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LAMAGNA PREMIATA IN MUNICIPIO : ORA SI ALLENI E VADA ALLE OLIMPIADI !

‘Vi ringrazio tutti. Spero di portare il nome di Biella ancora più lontano’: Giulia Lamagna ha risposto così agli applausi dei consiglieri comunali, che l’hanno accolta durante la seduta di mercoledì 13 marzo per la cerimonia di iscrizione all’albo d’onore della città. La portacolori del Biella BoxingClub e della Nazionale di pugilato aveva con sé le medaglie conquistate nell’ultimo scorcio di carriera, il titolo italiano nella categoria fino a 54 chili, vinto a dicembre a Pescara, e il bronzo dei campionati europei Under 22 della primavera 2018.

Giulia esordisce giovanissima sul ring e dimostra subito talento cristallino, seguita fin dagli esordi dal tecnico Roberto Scaglione, anch’egli presente alla premiazione.

La figura di Scaglione è per Lamagna più che un allenatore, diventa un riferimento importante anche per la prematura scomparsa del padre di Giulia in un incidente quando lei è ancora piccola: insomma un secondo padre.

Questo rapporto così speciale porta subito risultati e proprio Scaglione alza ora, con consapevolezza di tecnico dell’atleta e di riferimento della ragazza, l’asticella là dove Lamagna può arrivare : ‘Può andare a Tokyo 2020’ dichiara oggi.

A patto che le altalene di peso di Giulia vengano meno : è questo l’unico limite della boxeur biellese. Se saprà mantenere il peso e riprendere con giusto piglio allenamenti a Ponderano, dove ha sede la BoxingClub e i ritiri della Nazionale nessun traguardo è precluso alla completa tecnica e alla presenza sul ring di Giulia.

Sarebbe un peccato gettare alle ortiche questa enorme possibilità che la vita ha dato a Lamagna, per cui ci auguriamo che la cerimonia di oggi in consiglio comunale sia il giusto sprone.

Scaglione lo sa. Speriamo lo capisca anche Lamagna

redazione biellacronaca Pavignano

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ALLA SCOPERTA DEL NUOVO CUORE FIORITO DI VIA ITALIA

Estate, tempo di cerimonie e festeggiamenti. Ogni occasione merita il suo fiore e lo staff de Il Corniolo è pronto a consigliarvi al meglio.

In via Italia 60, uno spazio intimo e finemente decorato accoglie amici e passanti. Il Corniolo è un negozio di fiori di altri tempi, piccolo e raccolto, situato in un interno cortile che ricorda i caratteristici borghi francesi. Un’attività che ha più di 40 anni di storia alle spalle, “Una storia di profonda amicizia” come racconta Claudio, l’anima dell’attività, “L’azienda nasce nel 1967 in via San Filippo, per poi trasferirsi nell’attuale sede nel 1974. Il fondatore, Ermanno Corniolo, l’ha poi ceduta nel 2015 e, all’inizio di quest’anno, abbiamo riaperto con una nuova gestione ed un nuovo slancio imprenditoriale”.

Maria Grazia di Bartolomeo, nuova titolare nonché cara amica di Claudio ed Ermanno, trasforma così la propria passione per i fiori in lavoro, portando con sé un ricco bagaglio di competenze acquisite in anni di carriera nel mondo del commercio: “Dopo la morte di Ermanno ad inizio 2018, non volevamo lasciare decadere l’attività e perdere così la sua storia ed il lavoro fatto sino ad oggi. Così abbiamo deciso di intraprendere questa nuova avventura, portando una ventata di freschezza e originalità al locale”.

Oltre alla vendita diretta, Il Corniolo si occupa di allestimenti per cerimonie e funzioni ed effettua consegne a domicilio in tutto il biellese. L’attenzione ai dettagli, l’estetica e l’atmosfera familiare donano a questo cortile di via Italia un fascino antico; qui passato e presente si intrecciano con l’intento di continuare a rendere omaggio al fondatore del negozio, a partire dal nome, che ricorda il suo cognome ma al tempo stesso richiama anche il noto arbusto dai frutti rosso-scarlatti.

Il Corniolo, dunque, non è solo un negozio di fiori, ma una bella prova di amicizia ed un positivo esempio imprenditoriale, in un’epoca in cui tutto, dal rispetto dei valori al successo lavorativo, sembra essere un’impresa impossibile.

