamentari e ai Sindaci del nostro territorio chiediamo di farsi parte attiva della protesta nelle sedi più opportune. Anche oggi, come è già avvenuto in numerose altre occasioni, possiamo rimettere in discussione scelte ingiuste e che ci penalizzano. Continuiamo ad essere convinti che, in una fase come la presente dove non sono in vista nuovi e massicci investimenti nella sanità pubblica, il nostro Ospedale sia un’opportunità per la comunità piemontese. Questo sarà sempre più difficile se, se ne limita il suo utilizzo. Contiamo che il nostro appello trovi “orecchie sensibili” e che il territorio faccia sistema. Noi continuiamo a batterci per il rafforzamento di strutture e servizi che concorrano allo sviluppo della nostra economia e alla forza d’attrazione del nostro territorio e l’Ospedale ne è un punto di forza.
Biella, 11 febbraio 2019
CGIL BIELLA Segretario Generale Marvi Massazza Gal

Attualità #Sociale

UN DONO PER GLI ANZIANI DELLA GERIATRIA

Un sistema di monitoraggio della pressione nelle 24 ore denominato “Holter pressorio” è stato regalato alla struttura di Lungodegenza e Geriatria Territoriale dall’associazione Amici Ospedale Di Biella che sostiene i numerosi progetti il nostro ospedale, grazie al contributo dei cittadini biellesi. Il Responsabile. Dott. Vito Marinoni, ha ringraziato il Presidente Leo Galligani e il suo vice Adriano Guala “per l’attenzione e la grande disponibilità ad intervenire anche nell’ambito di progetti più piccoli, come in questo caso, ma che possono avere una ricaduta significativa ed importante per i pazienti. Questo dispositivo si aggiunge a quelli già in dotazione, consentendo un maggiore utilizzo a beneficio degli anziani che accedono ai controlli ambulatoriali o ospiti di RSA e case di riposo”. “Siamo grati all’Associazione Amici dell’Ospedale per l’impegno costante e la grande disponibilità nel collaborare insieme all’Azienda Sanitaria per il bene dell’Ospedale”​ ha commentato il Direttore Diego Poggio