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DA UN’ANTICA RICETTA NEL BIELLESE SI PRODUCE LA BEVANDA DEGLI DEI

L’idromele, dal greco ‘Hydor’ (acqua) e ‘meli’ (miele), è una bevanda alcolica fermentata ed è protagonista dell’idea imprenditoriale di un giovane biellese. Ecco  la storia di Alessio.

John Fitzgerald Kennedy diceva ‘Scritta in cinese, la parola crisi è composta da due caratteri. Uno rappresenta il pericolo e l’altro rappresenta l’opportunità’. A dimostrazione di ciò, nel buio economico di questi anni, il sorgere di numerose attività imprenditoriali, spesso frutto di giovani menti che hanno scelto di farsi strada con idee e prodotti nuovi o semplicemente dimenticati. Come nel caso dell’idromele, antica bevanda alcolica a base di acqua e miele che, a partire dal Medioevo, è andata scomparendo per lasciare spazio a prodotti più economici e facili da realizzare: “Oggi però l’idromele è tornato in auge, vantando numerosissimi estimatori in tutto il mondo e registrando una richiesta crescente, soprattutto in America, sulla scia del diffuso fenomeno del homebrewing”. A parlarne, Alessio Vaccari, giovane titolare di Idromele Biellese, nuovo marchio dell’artigianato locale.

Classe 1985, da sempre interessato al mondo naturale, Alessio si è laureato in scienze forestali ed è capo giardiniere presso il Giardino Botanico di Oropa: “Un lavoro che amo, ma che lascia molto tempo libero soprattutto nel periodo invernale. Così, parlando con un amico appassionato, ho iniziato ad interessarmi all’idromele, studiandone la storia e producendo piccoli quantitativi in casa, fino a decidere di fare un passo in più e puntare su questa fetta di mercato, al momento, carente di prodotti”.

A partire da maggio, il laboratorio di Idromele Biellese (sito a Zubiena) comincerà a lavorare a pieno regime per dare vita ad un prodotto locale di assoluta eccellenza. La ricetta base prevede l’uso di acqua, miele e lievito uniti in un processo fermentativo, difficile e delicato, che porterà nel giro di 3/4 mesi al prodotto finito: “L’idromele è una bevanda alcolica fermentata che si presta ad infinite sfumature: può variare molto nel grado alcolico (solitamente tra 6% e 18%vol.), essere secco o dolce, frizzante, invecchiato o aromatizzato”, commenta Alessio, “Tutto dipende dal metodo impiegato e dal miele utilizzato, che andrà ad influenzare non solo il gusto ma anche il profumo. Il miele di castagno, ad esempio, è tipicamente più amaro, mentre quello di tiglio rilascia un aroma erbaceo, quasi balsamico”.

Diffuso in tutte le culture del passato ed in tutti i paesi del mondo, l’idromele ha sempre goduto della più alta reputazione, arrivando ad essere considerato la bevanda degli dei. La sua produzione ha resistito nel Nord Europa, in Francia, nei Paesi Scandinavi ed in America, mentre in Italia ha lasciato spazio alle grandi produzioni vitivinicole: “A differenza di vino e birra, si parte da una materia prima molto costosa che inevitabilmente porta ad un aumento del costo di produzione e del prezzo finale”, commenta Alessio, “Ma per me significa puntare sul mio territorio per realizzare un prodotto che merita di essere conosciuto ed è in grado di risaltare l’eccellenza del miele biellese”. Un ritorno al passato, dunque, ma anche un nuovo modo di guardare al mercato del lavoro, per costruire l’imprenditoria di domani con il sapere di ieri.