Attualità #Economia

L’ISTAT TAGLIA LA CRESCITA ECONOMICA DELL’ITALIA

Nel 2019 il Pil è previsto crescere dello 0,3% in termini reali, in deciso rallentamento rispetto all’anno precedente. Lo rileva l’Istat nel report ‘Le prospettive per l’economia italiana nel 2019′. Nel 2019, spiega il dossier Istat, il Prodotto interno lordo e’ atteso decelerare rispetto al 2018 (+0,3%), supportato esclusivamente dalla domanda interna. I consumi delle famiglie, seppure in marginale rallentamento rispetto all’anno precedente, costituiranno la principale componente a sostegno della crescita mentre la spesa per gli investimenti segnera’ una decisa decelerazione. La moderazione del commercio mondiale determinerebbe una riduzione del volume di esportazioni e importazioni con un conseguente contributo nullo della domanda estera netta.

Nell’anno in corso, inoltre, il processo di ricostituzione dello stock di capitale rallenterebbe in misura significativa. La riduzione coinvolgerebbe sia gli investimenti in macchinari e attrezzature sia quelli in costruzioni. Nel complesso, gli investimenti fissi lordi sono previsti crescere dello 0,3%. L’attuale scenario di previsione e’ caratterizzato da alcuni rischi al ribasso rappresentati da una ulteriore moderazione del commercio internazionale e da un possibile peggioramento delle condizioni creditizie legato all’aumento dell’incertezza e all’evoluzione negativa degli scenari politici ed economici internazionali.

Attualità #biellacronaca #Economia

IL FUTURO E’ SMART GIOVEDI’ A PALAZZO GROMO LOSA IL SECONDO APPUNTAMENTO

sono stati più di 140 i partecipanti che a Palazzo Gromo Losa, hanno ascoltato con interesse l’incontro “Smart Work”, organizzato dal Gruppo Giovani Imprenditori dell’Unione Industriale Biellese nell’ambito dell’iniziativa “Sfidiamo il Futuro”. “Smart work vuol dire sradicare lo stereotipo per cui una persona per poter lavorare deve essere in un determinato luogo e in una determinata fascia oraria – ha spiegato Laura Fasolo, Senior Consultant P4I -, è un nuovo paradigma per cui si restituisce autonomia alle persone nella gestione della propria attività lavorativa, a fronte di una maggiore responsabilizzazione sui risultati. Il cambiamento di un’impresa in ottica smart è per tutti, ma non è uguale per tutti. I miglioramenti che si ottengono introducendo una filosofia smart dell’impresa possono essere applicati anche in aziende manifatturiere, tarati in base alle diverse esigenze dell’impresa, ad esempio permettendo di svolgere da remoto le attività di reportistica legate all’attività su macchinari oppure delegando la gestione dell’organizzazione dei turni direttamente alle squadre di lavoro”.

Anna Grosso, Responsabile Affari Generali, Staff e Risorse Umane Banca Sella, ha illustrato l’esperienza del gruppo Sella che ha introdotto da quasi un anno lo smart work, evidenziando i benefici che già stanno emergendo: “Abbiamo scelto di incentivare ulteriormente la delega, basata sulla fiducia, passando dal ‘controllo della presenza’ alla valorizzazione della performance. È una trasformazione culturale impegnativa che, però, sta già dando buoni risultati, non solo in termini di aumento della produttività, ma anche perché permette anche di avere persone sempre più responsabili, motivate e soddisfatte del proprio lavoro. Questo, inoltre, rappresenta un elemento di attrattività e retention di profili specializzati”.

Christian Catiello, Direttore Organizzazione Gruppo Alpitour ha commentato: “L’approccio smart al lavoro è per un’azienda come Alpitour qualcosa di non completamente nuovo, infatti per la tipologia di business che l’azienda sviluppa, da oltre 70 anni, ci sono alcune figure professionali dedicate a fare scouting nei posti più belli del mondo per creare un’offerta capace di soddisfare al meglio la clientela e sono quindi naturalmente slegate da canonici orari di ufficio. Questo DNA storico e un percorso iniziato tre anni fa e finalizzato ad allargare questo tipo di cultura, basato sulla delega e sulla responsabilità, ha condotto Alpitour dal 1 maggio 2019 ad allargare a tutta l’organizzazione lo smart working, dopo un primo test pilota nel 2018. In questa fase è stato fondamentale puntare sulla formazione e su un modello di comunicazione interna più forte, trasparente e coinvolgente per rafforzare il senso di l’appartenenza all’organizzazione e migliorare il clima aziendale”.

