Attualità #In primo piano

FIPE E MINISTERO INSIEME PER UN ALIMENTAZIONE CORRETTA ANCHE FUORI CASA

La salute vien mangiando…fuoricasa. Federazione Italiana Pubblici Esercizi e Ministero della Salute annunciano l’inizio di una collaborazione che porterà a diverse iniziative sul territorio italiano per promuovere la cultura di una sana e corretta alimentazione. Un primo protocollo di intesa è stato firmato a Roma alla presenza del ministro della Salute, Giulia Grillo, e del presidente di Fipe, Lino Enrico Stoppani. “Le persone mangiano sempre più spesso fuori casa, per lavoro e per svago, ed è essenziale promuovere attivamente l’educazione alimentare e i corretti stili di vita in tutte le età. Per questo motivo ho firmato un protocollo con la Fipe, la maggiore associazione di categoria nel campo della ristorazione. Tutti i dati – ha dichiarato il ministro della Salute – ci confermano che mangiare correttamente è la base per migliorare il livello generale della salute della popolazione e come ministro della Salute intendo avvalermi del supporto di ogni soggetto che può portare il proprio contributo per un’alimentazione più sana. Ringrazio quindi la Fipe e Confcommercio per l’impegno e la sensibilità sul tema”. “Un’importante collaborazione istituzionale, che tiene conto dell’importanza strategica delle imprese di ristorazione sul tema dell’alimentazione. È infatti proprio nei pubblici esercizi – ha commentato il presidente di Fipe  – che spesso si definiscono molte delle abitudini e dei comportamenti alimentari dei cittadini, tenendo conto del fatto che milioni di persone nel nostro Paese consumano almeno un pasto della loro giornata al di fuori delle mura domestiche.

L’intesa con il Ministero della Salute sarà importante per mettere a punto strumenti specifici per promuovere e salvaguardare ulteriormente valori quali la sicurezza alimentare all’interno delle nostre imprese, contribuendo nello stesso tempo ad accrescere le competenze in materia degli operatori del settore coinvolti”. Con la firma del protocollo di intesa Fipe e il Ministero della Salute si impegnano a promuovere iniziative congiunte per diffondere una nuova cultura in fatto di alimentazione, potenziando in particolare la comunicazione nei confronti dei cittadini che mangiano abitualmente fuori casa a favore di consumi alimentari attenti ai nuovi stili di vita e all’equilibrio nutrizionale. Un programma di iniziative che saranno dirette anche agli operatori, migliorando le loro competenze in fatto di alimenti e loro peculiarità e dei processi di preparazione più attenti a salvaguardare le loro caratteristiche nutrizionali con programmi di formazione teorica e pratica con un occhio anche alla sicurezza alimentare ed alla lotta agli sprechi.

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BUONI PASTO, STOPPANI: “UN SISTEMA CHE MERITA CHIAREZZA”

Milioni di lavoratori in Italia utilizzano i buoni pasto, ma dopo il caos Qui!Group gli esercenti fanno un passo indietro. Quali sono gli effetti di questo importante strumento sull’economia del nostro paese?

Tempi duri per le famiglie italiane. A dieci anni dalla grande crisi economica che ha colpito l’economia mondiale, il tessuto sociale del nostro Paese fatica a riprendersi. Tralasciando dati e statistiche in merito alla capacità di spesa dei cittadini, il più grande cambiamento che (forse) si è e si sta verificando è un radicale mutamento nelle abitudini di consumo: gli italiani spendono in modo più consapevole, facendo scelte oculate e dando la precedenza a reali necessità.

In questo quadro, anche i buoni pasto assumono un ruolo determinante per l’economia domestica. Utilizzati da lavoratori dipendenti del settore pubblico e privato, sono finalizzati esclusivamente al pagamento di un pasto o prodotti alimentari, contribuendo in maniera significativa alla spesa settimanale: “Il buono pasto è uno strumento di welfare molto apprezzato da lavoratori e aziende. Poter contare su un’entrata mensile defiscalizzata e decontribuita da destinare al servizio sostitutivo di mensa è un grande vantaggio per quei lavoratori che ne beneficiano e per le aziende che lo adottano”, commenta Lino Enrico Stoppani, presidente della FIPE (Federazione Italiana Pubblici Esercizi), “Gli ultimi provvedimenti normativi, a cominciare da quello che consente la cumulabilità fino a 8 buoni, stanno ridisegnando le modalità d’uso del buoni pasto. Oggi, tra chi riceve i buoni pasto e frequenta il bar per il pranzo di mezzogiorno più del 50% preferisce pagare in contanti o utilizza il pagobancomat. In definitiva pur potendo contare sulla disponibilità dei buoni pasto viene utilizzata una differente modalità di pagamento lasciando l’uso dei buoni per altre occasioni di spesa, probabilmente per acquisti negli esercizi commerciali”.