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BIELLA RICORDA IL XXV APRILE. LA CERIMONIA UFFICIALE – FOTOGALLERY

È cominciata con il sindaco Marco Cavicchioli che, durante il suo intero intervento, ha rivolto lo sguardo alla sua destra, dove c’erano bambini e ragazzi delle scuole biellesi, dalle elementari alle superiori. È finita con gli allievi di quarta elementare della De Amicis che hanno circondato il partigiano Efrem Galliera, che ha superato i 90 anni di età, per consegnargli i biglietti con i pensieri che avevano scritto nei giorni scorsi, in preparazione alla giornata. È stata una celebrazione dal sapore particolare quella di martedì 24 aprile, giorno in cui Biella celebra l’anniversario della “sua” Liberazione dall’occupazione nazifascista, avvenuta un giorno prima rispetto al resto del Nord Italia e senza attendere l’arrivo dell’esercito alleato. A renderla speciale sono stati proprio gli studenti, invitati da Comune e Anpi e che hanno preso parte alla manifestazione nella piazza tra il municipio e il Battistero. Allievi dell’elementare De Amicis, dell’istituto comprensivo Biella III, della media di Ronco, dell’Itis Quintino Sella hanno fatto corona intorno al palco e alle autorità, dove per la prima volta hanno presenziato in veste ufficiale le deputate Lucia Azzolina e Cristina Patelli, uniche presenti dei cinque biellesi neo-eletti in Parlamento.

E a loro hanno finito per rivolgersi, per la maggior parte del tempo, gli oratori. «La memoria e i valori vanno tramandati di generazione in generazione» ha detto il sindaco Marco Cavicchioli. «Fra poco toccherà a voi proteggere gli ideali di libertà, democrazia, antirazzismo per i quali i nostri partigiani hanno combattuto. La nostra città ha avuto la forza morale prima ancora che militare di resistere all’oppressione ed è grazie alla loro conquista che oggi esiste la libertà di pensiero, anche di non essere d’accordo». Gianni Chiorino, presidente provinciale dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, ha ricordato quelle ore del 24 aprile 1945 in cui i fascisti e i tedeschi si ammassarono in piazza Adua pronti a lasciare la città «preferendo la fuga alla resa. E quando il loro convoglio iniziò la loro ritirata verso la pianura, le finestre delle case si aprirono, per festeggiare con la sobrietà tipica biellese la libertà ritrovata». Poi ha fatto avvicinare al palco Efrem Galliera, ricordando che prima che per la libertà i partigiani hanno combattuto per la dignità. E l’applauso dalla porzione di piazza occupata dai ragazzi è stato immediato e spontaneo.

Le celebrazioni per l’anniversario della Liberazione hanno in programma anche la tradizionale fiaccolata del 24 aprile, con partenza da Villa Schneider, che fu comando della polizia politica nazista e che ora è sede dell’Anpi, alle 20,15. Nel giorno del 25 aprile la commemorazione si svolgerà in Valle Oropa, con appuntamento alle 10,30 alla Cooperativa di Cossila San Grato, a cui seguiranno alle 11 una messa in suffragio e alle 11,45 le orazioni ufficiali di fronte al monumento ai caduti.

 

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LA CERIMONIA IN PIAZZA SAN CASSIANO IN RIVA

Ieri mattina cerimonia in Piazza San Cassiano in Riva

Sono passati 74 anni dal 22 dicembre 1943 quando le truppe di occupazione naziste fucilarono in Riva sette persone, per rappresaglia dopo un attentato che era costato la vita a due soldati tedeschi. Dei sette solo due erano partigiani, gli altri cinque vennero letteralmente presi a caso nella zona di via Pietro Micca, dove una raffica di mitra costò la vita ad Angelo Cena, oste della trattoria Porto di Savona. Vennero catturati il commesso di una farmacia, uscito dal negozio richiamato dagli spari, un contadino, un operaio, un lattoniere, un marinaio in licenza che era uscito a comprare il latte per la sua bambina. Morirono Carlo Giardino, 51 anni, Norberto Minarolo, 49 anni, Aurelio Mosca, 23 anni, Pierino Mosca, 51 anni, Francesco Sassone, 55 anni, Basilio Bianco, 19 anni. Alfredo Baraldo, 18 anni, partigiano di Vercelli, sopravvisse per miracolo con una pallottola nel fianco perché venne creduto morto dal plotone d’esecuzione.