Silvano Sartore, Responsabile IT Finder S.p.A., ha aggiunto: “Siamo un’azienda manifatturiera da 70 anni e abbiamo scelto di valorizzare le competenze delle persone in modo “smart”, da chi lavora nell’officina meccanica a chi fa ricerca nei laboratori di IoT. Un approccio che suggerisco di utilizzare è il “design thinking”, un metodo per cui persone con competenze diverse lavorano in team per sviluppare nuove idee per risolvere problemi concreti. L’obiettivo è quello di realizzare prototipi nel più breve tempo possibile per mettere alla prova le idee. E’ un metodo che valorizza le persone, che spesso porta a generare idee veramente buone e a scartare le idee fallimentari prima di investirci tempo prezioso ed energie”.

Il prossimo incontro di “Sfidiamo il Futuro” sarà incentrato sulla Smart Industry e si svolgerà giovedì 23 maggio alle ore 18.30 a Palazzo Gromo Losa. Interverranno: Edoardo Calia, ViceDirettore Fondazione LINKS Marco Mazza, Business developer at Genuino Massimo Ippolito, Head of Digital Innovation & Infrastructures at Comau Franco Oliaro, Amministratore Delegato Roj

“Sfidiamo il Futuro” continua con Smart City (4 giugno) e Smart Human (20 giugno).

Attualità #Economia

CONFCOMMERCIO: SITUAZIONE STAGNANTE

“I dati odierni confermano l’idea che lo scampato rischio di recessione nella prima parte del 2019 non implica automaticamente il consolidamento della ripresa. Potrebbe preludere, invece, stando ai diversi, spesso contraddittori indicatori congiunturali, all’entrata in una nuova fase critica. Per adesso, lo scenario più probabile resta quello della prolungata stagnazione, caratterizzato, appunto, da una crescita talmente esigua da confondersi con gli errori di misurazione inevitabilmente presenti”. E’ il commento di Confcommercio ai dati Istat. “In particolare,  – continua la nota – la produzione flettente a marzo segnala nei beni di consumo un ambito di fragilità che non può non correlarsi alla debole domanda delle famiglie. I dati sulle vendite, infatti, escludono qualsiasi nuova vivacità negli atteggiamenti di spesa, pure tenendo conto del fatto che la diversa collocazione della Pasqua nel 2018 e nel 2019 suggerisce di non considerare la brutta variazione tendenziale”. “Le vendite al dettaglio – conclude Confcommercio -appaiono in rallentamento anche nei principali Paesi europei, circostanza che, lungi dal confortare, acuisce il senso di fragilità delle prospettive di breve termine, perchè parte della domanda dei consumatori esteri costituisce esportazioni per il nostro Paese”.

Attualità #Economia

VENDITE AL DETTAGLIO IN CALO A MARZO

Le vendite al dettaglio hanno subito nel marzo scorso una diminuzione congiunturale dello 0,3% in valore e dello 0,2% in volume. In calo sia le vendite dei beni alimentari (-0,5% in valore e -0,3% in volume) sia, con intensità minore, quelle dei prodotti non alimentari (-0,2% in valore e -0,1% in volume). Lo ha reso noto l’Istat. Su base annua, le vendite al dettaglio diminuiscono del 3,3% in valore e del 3,7% in volume. La flessione complessiva è dovuta soprattutto all’andamento dei beni alimentari (-6,4% in valore e -7,3% in volume), mentre si registra una flessione più contenuta per le vendite dei beni non alimentari (-0,5% in valore e -0,2% in volume). Nel complesso del primo trimestre le vendite al dettaglio registrano un aumento dello 0,2%, in valore e in volume, rispetto ai tre mesi precedenti. Le vendite di beni alimentari crescono dello 0,2% in valore mentre restano stazionarie in volume, quelle di beni non alimentari aumentano dello 0,2% sia in valore sia in volume. Per quanto riguarda le vendite di beni non alimentari, l’aumento tendenziale maggiore riguarda il gruppo di prodotti Calzature e articoli in cuoio e da viaggio (+5,0%). Le flessioni più marcate si registrano per Cartoleria, libri, giornali e riviste (-4,6%) ed Elettrodomestici, radio, tv e registratori (-4,2%). Rispetto a marzo 2018, il valore delle vendite al dettaglio registra una diminuzione sia per la grande distribuzione (-5%) sia per le imprese operanti su piccole superfici (-2,2%). In crescita il commercio elettronico (+11,1%).

