Attualità #Commercio #Economia

DISOCCUPAZIONE ANCORA IN CALO SECONDO ISTAT SARA’ VERO ?

Secondo la stima provvisoria Istat, il tasso di disoccupazione a febbraio scende al 10,9% (-0,2 punti percentuali rispetto a gennaio). Dopo l’aumento del mese scorso, a febbraio la stima delle persone in cerca di occupazione diminuisce dell’1,7% (-49 mila). Il calo della disoccupazione si concentra tra le donne e nelle classi di eta’ centrali tra 25 e 49 anni. Su base annua diminuiscono i disoccupati b(-4,8%, -143 mila).

I disoccupati totali sono 2,835 milioni. La stima degli inattivi tra i 15 e i 64 anni aumenta dello 0,2% (+28 mila). L’aumento interessa prevalentemente le donne e i 25-34enni. Il tasso di inattivita’ sale al 34,7% (+0,1 punti percentuali). Gli inattivi restano sostanzialmente stabili su anno. A febbraio 2018 la stima degli occupati cresce dello 0,1% (pari a +19 mila rispetto a gennaio). Il tasso di occupazione rimane stabile al 58%. Rispetto a gennaio, si stima un significativo incremento congiunturale dei dipendenti a tempo indeterminato (+54 mila) e una lieve crescita di quelli a termine (+4 mila); continuano invece a diminuire gli indipendenti (-39 mila). La crescita del complesso degli occupati è determinata dalla componente femminile, mentre resta invariato il numero di uomini occupati. Con riferimento all’età, si registra un aumento tra le persone di 35 anni o più (+37 mila), a fronte di un calo tra i 15 e i 34 anni (-18 mila). Su base annua si conferma l’aumento degli occupati (+0,5%, +109 mila), prevalentemente tra le donne. La crescita si concentra esclusivamente tra i lavoratori a termine (+363 mila) mentre i permanenti rimangono stabili e calano gli indipendenti (-255 mila). Aumentano soprattutto gli occupati ultracinquantenni (+292 mila) ma anche i 15-24enni (+36 mila), mentre calano i 25-49enni (-219 mila).

Attualità #Economia #Società

TURISMO NEL 2017 UN ANNO RECORD. ARRIVI (+4,5)

Dati Istat sul Turismo

Secondo i dati Istat resi noti dal Ministero dei Beni e delle attività culturali e del Turismo, nel 2017 gli arrivi nelle strutture ricettive italiane crescono di 5.299.846 unità (+4,5%) e toccano il record di 122,3 milioni. Il dato è ancor più rilevante se si considera che l’incremento è dovuto per circa il 60% all’aumento dei turisti stranieri, che con 2.964.951 arrivi in più (+5,2% rispetto al 2016) sfiorano quota 60 milioni (59.729.190), dato mai registrato in precedenza. Crescono anche i pernottamenti di 23.933.228 unità (+5,9%), dove il 50% delle permanenze nelle strutture alberghiere e extra-alberghiere sono state acquistate da turisti stranieri. Aumenta anche la spesa dei turisti stranieri in Italia, che con un +6,8% nei primi undici mesi del 2017 rispetto al 2016 arriva a un ammontare complessivo di 37 miliardi di euro secondo i dati di Banca d’Italia. Una tendenza generalizzata in tutte le destinazioni del Paese, ma che è più rilevante nelle regioni del Mezzogiorno, dove l’aumento della spesa degli stranieri è stata pari al +23,5% rispetto allo stesso periodo del 2016. “Questi numeri – sottolinea il Mibact – completano un quinquennio di importante crescita e consolidamento dei flussi turistici: nel periodo 2012-2017 gli arrivi complessivi nel Paese sono aumentati del 17,8% e le presenze del 12,1%. L’Italia in questo periodo ha visto crescere le dimensioni del fenomeno turistico grazie all’aumento dei flussi provenienti dall’estero (+22,6% gli arrivi e +17,4% le presenze)”. Per il ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo  “tutto questo è il segno che le politiche attuate in questi anni capaci di legare l’offerta culturale a quella turistica e di promuovere il Paese facendo leva sul patrimonio artistico, archeologico e monumentale diffuso sull’intero territorio, stanno portando frutti importanti. L’Italia si è finalmente dotata di un Piano Strategico per il Turismo, capace di sostenere la crescita e governare attraverso azioni concrete lo sviluppo e i risultati non mancano”.

Attualità #Cronaca #Economia #Sociale #Società

SI INCREMENTANO LE VENDITE AL DETTAGLIO, IL CIBO TRAINA

Secondo i dati diffusi dall’Istat c’è un aumento, a novembre, dell’1,1% in valore e dello 0,8% in volume. Incrementi sia per le vendite di beni alimentari (+1,1% in valore e +1% in volume) sia per quelle di beni non alimentari (+1% in valore e +0,7% in volume).

