Attualità #Commercio #Economia

TUTTE LE NOVITA’ SULLA MANOVRA ECONOMICA

CAMBIANO I CONGEDI PARENTALI: I giorni per i neopapà aumentano: 5 sono obbligatori e uno facoltativo (se compensato con uno della mamma). La vera novità però è proprio delle mamme: potranno rimanere al lavoro fino al nono mese, godendo di tutti e 5 i mesi di congedo dopo il parto. Dopo il terzo figlio alle famiglie numerose arriva in regalo un appezzamento di terreno.

– BONUS NIDO CRESCE, SCONTI PER SEGGIOLINI: Il bonus per gli asili passa da 1.000 a 1.500 euro. Viene stanziato 1 milione di euro per agevolazioni all’acquisto – obbligatorio – dei seggiolini antiabbandono sia nel 2019 che nel 2020.

– RINNOVATI I BONUS DA CASA A CULTURA MA ARRIVA TASSA AUTO: Ecobonus, sismabonus, bonus mobili e per i giardini sono tutti prorogati di un anno. C’è, anche se con risorse ridotte, il bonus cultura per i diciottenni. Dopo le polemiche arriva la tassa sulle auto di cilindrata medio-alta. La Panda è salva. Le auto a basse emissioni avranno incentivi fino a 6.000 euro.

– PENSIONATI, PRO E CONTRO: In attesa di quota 100 le novità non mancano: la rivalutazione automatica degli assegni in base all’inflazione viene ‘raffreddata’, con 7 soglie. I tagli alle pensioni d’oro saranno dal 15 al 40% per gli assegni sopra i 500.000 euro. Per i pensionati stranieri o italiani che scelgono di venire a risiedere al Sud arriva infine una flat tax al 7%.

– TORNA LA WEB TAX: L’accordo con l’Europa per evitare la procedura di infrazione fa resuscitare la tassa del 3% sul digitale. Riguarderà le imprese con oltre 750 milioni di fatturato di cui 5,5 milioni almeno prodotti online. La web tax colpisce non solo colossi come Google e Amazon ma tutte le vendite online, la pubblicità, la trasmissione dati e le piattaforme digitali, quindi anche le imprese editoriali e alcune partecipate pubbliche.

– SI RIAFFACCIA IL CONDONO VIA SALDO E STRALCIO: Non è la pace annunciata ma la Lega porta a casa la sanatoria sui debiti fiscali e contributivi per chi è in difficoltà economica (o in liquidazione) e ha un Isee sotto i 20.000 euro. Tre le aliquote con cui estinguere i debiti: 16%, 20% e 25%. La misura porta gettito nel 2019 e nel 2020 ma in 5 anni costa mezzo miliardo.

– FLAT TAX MA PER GLI AUTONOMI, MA C’E’ UN ‘BUCO’: Si amplia alle partite Iva con ricavi fino a 65 mila euro la possibilità di aderire al regime forfettario del 15%. Dal 2020 forfait del 20% sulla quota eccedente fino a 100.000 euro. Nella norma però ci sarebbe un ‘buco’ che permetterebbe lo sconto per un anno anche se si supera la soglia. Ma si correggerà, dicono dal governo, probabilmente via circolare interpretativa.

– RISCHIO AUMENTO SIGARETTE E TASSE SECONDE CASE: torna per gli enti locali la possibilità di aumentare Imu, Tasi e addizionali Irpef, ma solo per chi non ha già portato le aliquote al massimo. Possibili aumenti da 10 cent di tutti i pacchetti di sigarette, per effetto dei rincari delle accise.

 – SALE LA SOGLIA DEGLI APPALTI SENZA GARA: Il tema caro alla Lega, inserito e stralciato dalle bozze di vari testi, trova finalmente la sua collocazione. La soglia sarà doppia: la P.a. potrà cioè affidare lavori diretti nelle opere tra 40 mila e 150 mila euro. Tra 150 e 350 mila sarà invece possibile procedere “previa consultazione di tre o più operatori economici”.

– AUMENTA A 40% SCONTO IMU SUI CAPANNONI: La deducibilità dei beni strumentali raddoppia rispetto al precedente 20%. Il M5S aveva tentato un blitz al Senato per salire al 50%, fallendo.