Un sistema che tuttavia non nasconde insidie e criticità. Il caso QuiTicket! quest’estate ha portato alla ribalta le problematiche relative all’utilizzo dei buoni, tra commissioni che in Italia superano anche il 10% e mancanza di sicurezza nei pagamenti, come afferma anche lo stesso Stoppani: “L’intervento con il quale Consip ha risolto la convenzione con Qui Group per i lotti 1 e 3 della gara 7 ha evidenziato, semmai ce ne fosse ancora bisogno, le numerose criticità del sistema. Questa pericolosa deriva rende necessario un intervento per rilanciare uno strumento molto apprezzato che rischia di essere affossato da ritardati o mancati pagamenti e da commissioni oramai insostenibili”.

Per aiutare gli esercenti a fare chiarezza e garantire loro tutela ed assistenza circa le diverse problematiche con le aziende emettitrici dei buoni, Fipe-Confcommercio mette a disposizione dei soci il servizio SOS BUONI PASTO. Per quanto riguarda Biella e provincia, lo sportello è operativo presso gli uffici di Ascom in via Tripoli, 1 (riferimento: Samantha Bellini – Tel. 015 8352702 – info@ascombiella.it).

A. C.

 

Attualità #Biella #Economia #Società

PUBBLICI ESERCIZI: BAR E RISTORANTI RESISTONO ANCHE NEI PICCOLI COMUNI

Nell’era del web e delle grandi catene commerciali, gli italiani premiano ancora le piccole attività di paese a conduzione familiare.

La trattoria della pausa pranzo, il bar dove ci si ritrova dopo il lavoro, la gelateria con i nostri gusti preferiti. Si sa, la componente emotiva gioca un ruolo fondamentale nel processo di acquisto perché, oggi più che mai, al cliente non basta più spendere soldi per un bene o un servizio che risponda alle proprie esigenze, ma vuole sentirsi anche ripagato dal punto di vista umano. E proprio questo rapporto personale, questo tipo di approccio più intimo caratterizza i piccoli esercizi commerciali, attività (spesso a conduzione familiare) che premiano il rapporto diretto con la clientela e prediligono un servizio a misura d’uomo, diventando una risorsa preziosa soprattutto per coloro che vivono o lavorano in realtà di provincia, lontane dai grandi centri: “La prossimità è un valore irrinunciabile di un pubblico esercizio. Non è un caso che bar e ristoranti siano tra le attività di servizi a maggior diffusione territoriale”, commenta Lino Enrico Stoppani, presidente di FIPE (Federazione Italiana Pubblici Esercizi), “Una nostra analisi ha evidenziato che su 8.092 comuni soltanto 150 (1,9% del totale) sono sprovvisti di bar o ristorante. Dunque i pubblici esercizi sono ovunque, anche nei piccoli comuni dove spesso rappresentano l’unico servizio ‘pubblico’ erogato da un’azienda privata. In questi contesti territoriali le attività si reggono grazie al sacrificio dell’imprenditore e della sua famiglia. D’altra parte solo il modello familiare consente di tenere in piedi attività con bilanci da mera sussistenza che sempre più spesso richiedono integrazioni con altre fonti di reddito”.

Oggi come ieri, dunque, queste piccole attività rivestono ancora un ruolo fondamentale da un punto di vista commerciale e sociale: oltre ad essere punto di riferimento per il ristoro ed i piccoli acquisti di abitanti, lavoratori e turisti di passaggio (che spesso li preferiscono a realtà più grandi e strutturate), rappresentano un importante centro di aggregazione, a beneficio di tutta la collettività.

A.C.