Secondo i dati Istat, a novembre 2017 le vendite al dettaglio aumentano, rispetto al mese precedente, dell’1,1% in valore e dello 0,8% in volume. In particolare, si registrano incrementi sia per le vendite di beni alimentari (+1,1% in valore e +1% in volume) sia per quelle di beni non alimentari (+1% in valore e +0,7% in volume). Nel confronto con novembre 2016, le vendite al dettaglio crescono dell’1,4% in valore e dello 0,6% in volume. Nello stesso periodo le vendite di prodotti alimentari aumentano del 2% in valore, (restano invariate in volume), mentre quelle di prodotti non alimentari crescono sia in valore che in volume (rispettivamente, +1,1% e +0,8%). Nella media del trimestre settembre-novembre 2017, l’indice complessivo delle vendite al dettaglio registra, rispetto al trimestre precedente, un aumento dello 0,2% in valore e una flessione dello 0,2% in volume. Quest’ultima – spiega l’Istat – è dovuta, in particolare, alla dinamica negativa registrata nel periodo per i volumi dei beni alimentari (-0,7%). Inoltre, rispetto a novembre 2016, le vendite al dettaglio aumentano del 2,6% nella grande distribuzione e dello 0,2% nelle imprese operanti su piccole superfici

Commercio #Economia

L’ISTAT CERTIFICA IL CALO DELLA DISOCCUPAZIONE, SEPPUR DI POCO

Il tasso di disoccupazione è sceso all’11%, il livello più basso da settembre 2012, mentre gli occupati hanno raggiunto quota 23.183.000, il livello più alto dall’inizio delle serie storiche (1977).

Nel novembre 2017 il tasso di disoccupazione è sceso all’11% dall’11,1% di ottobre, al livello più basso dopo settembre 2012. Lo rileva l’Istat sottolineando che il tasso è diminuito di un punto percentuale rispetto a novembre 2016. I disoccupati totali sono 2.855.000, con un calo di 18.000 unità su ottobre e di 243.000 unità su novembre 2016. Il tasso di disoccupazione dei giovani tra i 15 e i 24 anni scende al 32,7% in calo di 1,3 punti rispetto a ottobre. Rispetto a novembre 2016 si registra un calo di 7,2 punti percentuali. E’ il tasso più basso da gennaio 2012. Il tasso di occupazione in questa fascia di età è al 17,7%, con un aumento di 0,5 punti rispetto a ottobre e di 1,4 punti rispetto a novembre 2016. Quanto agli occupati, a novembre  erano 23.183.000, con un aumento di 65.000 unità su ottobre e di 345.000 su novembre 2016: è il livello più alto dall’inizio delle serie storiche (1977). Il tasso di occupazione 15-64 anni è salito al 58,4% con un aumento di 0,2 punti percentuali su ottobre e di 0,9 punti su novembre 2016. Il tasso di occupazione che tiene conto degli effetti demografici è ancora al di sotto del livello massimo del 2008 di 0,5 punti. Per le donne il tasso di occupazione sale al 49,2%, il livello più alto di sempre

Attualità #Commercio #Economia

A DICEMBRE SALE LA FIDUCIA DEI CONSUMATORI

Secondo l’Istat a dicembre 2017 l’indice del clima di fiducia dei consumatori aumenta passando da 114,4 a 116,6; l’indice composito del clima di fiducia delle imprese rimane sostanzialmente stabile (da 108,8 a 108,9).

A dicembre l’indice del clima di fiducia dei consumatori aumenta passando da 114,4 a 116,6: il livello più alto da gennaio 2016. Lo comunica l’Istat.  Il miglioramento del clima di fiducia dei consumatori – spiega Istat – è dovuto alla positiva evoluzione della componente economica e di quella corrente (da 139,4 a 143 e da 110,1 a 112 rispettivamente), mentre l’aumento è piu’ contenuto per la componente personale (da 105,7 a 106,9) e per quella futura (da 119,9 a 121,3). Più in dettaglio, si evidenzia un aumento del saldo relativo sia ai giudizi sia alle aspettative sulla situazione economica del Paese, nonché’ un ridimensionamento delle aspettative sulla disoccupazione; per quanto riguarda la situazione personale, migliorano i giudizi sulla situazione economica della famiglia mentre peggiorano le aspettative.

Per le imprese, nel mese di dicembre segnali eterogenei provengono dai climi di fiducia dei settori indagati. In particolare, il clima di fiducia cala lievemente nel settore manifatturiero (da 110,7 a 110,5), è in decisa diminuzione nelle costruzioni (da 132,1 a 127,1) ed è in aumento sia nei servizi sia nel commercio al dettaglio (i climi passano, rispettivamente, da 108,3 a 108,9 e da 110,1 a 112,3).

Passando ad analizzare le componenti dei climi di fiducia si segnala che, nel comparto manifatturiero, si consolida ulteriormente il recupero dei giudizi sul livello degli ordini: il saldo è in crescita ormai dallo scorso settembre; invece le attese sulla produzione registrano un lieve calo per il secondo mese consecutivo e le scorte di magazzino sono giudicate in accumulo.

Nel settore delle costruzioni, la diminuzione dell’indice è dovuta sia ad un peggioramento dei giudizi sugli ordini sia alla diminuzione delle aspettative sull’occupazione. Per quanto riguarda i servizi, l’incremento dell’indice di fiducia riflette un generale miglioramento sia delle attese sugli ordini sia dei giudizi sull’andamento degli affari. Invece, i giudizi sugli ordini sono in peggioramento. Nel commercio al dettaglio il miglioramento della fiducia riflette un deciso aumento elle aspettative sulle vendite future in presenza di scorte di magazzino giudicate in decumulo. I giudizi sulle vendite correnti sono invece  in peggioramento