– TAGLIO CUNEO PASSA PER PREMI INAIL: sgravio di circa il 30% per 410 milioni nel 2019 fino a 600 milioni nel 2021. Rinnovati gli sconti per le assunzioni al Sud e nuovi sgravi per l’assunzione di giovani ‘eccellenze’.

– MINI IRES MA ADDIO A ACE E IRI – Per chi reinveste gli utili in azienda in beni strumentali o posti di lavoro l’Ires scende dal 24 al 15%. Le imprese devono però dire addio ad oltre 2 miliardi di incentivi dell’Aiuto alla crescita economica e al taglio fiscale previsto con l’introduzione dell’Iri. Il credito d’imposta su ricerca e sviluppo viene praticamente dimezzato, così come viene ridimensionato il superammortamento.

++ BANCHE E ASSICURAZIONI ++

– RISPARMIATORI, RIMBORSO SENZA RICORSO ALLA CONSOB – Il fondo per il ristoro degli obbligazionisti colpiti dai crack bancari si apre anche agli azionisti, salendo a 1,5 miliardi in tre anni. Per ottenere l’indennizzo non si dovrà più dimostrare il misselling di fronte all’Arbitro Consob, ma fare richiesta direttamente al Mef, dove si prenderà carico dell’istanza una Commissione di 9 ‘saggi’. Verrà data priorità ai risparmiatori con Isee sotto 35.000 euro. Il Pd solleva però dubbi, spiegando che Etruria, Chieti, Ferrara e Marche potrebbero essere escluse.

– DALLE BANCHE OLTRE 3 MLD, 900 MLN DA ASSICURAZIONI – La mManovra introduce una modifica del trattamento contabile di perdite e svalutazioni dei crediti che portano ad un incasso per lo Stato di 3,5 miliardi. Le assicurazioni invece dovranno fare i conti con un aumento degli acconti fiscali da 900 milioni

Attualità #Montagna #Valle Cervo #Valle di Mosso #Valle Elvo #Valsessera

INCENTIVI ALLE RINNOVABILI: SPARISCONO MINI-IDROELETTRICO E BIOMASSE FORESTALI, FAVORITI GRANDI IMPIANTI DELL’ENERGIA

UNCEM: “E I TERRITORI MONTANI? LE NOSTRE FONTI FUORI DAL DECRETO. PARLAMENTO INTERVENGA”
Niente incentivi al mini-idroelettrico e ai piccoli impianti alimentati a cippato di legno capaci di produrre energia termica ed elettrica. Uncem accoglie con sorpresa e sconcerto le ultime bozze del DM Rinnovabili che sono state trasmesse dal Ministero dello Sviluppo economico alle Camere, per l’esame nelle competenti Commissioni. Secondo le ultime indiscrezioni raccolte da Rinnovabili.it, il Ministero dell’Ambiente avrebbe inserito le proprie correzione alla bozza del decreto rinnovabili 2018 chiedendo l’eliminazione degli incentivi dedicati al mini-idroelettrico e al biogas da discarica. “Totalmente escluso dagli incentivi il piccolo idroelettrico, quello cioé ancora realizzabile nonostante i tempi eterni delle autorizzazioni rilasciate dopo cinque, sette, dieci anni di attesa dalle Province – sottolinea Marco Bussone, Presidente nazionale Uncem – Ora sparisce qualsiasi incentivo per volontà del Ministero. Come non troviamo traccia, nelle bozze circolate sulla stampa specializzata, di incentivi per i piccoli impianti cogenerativi capaci di produrre da cippato di legno energia termica ed elettrica. Entrambe le soluzioni tecnologiche sono molto adatte ai territori montani, ampiamente usate in Svizzera, Austria, Baviera, da noi perfetti anche per borghi alpini e appenninici, per consentire l’uso sostenibile delle risorse locali, grazie comunque a un incentivo che lo Stato, nel nuovo Dm, pare riservare ai grandi gruppi, ai big player, favorendo concentrazioni e sfruttamento massivo delle fonti, in poche mani. E mentre ancora non si capisce cosa succederà delle concessioni idroelettriche delle grandi derivazioni in scadenza, questo possibile azzeramento degli incentivi per il piccolo idroelettrico ci allarma. Avevamo suggerito di fare analisi e vedere quanto positivi siano i piccoli impianti, ancor più se promossi da Enti locali, Comuni, Comunità montane, Unioni montane, quanto sia importante il ‘ritorno’ economico per i territori, da aumentare. Si sono invece ascoltate associazioni pseudo-ambientaliste che preferiscono altre tecnologie e l’uso di fonti non locali. Chiediamo invece ai Ministeri, ma soprattutto ai Parlamentari che esamineranno il testo nelle Commissioni di Camera e Senato, di tornare sui loro passi. Di inserire premialità per i piccoli impianti su acqua fluente e sugli acquedotti, di agevolare meccanismi di incontro pubblico-privato, di fare apposite mappature con noi sulle aste e sui territori, di verificare i positivi progetti che i Comuni hanno nei cassetti, pronti, su idroelettrico di piccola taglia e su mini centraline a biomasse forestali da gestione attiva, quelli cioé che stanno in un container e rilasciano molte meno emissioni rispetto a caldaie e caminetti domestici. Aspettiamo di leggere il Dm ufficiale e aspettiamo l’incontro con gli stakeholder al Mise il 25 settembre. Ma se questa revisione che Uncem invoca non ci sarà, potremo dire addio all’idroelettrico e, ancor più, mettere una pietra su qualsiasi opportunità di sviluppo della green economy italiana con le nostre risorse, con i grandi pozzi di petrolio della montagna, che sono appunto legno e acqua“.