 

Attualità #Commercio #Economia

SILB-FIPE: “VOUCHER, L’UTILIZZO SIA ESTESO AI PUBBLICI ESERCIZI”

Se ci saranno discriminazioni nella reintroduzione, ne pagheranno le conseguenze i lavoratori e il settore  “I voucher costituiscono una soluzione legale per garantire i lavoratori e le imprese del settore dell’intrattenimento, reintrodurli escludendo questo settore sarebbe gravissimo” ha dichiarato Maurizio Pasca presidente nazionale SILB-FIPE, l’Associazione Italiana Imprese di Intrattenimento da ballo e di Spettacolo.

Nell’aula della Camera è cominciata la discussione generale sul decreto legge Dignità: SILB-FIPE esprime la sua forte perplessità riguardo alla possibilità della reintroduzione dei voucher limitata alle sole strutture ricettive del turismo escludendo le attività di pubblico esercizio come discoteche e sale da ballo. “A nome di SILB-FIPE segnalo la nostra totale contrarietà e il nostro stupore di fronte alla reintroduzione dei voucher nel DL Dignità, lasciando fuori una componente fondamentale del turismo” continua Pasca. “Il settore da noi rappresentato conta all’incirca 3.000 strutture su tutto il territorio italiano e più di 50.000 addetti ai lavori. Sono aziende del tutto particolari: spesso in esercizio solo 1 o 2 giorni a settimana e, alcune, solo stagionalmente, come quelle in località di mare. Tra gli addetti di queste aziende sono moltissimi i giovani, gli studenti o i lavoratori saltuari che, in cerca di un piccolo reddito, conciliano la vita e gli studi svolgendo lavori come barman, PR, guardarobieri. Reintrodurre i voucher limitandone l’utilizzo, ed escludendo questo settore sarebbe a mio avviso un grave sbaglio, si creerebbe una situazione paradossale e discriminante negli effetti.

La restrizione sul lavoro a tempo determinato da un lato, e la negazione dell’uso dei voucher dall’altro comporterebbero l’irrigidimento di un settore che di per sé è fluido. Il timore di abusi è del tutto ingiusto e anzi, mi sento di poter affermare che il voucher rappresenta uno strumento di regolarizzazione per i lavoratori e un incentivo alla legalità per gli esercenti”.

Attualità #Commercio #Economia

BUONI PASTO E RITARDI PAGAMENTI: SERVE RATING DI AFFIDABILITA’

“Da sempre le tempistiche di rimborso adottate da alcune società emettitrici di buoni pasto sono un problema che allarma Fipe al punto di vedersi costretta ad attivare lo sportello SOS Buoni Pasto per fornire agli associati un servizio di tutela legale e raccogliere le segnalazioni degli esercenti sui problemi legati alla gestione dei buoni pasto. Le segnalazioni effettuate da numerose Amministrazioni sulla difficoltà a spendere i buoni pasto QUI!Ticket relativi alla Gara 7 – Lotti 1 e 3 hanno portato Consip a prendere ufficialmente posizione richiamando il fornitore al rispetto degli obblighi contrattuali, gli esercenti e le stesse stazioni appaltanti a monitorare e segnalare la persistenza degli inadempimenti. Al contempo prendiamo atto con soddisfazione dell’interrogazione parlamentare sulle medesime questioni presentata dal senatore Arrigoni al Ministero dell’Economia e delle Finanze.

L’interrogazione, tuttavia, è soltanto la punta dell’iceberg di una situazione che va avanti da troppo tempo e che sta causando diversi disservizi anche ai lavoratori che si ritrovano nell’impossibilità di usufruire dei propri buoni pasto. Auspichiamo che il Ministero dia una risposta in tempi rapidi per evitare una vera e propria paralisi del sistema. Quanto sta accadendo fa emergere l’importanza che le gare di appalto per l’affidamento del servizio sostitutivo di mensa tengano conto, in fase di aggiudicazione, dell’affidabilità delle società emettitrici”. Questa la posizione di Fipe, espressa dal vicepresidente vicario Aldo Mario Cursano, sull’interrogazione parlamentare presentata dal senatore Arrigoni e indirizzata al Ministero dell’Economia e delle Finanze sui disservizi causati ai consumatori dalla mancata spendibilità dei buoni pasto emessi dalla società emettitrice QUI!Ticket e attualmente in uso ai dipendenti pubblici.