Attualità #Commercio #Economia

I DATI DELLE DONNE IMPEGNATE NEL COMMERCIO

I divari del nostro Paese rispetto alla media europea in termini di quota di persone a rischio povertà o esclusione sociale sono ancora elevati: siamo al 5° posto in Europa nel 2017 (28,9%, la media europea è 22,4%). Le donne presentano ancora oggi maggiori difficoltà rispetto agli uomini, con quote superiori sia in Italia (29,8% vs 27,8%) sia in Europa (23,3% vs 21,6%). In questo contesto assume ancor più valore lo spazio che le donne ricoprono nel nostro Paese all’interno delle imprese. Secondo i dati Unioncamere, in Italia, a fine 2018, il 21,9% delle imprese sono femminili (ovvero condotte o a prevalenza di conduzione da parte di donne): 1,3 milioni in termini assoluti, in aumento del 2,7% rispetto al 2014. Nelle attività commerciali e turistiche si arriva al 24,9% (alloggio e ristorazione 29,4%), quasi 500.000 unità, cifra costante rispetto al 2014, con una crescita però della dimensione media da 2,1 a 2,2 addetti per impresa. Questo “motore rosa” genera occupazione: oltre 3 milioni di addetti trovano lavoro all’interno delle 1,3 milioni di imprese femminili, corrispondenti al 14,2% del totale degli addetti del settore privato. Nel commercio e nel turismo gli occupati in imprese femminili sono oltre 1 milione, pari al 18,4% del totale addetti del settore (si arriva al 22,6% nel settore dell’alloggio e della ristorazione). Ciò detto, esistono ancora spazi da colmare per l’imprenditorialità femminile: se in Italia registriamo 105 femmine per 100 maschi in termini di abitanti, abbiamo 72 occupate per 100 occupati, 45 donne titolari o socie per 100 maschi e infine 28 imprese femminili per 100 maschili.

Tra le imprese femminili le imprese giovanili incidono di più rispetto alle maschili (12,4% contro 8,6% per il totale economia, 13,6% contro 10,2% per commercio e turismo). Ma le imprese femminili “vivono” anche meno anni rispetto a quelle maschili (precisamente 2,3 anni in meno, sia per il totale economia, 10 anni rispetto a 12,3, sia per commercio e turismo, 10,5 anni rispetto a 12,8). E’ esattamente il contrario di ciò che accade in demografia, dove le donne hanno una speranza di vita di ben 4,5 anni superiore a quella degli uomini. Una indagine diretta realizzata da Confcommercio-Gruppo Terziario Donna su un campione di 369 imprenditrici e imprenditori del commercio, del turismo e dei servizi ha consentito di approfondire motivazioni distintive alla base del fare impresa. Dall’indagine emerge come la spinta a intraprendere per le donne sia dettata più da opportunità che da necessità, ovvero dalla voglia di valorizzare le proprie competenze e le proprie idee innovative puntando al successo personale ed economico (47% per le donne vs 38% uomini) piuttosto che dalla necessità di trovare lavoro o insoddisfazione per un precedente lavoro (indifferente dal punto di vista del genere). E tutto ciò evidenziando segnatamente anche il ruolo del passaggio generazionale (27% per le donne vs 23% uomini). Le donne dichiarano di aver incontrato meno difficoltà nel fare impresa nel commercio, nel turismo e nei servizi rispetto agli uomini (58% vs 70%), evidenziando problemi analoghi a quelli citati dalla componente maschile (fisco e burocrazia in primis), ma aggiungendo in modo particolare anche i fattori legati al mercato (complessità, concorrenza sleale, ecc.) e la conciliazione lavoro-famiglia

Attualità #Economia

AD APRILE CI SARA’ CRESCITA ??