Red BC

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GLI INCENTIVI AL LAVORO SULLA LEGGE DI BILANCIO 2018

Sconto contributivo per tre anni sulle assunzioni di giovani a tempo indeterminato, esenzione in casi particolari, misura strutturale: incentivi lavoro in Legge di Bilancio 2018.

Fra gli obiettivi della Legge di Bilancio 2018, ha spiegato il premier Paolo Gentiloni, c’è quello di «promuovere il lavoro». E il ddl approvato dal Consiglio dei Ministri del 16 ottobre vi«contribuisce in modo significativo» con misure rivolte ai giovani. Che, in effetti, rappresentano il piatto forte del pacchetto lavoro inserito in manovra, con nuove formule di decontribuzione sulle assunzioni.

Assunzione giovani

A partire dal primo gennaio 2018  previsto uno sconto contributivo del 50% per le assunzioni (escluse quelle di lavoratori domestici) di giovani con contratti a tempoindeterminato in corso d’anno ma anche per quelle partite in novembre o dicembre2017 (la fruizione del beneficio decorre comunque dal 2018). Riguarda anche le trasformazioni di contratti a termine o percorsi di apprendistato e alternanza scuola-lavoro. La decontribuzione dura tre anni e si applica fino a un tetto annuo di 3mila euro.

Limitatamente al 2018 l’agevolazione si applica ai giovani fino a 35 anni, dal 2019scenderà a 29 anni. Nel caso di trasformazione a tempo indeterminato di un contratto di apprendistato, l’incentivo spetta indipendentemente dall’età del lavoratore.

Resta, e diventa strutturale, l’incentivo per il sistema duale di alternanza scuola lavoro. Sgravio al 100% (esonero) alle imprese del Sud che assumono giovani o disoccupati e per le assunzioni di Neet(giovani che non studiano e non lavorano) iscritti al programma Garanzia Giovani.

C’è anche una clausola anti-licenziamenti: l’impresa perde lo sgravio contributivo se licenzia nei sei mesi precedenti lavoratori attivi nella stessa unità produttiva.

N.B. Non è chiaro se per gli apprendisti duali lo sconto contributivo sia al 50 o al 100%. La nota del Governo su questo punto è stringata. Bisogna attendere il testo della norma. Intanto riportiamo l’intero stralcio del comunicato stampa a margine del CdM in relazione al pacchetto lavoro:

Incentivo strutturale per l’occupazione giovanile stabile

A decorrere dal primo gennaio 2018 i datori di lavoro del settore privato che assumono giovani con contratti a tutele crescenti beneficeranno di uno sconto triennale sui contributi previdenziali pari al 50% (esclusi i lavoratori domestici). L’esonero spetta anche per le assunzioni avvenute nei mesi di novembre e dicembre 2017, ferma restando la decorrenza dal primo gennaio 2018.  Lo sconto contributivo si applica anche nei casi di prosecuzione di un contratto di apprendistato in contratto a tempo indeterminato, qualunque sia l’età anagrafica al momento della prosecuzione e quando un datore di lavoro assume, entro sei mesi dal conseguimento del titolo di studio, studenti che abbiano svolto percorsi di alternanza scuola-lavoro o di apprendistato per il conseguimento del titolo di studio.