Attualità #Commercio #Cucina #Economia #Società

I CONSIGLI FIPE PER UNA PASQUA ANTISPRECO E GREEN

Per una Pasqua amica dell’ambiente e rispettosa del valore del cibo Fipe ricorda a tutti i clienti dei ristoranti che in caso di cibo e bevande non consumate interamente è giusto portarle a casa chiedendo al ristoratore la doggy bag.

E per chi a Pasqua resterà a casa, la Fipe dà alcune semplici indicazioni da seguire per feste sostenibili e senza sprechi:

  • Acquistare prodotti di stagione: sono più buoni e questa è una valida ragione anche per ridurre il rischio che finiscano nella spazzatura.
  • Scegliere le ricette della tradizione: consentono un uso più versatile del prodotto.
  • Scrivere il menu, non memorizzarlo: è un modo efficace per avere una visione d’insieme della quantità di cibo necessario.
  • Pesare il prodotto: un valido metodo per assicurarsi equilibrio tra prodotto utilizzato e fabbisogno dei commensali.
  • Congelare rapidamente il prodotto avanzato: con piccoli elettrodomestici per uso domestico è possibile allungare la conservazione del cibo avanzato fino a 10 giorni.
  • Riutilizzare le eccedenze: la colomba, ad esempio, può essere utilizzata come pan di spagna per la zuppa inglese o per il tiramisù. Anche le uova di cioccolato possono diventare gustosi ingredienti in tante ricette.

Attualità #Economia

IL LAVORO FEMMINILE CREA VALORE E QUALITA’

Le buone abitudini degli italiani? Sono in rosa.

la Federazione Italiana Pubblici Esercizi vuole ricordare e festeggiare tutte le donne che ogni giorno lavorano nei bar, nei ristoranti e nei locali italiani.  Il numero degli occupati nei bar e ristoranti del nostro Paese si conferma in crescita, un incremento che vede protagonista anche la componente femminile: secondo i dati dell’Ufficio Studi Fipe le donne costituiscono ad oggi il 52,3% degli occupati nel settore contro il 47,7% degli uomini.

Uno scenario in cui operano 394.435 lavoratrici dipendenti, di cui 124.363 nei bar (il 31,5%), 183.632 nei ristoranti (il 46,6%) e 86.440 in altre tipologie di pubblico esercizio. Il 30% delle lavoratrici ha un’età compresa tra i 20 e i 30 anni, seguite dalla fascia d’età 30-40 anni (il 23,4%), mentre il 20,7% ha un’età inferiore ai 20 anni.  “Il lavoro resta la componente fondamentale per la produzione dei servizi di ristorazione, e gli ultimi dati ci consegnano un settore con un milione di addetti, in crescita rispetto all’anno precedente. Il comparto dei pubblici esercizi – dichiara Antonella Zambelli, presidente del Comitato ‘Fipe in rosa’ – conferma la propria capacità di creare lavoro anche nel contesto di congiunture difficili come quelle che abbiamo vissuto in questi anni. In aumento risulta soprattutto il lavoro dipendente nel cui ambito le donne rivestono sicuramente un ruolo di primo piano. Il nostro settore conferma pertanto le sue caratteristiche di inclusione, considerando il fatto che ben il 77,3% delle occupate ha un contratto a tempo indeterminato e il 72% lavora part time contro un 28% di addette full time”.

“Sono tante le ragioni che rendono attrattive le nostre imprese da questo punto di vista – prosegue Antonella Zambelli -. Sicuramente va ricordata la possibilità di conciliare i tempi familiari con quelli del lavoro, grazie al frequente ricorso da parte delle imprese di formule di contratto part time, facendo in modo che l’attività professionale non impegni per l’intera giornata. A fronte della flessibilità che le imprese della ristorazione possono garantire non va dimenticato l’importante valore aggiunto portato dalle donne all’interno del nostro mondo: attenzione, qualità, cura del dettaglio, migliore gestione del servizio e della relazione con il cliente. È infatti noto che, nella maggioranza dei casi, nei contesti in cui il ruolo delle donne è importante, tutto funziona meglio: un concetto che credo si possa estendere non solo alla ristorazione, ma anche a molte altre attività”.

Attualità #Commercio #Economia #Territorio

FIPE LANCIA IL SERVIZIO SOS RECENSIONI

Il servizio di assistenza, realizzato ad hoc da TripAdvisor per aiutare il mondo Fipe a risolvere le problematiche derivanti dall’utilizzo della piattaforma online e gestire le recensioni sospette, permetterà alle Associazioni territoriali di supportare i singoli ristoratori.