Ad aprile il Pil resterà invariato rispetto al mese precedente e calerà dello 0,2% rispetto allo stesso mese del 2018. E’ la previsione dell’Ufficio Studi contenuta nell’ultimo numero di “Congiuntura Confcommercio”. Per quanto riguarda invece i consumi, a marzo l’indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC) è diminuito dello 0,7% in termini congiunturali (-0,3% i servizi e -0,9% i beni), mentre nel confronto con lo stesso mese del 2018 è aumentato dello 0,2% (+1,5% i servizi e -0,4% i beni). L’unica variazione positiva del dato congiunturale ha riguardato i beni e i servizi ricreativi (+0,2%). Per contro, la diminuzione più sensibile ha interessato i beni e i servizi per la mobilità (-3,2% sul mese precedente). Tra le altre voci, rallentamenti di una certa entità hanno riguardato gli alberghi, i pasti e le consumazioni fuori casa (-0,8%), gli alimentari le bevande ed i tabacchi (-0,4%) e i beni e i servizi per la cura della persona (-0,4%). Nel confronto con lo stesso mese del 2018 l’aumento più significativo si è registrato invece per i beni e i servizi per le comunicazioni (+5,3%). Andamenti positivi di una certa entità si sono registrati anche per i beni e i servizi per la mobilità (+1,5%), per gli alberghi i pasti e le consumazioni fuori casa (+1,1%) e per i beni e i servizi ricreativi (+0,9). Per quanto riguarda infine i prezzi, questi dovrebbero aumentare dello 0,9% su base annua, in modesto calo rispetto a marzo.

Attualità #Economia

NUOVI VOUCHER DELLA CAMERA DI COMMERCIO DI BIELLA E VERCELLI PER L’ATTIVAZIONE DI PERCORSI PER LE COMPETENZE TRASVERSALI E L’ORIENTAMENTO – ALTERNANZA SCUOLA LAVORO

Anche quest’anno la Camera di commercio di Biella e Vercelli mette a disposizione un fondo di 60.000,00 Euro a favore delle imprese delle province di Biella e Vercelli impegnate nella realizzazione di percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento (ex Alternanza Scuola Lavoro) nell’anno scolastico 2018/2019. Come nelle passate edizioni il bando camerale nasce con l’obiettivo di supportare l’inserimento di giovani studenti in percorsi di alternanza scuola lavoro e di promuovere l’iscrizione delle imprese nel Registro nazionale per l’alternanza scuola lavoro.

Il bando è rivolto alle micro, piccole e medie imprese che potranno richiedere un contributo di 400,00 Euro per ogni percorso attivato, con una maggiorazione di ulteriori 200,00 euro per ogni studente diversamente abile certificato ai sensi della legge 104/92, con un tetto massimo di 1.600,00 Euro per impresa richiedente (oltre all’eventuale premialità per il possesso del “rating di legalità”), a fronte di percorsi realizzati a partire dall’avvio dell’Anno Scolastico 2018/2019 (10/09/2018) e conclusi entro il 31/10/2019, intrapresi da studenti della scuola secondaria di secondo grado o dei centri di formazione professionale (CFP). Le imprese devono essere iscritte al Registro dell’alternanza.

Le richieste di contributo devono essere trasmesse esclusivamente via PEC all’indirizzo promozione@bv.legalmail.camcom.it e possono essere presentate dal 15/04/2019 al 15/11/2019 (fino alle ore 21:00), salvo chiusura anticipata del bando per esaurimento dei fondi disponibili. Il bando e la modulistica di riferimento per l’invio della pratica sono disponibili sul sito camerale www.bv.camcom.gov.it nella sezione “Giovani e lavoro – Alternanza Scuola lavoro – Bando per l’attivazione di percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento anno 2019”.

Per ulteriori informazioni e assistenza sul bando e sulle modalità di iscrizione al Registro nazionale Alternanza Scuola Lavoro è possibile contattare l’Ufficio promozione ai numeri 015/3599350 – 0161/598303-242 oppure scrivere all’indirizzo e-mail promozione@bv.camcom.it.