Pubblico impiego

Gli incentivi assunzioni non sono l’unica misura per favorire l’occupazione inserita in Legge di Bilancio: è anche prevista l’assunzione di 1.500 ricercatori, scatti più frequenti (biennali e non più triennali) per gli stipendi dei docenti universitari, misure per le retribuzioni dei dirigenti scolastici (per avvicinarle a quelle degli altri dirigenti pubblici), il rinnovo dei contratti del pubblico impiego (in vista, un aumento medio di 85 euro).

Altre misure

Novità in tema di ammortizzatori sociali per le aree di crisi complessa e per la ricollocazione dei lavoratori in esubero delle grandi imprese, con la possibilità di accordi sindacali che prevedano percorsi di ricollocazione già durante la fruizione della cassa integrazione. E c’è un incentivo fiscale per le imprese che investono nella formazione dei lavoratori: un credito d’imposta del 50%, fino al 31 dicembre 2020, sulle attività di formazione previste dai contratti aziendali o territoriali, su un tetto di spesa pari a 1 milione di euro per ogni impresa.

 

Attualità #Biella #Economia #In primo piano

FORMAZIONE PROFESIONALE 4.0: BONUS 2018 RIDOTTO

Il credito d’imposta per la formazione 4.0 inserito in Legge d Bilancio 2018 è al 40%, si applica all’intera spesa sostenuta, da riferire però a innovazione e tecnologie 4.0: la misura.

Il credito d’imposta sulla formazione 4.0 è al 40% (quindi, l’aliquota è stata ridotta rispetto al 50% inizialmente previsto), non si applica agli investimenti incrementali rispetto all’anno precedente, ma all’intera spesa 2018 in attività formative. E’ utilizzabile da tutte le imprese, indipendentemente da settore economico, forma giuridica, regime contabile, solo per le attività di formazione del personale dipendente. Non sono incentivate tutte le attività di formazione, ma solo quelle che si riferiscono a Industria 4.0, sulle quali la norma fornisce una griglia precisa. Sono i termini fondamentali dell’incentivo alla formazione 4.0 inserito in Legge di Bilancio 2018, piatto forte del nuovo pacchetto Industria 4.9 (che proroga anche gli incentivi per gli investimenti, pur rimodulando il superammortamento al 130%).

Il credito d’imposta è riconosciuto per investimenti fino a 300mila euro annui a impresa (anche qui c’è un ridimensionamento, l’ipotesi iniziale era pari a 1 milione di euro), e riguarda le attività di formazione «svolte per acquisire o consolidare le conoscenze delle tecnologie previste dal Piano nazionale Industria 4.0, quali big data e analisi dei dati, cloud e fog computing, cyber security, sistemi cyber fisici, prototipazione rapida, sistemi di visualizzazione e realtà aumentata, robotica avanzata e collaborativa, interfaccia uomo macchina, manifattura additiva, internet delle cose e delle macchine, integrazione digitale processi aziendali.

Attenzione: non sono incentivate attività di formazione ordinaria o periodica organizzata dall’impresa per conformarsi alla normativa vigente in materia di salute e sicurezza sul lavoro, protezione dell’ambiente, e ad ogni altra normativa obbligatoria in materia di formazione. La norma contiene dunque un esplicito paletto per evitare che il credito d’imposta venga impropriamente utilizzato per attività non direttamente riconducibili all’innovazione in chiave 4.0. Contrariamente a quanto avvenuto lo scorso anno con gli incentivi all’acquisto di nuovi macchinari (ammortamenti e Sabatini), che sono diventati immediatamente operativi con l’entrata in vigore della manovra il primo gennaio, per applicare il credito d’imposta formazione 4.0 bisognerà aspettare un decreto attuativo del ministero dello Sviluppo Economico.

Il credito d’imposta si utilizza direttamente in dichiarazione dei redditi, esclusivamente in compensazione, e non concorre alla formazione del reddito e alla base imponibile IRAP. Per essere ammissibili, i costi sostenuti per la formazione devono essere certificati dal revisore legale o da un professionista iscritto nel Registro dei Revisori legali: quindi, le imprese che non sono soggette alla revisione legale dei conti devono comunque avvalersi delle prestazioni di un professionista. La certificazione va allegata al bilancio. Anche le spese per la revisione legale sono ammissibili al credito d’imposta nel limite massimo di 5mila euro. La misura è finanziata con risorse pari a 250 milioni di euro per il 2019.

