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OMAGGIO AD OMAR RONDA: IL PROGETTO “MACIST”

Biella piange il grande artista, ideatore del Museo d’Arte Contemporanea Internazionale Senza Tendenze.

Da Biella alla conquista del mondo. Per lasciare un segno, il suo segno, che oggi rende la città laniera centro di interesse internazionale per l’arte contemporanea. Omar Ronda, nato a Portula nel 1947, ha dedicato la propria vita all’arte: dapprima come gallerista, entrando in contatto con importanti creativi di fama mondiale, poi come artista, realizzando opere, installazioni ed un vero e proprio movimento battezzato Cracking art, un gruppo di artisti innovativo che utilizza i derivati plastici del petrolio per la realizzazione delle proprie opere (soggetti del mondo animale e della natura spesso poi inseriti in contesti urbani, come ad esempio i pinguini con la sciarpa rossa esposti a Biella sul fiume Cervo). Ma desiderio di Omar Ronda era anche creare un museo per la propria città ed ecco che a marzo 2015 viene inaugurato MACIST, Museo d’Arte Contemporanea Internazionale Senza Tendenze. “La sezione permanente del museo è composta da circa 150 opere che collezionisti privati ed artisti di fama mondiale hanno donato al Fondo Edo ed Elvo Tempia affinché venissero esposte a beneficio della collettività”, spiega Mark Bertazzoli, curatore del museo.

Ammirare l’arte, sostenendo la lotta contro il cancro: questa la sfida etica del nuovo centro culturale, che opera completamente a sostegno della Fondazione biellese impegnata da oltre 34 anni nella lotta contro i tumori. “Il museo è accessibile in forma gratuita e si rivolge ad un pubblico di tutte le età”, spiega Bertazzoli, “Non poniamo dei limiti artistici, ma diamo spazio a tutte le tendenze dal 1960 fino ad oggi con l’obiettivo di avvicinare le persone all’arte, suscitare emozioni e dare spunti di riflessione sulla società moderna”.

MACIST ha trovato spazio all’interno di uno dei patrimoni archeologici del territorio biellese, la Fabbrica dell’oro che Giuseppe Gualino costruì nei primi anni del 900 in Costa di Riva. Antico e moderno, passato e futuro si incontrano così in un luogo che nell’ultimo anno ha accolto oltre 16mila visitatori, numeri che pongono il museo fra i punti di riferimento più importanti dell’arte contemporanea a livello regionale: “Un contributo significativo è stato dato anche da Philippe Daverio, che ha partecipato al progetto sin dall’inizio e ha curato l’allestimento” continua Bertazzoli.

Fama internazionale anche per quanto riguarda gli artisti ospitati nella sezione temporanea del museo, dove sono passate opere di Robert Rauschenberg, Andy Warhol e Michelangelo Pistoletto. Attualmente, e ancora fino a Natale, queste sale danno spazio alla mostra curata da Anna Alberghina e Bruno Albertino ‘Arte africana – dal tradizionale al contemporaneo’, un viaggio nella cultura dell’africa equatoriale attraverso opere figurative risalenti agli anni 2000 e sculture lignee del 1800.

Il prossimo vernissage sarà poi nel 2018, quando il 13 gennaio verrà inaugurata una mostra sulla Vespa. Lo scooter della Piaggio, orgoglio biellese e mito italiano nel mondo, sarà reinterpretato creativamente da 40 artisti contemporanei come Andy Fluon, Marco Lodola, Felipe Cardeña e Ugo Nespolo.

Le grandi firme dell’arte contemporanea passano anche da Biella. Grazie Omar.