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SEMPLIFICAZIONE FISCALE: OK ALLA NORMA SALVA AFFITTI ARRIVA UN BONUS PER I NEGOZI

Un restyling del fisco, che passa anche per una norma “salva-affitti” che vieta di tassare le rette mai riscosse per morosità, e per aiuti a chi decide di riaprire negozi di artigianato nei piccoli Comuni. Queste alcune delle novità contenute nel testo per le semplificazioni votato in commissione Finanze alla Camera. Un provvedimento che mira quindi a ridurre gli oneri a carico del contribuente, che per esempio non sarà più tenuto a conservare scontrini e quant’altro da esibire in caso di controlli. Invece viene sancito l’obbligo per l’Agenzia delle Entrate ad ascoltare le ragioni del cittadino o dell’impresa prima di procedere con l’accertamento, anche se non in tutti i casi. La proposta di legge Ruocco-Gusmeroli è ora attesa in Aula, dove dovrebbe approdare la prossima settimana. Tra gli emendamenti passati in commissione ci sono anche gli sconti a chi acquista prodotti che derivano dal riciclo di rifiuti. Bonus che valgono per le imprese, come credito d’imposta, e per i cittadini, con minor prezzo alla vendita (la misura è finanziata per 20 milioni di euro e vale per il 2020). A favore dell’economia circolare c’è poi un articolo che punta favorire il riuso degli imballaggi. Si viene poi incontro ai proprietari di casa impedendo che gli affitti mai goduti rientrino nell’imponibile. Non bisognerà aspettare la convalida di sfratta ma basterà l’intimazione. Il tutto a partire dal prossimo anno. Una norma “di civiltà” per il Movimento Cinque Stelle. Quanto all’invito al contradditorio, diventa un dovere per l’amministrazione, anche se restano esclusi i ravvedimenti parziali (il cui raggio d’azione dovrebbe però essere circoscritto tramite delle apposite linee guida). Fanno eccezioni anche i casi in cui aprire all’ascolto comporterebbe il rischio di perdere l’incasso, come può accadere davanti a una frode. Per ravvivare il commercio nei piccoli Comuni, depressi dalla concorrenza del web e dei grandi centri commerciali, arriva uno sconto, un sostanziale azzeramento delle tasse municipali per quattro anni a chi rialza le saracinesche di botteghe chiuse di recente. Tra le novità dell’ultima seduta anche il ritorno a un’imposizione agevolata per le istituzioni assistenziali e le norme per il rimpatrio dei cervelli, che però viaggiano anche con il dl Crescita. Invece non c’è il riconoscimento ad avvocati e commercialisti delle competenze in materia di cessione e locazione di azienda. Prerogativa che per ora resta nelle mani dei notai. Ma in Aula si cercherà una mediazione, che potrebbe limitare l’efficacia ai soli affitti. Nel capitolo lotta all’evasione rientra la facoltà riconosciuta ai Comuni di verificare la regolarità fiscale prima di rilasciare licenze per attività commerciali e d’impresa. Soddisfazione viene espressa dalla relatrice Carla Ruocco, che sottolinea il “gioco di squadra” con la Lega. Partito verde che con Alberto Gusmeroli tiene a rimarcare il valore della spinta data ai negozi di vicinato.

Commercio #Economia

TAGLIO DELLE TARIFFE INAIL UN RICONOSCIMENTO PER IL TERZIARIO

La riforma della tariffa dei premi, i finanziamenti per la prevenzione e le opportunità per le imprese del terziario”: questo il tema del seminario che si è tenuto a Roma presso la sede nazionale di Confcommercio, nel corso del quale si è parlato di alcune novità significative provenienti dal “mondo Inail”, in particolare la riforma delle tariffe dei premi, gli avvisi pubblici regionali relativi al bando per il sostegno al miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza  sul lavoro e gli incentivi previsti per i datori di lavoro per i progetti di reinserimento lavorativo dei disabili da lavoro. Nel saluto di apertura il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, ha sottolineato che per la Confederazione  l’appuntamento ha sancito “un risultato importante di politica sindacale: per anni abbiamo chiesto una riduzione delle tariffe Inail e un aggiornamento del sistema di calcolo, visto che la gestione del terziario era in utile, e li abbiamo ottenuti”. A seguire, la vicepresidente Donatella Prampolini Manzini è entrata più nel vivo della questione, evidenziando che “per la mia azienda il risparmio che deriva dal taglio dei premi ammonta  a 12mila euro, che cercheremo di reinvestire per rendere ancora più virtuosa la gestione del nostro settore, che nell’ultimo anno ha generato un avanzo di 1 miliardo.