Un nuovo aiuto per gli associati alla Federazione per risolvere le problematiche derivanti dall’utilizzo della piattaforma TripAdvisor, per gestire le recensioni sospette o i tentativi di vendita di recensioni che arrivano dalle società di ottimizzazione: si tratta del servizio di supporto ‘SOS Recensioni’ rivolto a tutte le Associazioni del mondo Fipe realizzato ad hoc da TripAdvisor.

Il servizio, che consisterà in un indirizzo di posta elettronica dedicato in via esclusiva al sistema della Federazione, permetterà alle Associazioni territoriali di aiutare il proprio associato nella gestione delle situazioni che necessitano di un supporto ulteriore rispetto a quello che il singolo ristoratore può richiedere al servizio clienti di TripAdvisor.

L’obiettivo è aiutare le imprese associate a risolvere tutte le problematiche che possono riscontrare nell’utilizzo della piattaforma e gestire le recensioni sospette. Il servizio nasce anche grazie alle richieste raccolte nel corso del roadshow dell’ultimo anno realizzato con TripAdvisor e TheFork per rendere maggiormente consapevoli i ristoratori delle potenzialità delle prenotazioni e recensioni online.

“Ringraziamo TripAdvisor per aver deciso di mettere a disposizione dei nostri associati questo ulteriore strumento di supporto perché dimostra quanto TripAdvisor creda nella partnership con la nostra Federazione, ha dichiarato Aldo Mario Cursano, Vice Presidente vicario di Fipe e Presidente di Fipe Toscana. “Sapere di avere a disposizione uno strumento ulteriore di dialogo diretto con lo staff di TripAdvisor è per le nostre Associazioni una garanzia per gestire nel miglior modo le problematiche che i ristoratori riscontrano online.

L’obiettivo finale è sempre offrire ai clienti un servizio migliore e quanto più trasparente possibile”, ha concluso Cursano. Il sistema sarà a uso esclusivo delle Associazioni di riferimento e non potrà essere utilizzato dal singolo ristoratore. L’Associazione di riferimento, chiamata in causa dal ristoratore che avrà segnalato la problematica, invierà allo sportello “SOS Recensioni” (utilizzando un indirizzo di posta elettronica dedicato) una comunicazione con la quale verrà descritto il problema nel dettaglio. Un incaricato TripAdvisor gestirà quindi il problema in modo prioritario e l’associato riceverà una risposta personalizzata.

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ASCOLTARE – INTERAGIRE – MULTICANALITA’ IL FUTURO DEL COMMERCIO NELLA RETE

Sembra così banale, ma nelle relazioni, si deve comunicare.

Questo aforisma di Krause introduce il mantra della comunicazione che Ascom Biella con Google Axelero e Fipe offre ai propri associati e a chi lavora nel mondo del commercio per migliorare non solo la propria attività ma anche per incrementare il proprio volume di affari. Nella splendida cornice di Palazzo Gromo Losa, venerdì pomeriggio per due ore i guru della comunicazione di Google e di Axelero permetteranno a coloro che aderiscono a questa iniziativa di imparare al meglio a usare gli strumenti della comunicazione di nuova generazione.

Comunicare significa conoscere gli strumenti e saperli usare in modo proficuo esordisce così Fabio Attadio di Axelero

L’obiettivo nostro è quello di dare alle aziende la consapevolezza di conoscere al meglio gli strumenti che il web offre, l’operatore del mondo del commercio deve capire come comunicare con la rete

Che cosa deve fare il commerciante?

In un mondo in cui cambia in continuazione il messaggio pubblicitario, occorre mettersi in ascolto e comprendere quelli che sono i desiderata della clientela e poi utilizzare linguaggi consoni, infine bisogna essere in grado di valorizzare al meglio tutti gli strumenti comunicativi facendoli interagire. La multicanalità è il futuro

Prossimi passi ?

In un mondo in cui l’immagine vale più di mille parole la capacità di sfruttare e realizzare video è una delle potenzialità del futuro

Suggerimenti ?