 

Attualità #Biella #Economia

SUPER AMMORTAMENTO AUTO AZIENDALI: LE NOVITA 2018

Confermato nella Legge di Bilancio 2018, il super ammortamento per l’acquisto di auto aziendali effettuati tra il 1° gennaio 2018 ed il 31 dicembre 2018. Si tratta del terzo anno di applicazione del super ammortamento, ma l’aliquota scende dal 140% al 130% e vengono esclusi dal beneficio i veicoli industriali.

Anche il nuovo super ammortamento potrà essere applicato anche agli acquisti effettuati entro il 30 giugno 2019, a condizione che entro fine 2018 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione. Come chiarito recentemente dall’Agenzia delle Entrate il beneficio può essere fruito anche in caso di leasing postumo nel caso in cui gli investimenti in beni strumentali siano stati prenotati tramite il versamento di un acconto al fornitore del 20% entro il 31 dicembre.

Oltre alla riduzione dell’aliquota viene applicata una restrizione degli autoveicoli incentivati, con l’esclusione dal beneficio dei veicoli industriali, ovvero di tutti i veicoli con uso strumentale esclusivo, i veicoli usati come beni strumentali nell’attività di impresa, i veicoli acquistati per il trasporto merci, le auto fino a nove posti, inclusi i taxi e quelle acquistate dalle imprese di noleggio, autocaravan, ciclomotori e motocicli, oltre ad altri mezzi come navi, barche, aeromobili da turismo. Restrizioni che si aggiungono all’esclusione già precedentemente prevista per quelli dati in uso promiscuo ai dipendenti per la maggior parte del periodo d’imposta.

Rientrano invece nel super ammortamento auto al 130% tutta una serie di altri veicoli indicati dal nuovo codice della strada come: autobus, veicoli commerciali leggeri, autocarri, autotreni, autoarticolati, autosnodati, trattori stradali, autoveicoli per trasporti specifici o uso speciale, mezzi d’opera utilizzati nell’attività edilizia.

Il mancato rinnovo del super ammortamento per i veicoli industriali nella Legge di Stabilità 2018 preoccupa il comparto italiano dei trasporti e della logistica. In una nota congiunta,  ANITA – Associazione Nazionale Imprese Trasporti Automobilistici; CNA FITA – Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa; CONFARTIGIANATO Trasporti; CONFTRASPORTO – Confcommercio Imprese per l’Italia; FAI – Federazione Autotrasportatori Italiani; FEDERAUTO – Federazione Italiana Concessionari Auto, Veicoli Commerciali e Industriali; FLC – Freight Leaders Council; UNRAE- Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri, dichiarano:

“Il comparto mentre sostiene l’importanza di rendere strutturali i finanziamenti destinati all’autotrasporto, denuncia che il mancato rinnovo del super ammortamento per i veicoli industriali comprometterebbe il rapido rinnovo del parco italiano, tra i più vecchi d’Europa, e la conseguente realizzazione di un sistema logistico in grado di garantire sostenibilità ambientale e maggiori standard di sicurezza. Se i Veicoli Industriali fossero esclusi dal super ammortamento, lo sviluppo del settore verrebbe frenato contro le stesse prospettive strategiche del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti”.

La richiesta è dunque di modificare la norma, attualmente all’esame del Senato (qui il testo), per evitare:

“Le conseguenze negative a danno del sistema economico italiano, che l’esclusione del beneficio dal Superammortamento per i Veicoli Industriali porterebbe in un settore strategico come l’autotrasporto che serve tutti i comparti produttivi nazionali”.

 

Attualità #Economia #Sport

Incentivi per il mondo dilettantistico sportivo

Aumenta la no tax area

Buone notizie per il mondo dilettantistico sportivo biellese e non solo, viene innalzata da 7.500 a 10.000 euro la no tax area degli sportivi dilettanti che potranno avere così paghe più alte senza tasse sul reddito. E arriva anche lo sport bonus. un credito d’imposta pari al 50% dell’importo per erogazioni liberali di oltre 20.000 euro effettuate nel 2018 per interventi di ristrutturazione di impanti sportivi pubblici, ancorchè destinati a soggetti titolari di concessione. Il bonus non può superare i diecimila euro ed è ripartito in tre anni. Una boccata d’ossigeno sicuramente per le molteplici attività sportive.