Avevamo chiesto di non ricorrere più ai tagli lineari e di premiare invece chi si comporta in modo virtuoso e oggi possiamo finalmente dire che qualcosa è stato fatto, qualcosa è cambiato”. Il taglio medio del 46% delle tariffe Inail, ben superiore a quello ottenuto da altri settori, “è una testimonianza – ha concluso la Prampolini – dei passi da gigante fatti dai nostri settori negli ultimi anni e anche del fatto che queste erano sovrastimate”. “Le imprese  – ha detto quindi Giuseppe Lucibello, direttore generale dell’Inail – aspettavano dal 2000 una nuova disciplina, un lasso di tempo durante il quale il mondo del lavoro è nel frattempo cambiato come se fossero passati dei secoli, tanto che non escludo che anche le tariffe odierne siano già obsolete sotto alcuni aspetti. In ogni caso, si tratta dell’intervento più significativo, insieme alla mini Ires, adottato a favore del mondo delle imprese. Non è un regalo, uno sconto non vuol dire meno sicurezza, ma un incentivo”. Quanto alla situazione finanziaria dell’Istituto, Lucibello ha detto infine che “per l’esercizio in corso e probabilmente per il prossimo non esiste nessun rischio nonostante il rallentamento dell’economia

Attualità #Economia

POTERE D’ACQUISTO E REDDITO DELLE FAMIGLIE IN CALO

Nel 2018 il deficit italiano si è attestato al 2,1% del Pil contro il 2,4% del 2017. Lo conferma l’Istat in base alla nuova versione del conto annuale delle amministrazioni pubbliche. Anche il debito è confermato al 132,1% del Pil in aumento rispetto al 131,1% del 2017. Le ultime stime non sono comunque definitive, spiega l’istituto, che fornirà nuovi dati il prossimo 9 aprile. Nel quarto trimestre 2018 l’indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche in rapporto al Pil è stato pari al 2,0% (1,9% nello stesso trimestre del 2017).

Il saldo primario delle amministrazioni pubbliche (indebitamento al netto degli interessi passivi) è risultato positivo, con un’incidenza sul Pil dell’1,7% (1,9% nel quarto trimestre del 2017). La pressione fiscale è stata pari al 48,8%, in aumento di 0,2 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Rispetto al trimestre precedente il reddito disponibile delle famiglie consumatrici è diminuito dello 0,2% in termini nominali e dello 0,5% in termini reali. Nel quarto trimestre 2018, la spesa per consumi finali delle famiglie è aumentata dello 0,5% in termini nominali; ne è derivata una flessione di 0,6 punti percentuali della propensione al risparmio delle famiglie, scesa al 7,6% (8,2% nel terzo trimestre). La quota di profitto delle società non finanziarie, stimata al 41,4%, è aumentata di 0,3 punti percentuali rispetto al trimestre precedente. Il tasso di investimento delle società non finanziarie, pari al 21,9%, è aumentato di 0,1 punti percentuali rispetto al trimestre precedente.

Potere d’acquisto in calo, giù il reddito delle famiglie
Diminuisce nel quarto trimestre 2018 il potere d’acquisto delle famiglie. Secondo l’Istat il calo è stato dello 0,5% rispetto al terzo trimestre. Nello stesso periodo il reddito disponibile lordo delle famiglie consumatrici è diminuito dello 0,2%. Nonostante questo, i consumi hanno mantenuto una dinamica espansiva, a danno della propensione al risparmio che negli ultimi mesi dell’anno è stata pari al 7,6% (0,6 punti in meno rispetto ai tre mesi precedenti).