Scrivete ad Ascom e partecipate è il modo migliore per scrivere il vostro futuro

Attualità #Commercio #Economia

DISTRETTI DEL CIBO. TUTELARE DI PIU’ LE IMPRESE DELLA RISTORAZIONE

Distretti del cibo e street food agricoli, la protesta dei pubblici esercizi

“Non vogliamo pensare che al Ministero delle Politiche Agricole apprezzino solo la ristorazione degli agricoltori a scapito di chi fa questo lavoro da anni rispettando precise regole”. Fipe – Federazione Italiana Pubblici Esercizi con il suo Presidente Lino Enrico Stoppani si esprime duramente in merito all’istituzione dei “distretti del cibo” prevista dall’art. 47 della legge di stabilità, considerati “un ulteriore privilegio che il Governo concede agli agricoltori”. Questo provvedimento consentirà, infatti, alle aziende e cooperative agricole di vendere anche prodotti trasformati e pronti per il consumo, attraverso l’utilizzo di strutture mobili e in modalità itinerante. “Questo significa che per l’impresa agricola non esistono limiti: possono vendere e somministrare alimenti sia in sede fissa che mobile, anche lontano dall’azienda e senza alcun nesso fra luogo di produzione e luogo di vendita dei prodotti, né alcuna garanzia, per il consumatore, che si tratti di prodotti di propria produzione. Insomma gli agricoltori sono gli unici che possono di fatto avviare un negozio o un ristorante senza che i locali abbiano la destinazione d’uso per queste attività – prosegue Stoppani -. In particolare il comma 7, che è il grimaldello per scardinare ogni vincolo all’attività di vendita e somministrazione da parte degli agricoltori, toglierà ai comuni ogni possibilità di governance del territorio. Questa sarà la vera rendita. Ricordiamo, da ultimo, che la ristorazione, quella fatta da 300 mila imprese, acquista ogni anno 20 miliardi di euro di prodotti alimentari che assicurano la sopravvivenza anche a migliaia di aziende agricole”.

Un ulteriore segno di poca considerazione da parte delle istituzioni nei confronti della nostra categoria che ogni giorno lavora per rispondere ai criteri e principi di una normativa severa e finalizzata a garantire qualità e sicurezza. Per questo faremo sentire la nostra voce a livello istituzionale affinché venga rispettato un principio molto semplice ma che evidentemente al Ministero non tutti conoscono: nello stesso mercato devono valere le stesse regole”. “Non vogliamo pensare che al Ministero delle Politiche Agricole apprezzino solo la ristorazione degli agricoltori a scapito di chi fa questo lavoro da anni rispettando precise regole”. Fipe – Federazione Italiana Pubblici Esercizi con il suo Presidente Lino Enrico Stoppani si esprime duramente in merito all’istituzione dei “distretti del cibo” prevista dall’art. 47 della legge di stabilità, considerati “un ulteriore privilegio che il Governo concede agli agricoltori”. Questo provvedimento consentirà, infatti, alle aziende e cooperative agricole di vendere anche prodotti trasformati e pronti per il consumo, attraverso l’utilizzo di strutture mobili e in modalità itinerante.

“Questo significa che per l’impresa agricola non esistono limiti: possono vendere e somministrare alimenti sia in sede fissa che mobile, anche lontano dall’azienda e senza alcun nesso fra luogo di produzione e luogo di vendita dei prodotti, né alcuna garanzia, per il consumatore, che si tratti di prodotti di propria produzione. Insomma gli agricoltori sono gli unici che possono di fatto avviare un negozio o un ristorante senza che i locali abbiano la destinazione d’uso per queste attività – prosegue Stoppani -. In particolare il comma 7, che è il grimaldello per scardinare ogni vincolo all’attività di vendita e somministrazione da parte degli agricoltori, toglierà ai comuni ogni possibilità di governance del territorio. Questa sarà la vera rendita. Ricordiamo, da ultimo, che la ristorazione, quella fatta da 300 mila imprese, acquista ogni anno 20 miliardi di euro di prodotti alimentari che assicurano la sopravvivenza anche a migliaia di aziende agricole”.

Un ulteriore segno di poca considerazione da parte delle istituzioni nei confronti della nostra categoria che ogni giorno lavora per rispondere ai criteri e principi di una normativa severa e finalizzata a garantire qualità e sicurezza. Per questo faremo sentire la nostra voce a livello istituzionale affinché venga rispettato un principio molto semplice ma che evidentemente al Ministero non tutti conoscono: nello stesso mercato devono valere le stesse regole”.