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GREEN LINE PER PALLACANESTRO BIELLA, IL CAPITANO E’ CARL WHEATLE

A poche ore dal match di Belmonte contro la Gessi Valsesia è giunta la notizia.

E non possiamo che essere molto soddisfatti. Una bellissima notizia che colora ancor di più il già azzurro cielo biellese e di Belmonte. A poche ore dal match ufficiale di apertura della stagione, Pallacanestro Biella elegge il suo capitano. E’ l’inglese 20enne di Londra Carl Wheatle. Il più giovane rossoblù ad indossare la fascia. “Uno di noi” intonerebbe la Curva Barlera. Esatto, perché Re Carl, come l’abbiamo amichevolmente soprannominato in queste stagioni, è cresciuto nella canterà rossoblù, ha conquistato il campo fino a diventare, ora, capitano. Questo il comunicato del club che sicuramente accende ancor più gli animi dei tifosi.

“Pallacanestro Biella è lieta di comunicare che Carl Wheatle è il nuovo capitano rossoblù. La decisione è stata ufficializzata da coach Michele Carrea alla squadra in ritiro, questa mattina, al termine della seduta di allenamento”.

Carl Wheatle, 20 anni compiuti lo scorso 24 marzo, a Biella dall’estate del 2013, queste le sue prime parole: «È tanti anni che sono qua e per me è un vero onore oggi diventare il nuovo capitano. Nella mia avventura con questa maglia ho avuto tanti capitani e ho sempre imparato molto da ognuno di loro. Cercherò di portare i loro insegnamenti ma anche il mio stile a tutto il gruppo. Voglio essere il capitano di una squadra che combatte e si diverte».

In bocca al lupo Carl da tutta la redazione sportiva di Biella Cronaca.

Fulvio Feraboli

Biella #Sport

IL CAPITANO OGGI AVREBBE COMPIUTO 50 ANNI

Il ricordo e le emozioni nelle parole di Pippo Geradi, Tony Filoni, Silvio Brognara e Danilo Villa.

L’ex capitano della Biellese Lorenzo Mazzia, scomparso nel 2010 a soli 42 anni, rimane sempre nel cuore e nel ricordo dei tifosi, degli amici oltre a quello dei suoi famigliari. E’ una data particolare oggi 13 marzo perché il 1968 è stato l’anno in cui era nato. Oggi è il suo 50esimo compleanno e per questo lo vogliamo ricordare nelle parole e emozioni di chi ha stretto un legame particolare, di cuore, nel pensiero di alcuni dei suoi tanti amici. Lorenzo Mazzia è stato un giocatore simbolo, il Capitano, uno degli ultimi professionisti legati alla società, alla sua città di Biella. Nel calcio di oggi non accade più. Le sue 553 presenze in maglia bianconera sono un record difficilmente eguagliabile.

Pippo Gerardi, ex portiere e suo compagno di squadra: “Avevo 16 anni, lo spogliatoio della Biellese per i ragazzini era un tabù, ci si entrava in punta dei piedi. Allora era stata la mia prima volta ed in quella occasione ho conosciuto Lorenzo. Le mie scarpe da calcio erano quelle che erano, non bellissime. Dopo due o tre allenamenti lui me le ha prese e buttate nel cestino. Poi mi ha accompagnato a comprare gli scarpini idonei. Questo era il Capitano”.

Tony Filoni, compagno di scuola al Villaggio: “Siamo cresciuti insieme. Lo voglio ricordare mentre giocavamo da bambini con le figurine, un qualcosa che è rimasto sempre nel mio cuore anche quando andavo allo stadio ad incitarlo”.

Silvio Brognara, storico del calcio locale: “Lorenzo Mazzia è stato un esempio per tutti i giocatori che hanno indossato la gloriosa maglia della Biellese. E’ stato un simbolo prima che un calciatore, una persona sempre disponibile con chiunque. Personaggi così si trovano raramente”.

Danilo Villa, tifoso: “Mi ricordo ancora quando ha esordito in Prima Squadra a 16 anni come centrocampista centrale prima di essere spostato a libero, la fortuna della Biellese. Appena sbagliava un pallone parte del pubblico lo criticava aspramente, ma lui non si è mai scoraggiato ed è arrivato ad essere un giocatore che non aveva bisogno di essere nominato, bastava dire il Capitano”.

Buon Compleanno Lorenzo Mazzia, ovunque tu sia.
Fulvio Feraboli

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CALCIO: IL MACETE DEL GIUDICE SPORTIVO SI ABBATTE SUL GAGLIANICO, 16 GIORNATE DI SQUALIFICA

Mano pesantissima sulla squadra di mister Glauco Cobra Pertel. Il tecnico fa il punto della situazione dopo la gara con il Romagnano che ha visto i biancoblu concludere il match in 7.

Sei turni di squalifica per il capitano Remorini, quattro per Ranotto e tre a testa per Allieta e Schellino, questa è la decisione del giudice sportivo a fronte del rapporto arbitrale del monferrino, Taricco.  “Secondo me sono giuste, se io facessi il giudice avrei dato le stesse giornate, il problema resta la veridicità del rapporto arbitrale” commenta a caldo un lapidario e ironico Pertel. Il match di domenica scorsa contro il Romagnano é costato tre punti e ben quattro giocatori squalificati per il Gaglianico che ora si prepara al match contro il Santhia e almeno altri quattro turni in piena emergenza.
Mister Pertel fa il punto della situazione: “Prima di tutto voglio dire che sono quattro espulsioni corrette ma frutto di una condotta arbitrale non adeguata, ma in questa categoria non è una novità purtroppo. Chiaramente i miei giocatori non hanno saputo gestire delle situazioni che si sono venute a creare e di questo mi assumo le mie responsabilità. Non li giustifico, ma da ex giocatore li posso capire perchè sono stati provocati dalle parole dell’arbitro che li ha insultati. Abbiamo ricevuto quattro espulsioni in altrettanti minuti. Credo sia un record. All’80’ c’è stata una rissa tra Remorini e la punta del Romagnano, ma l’arbitro ha espulso solo il nostro giocatore, Ranotto ha chiesto spiegazioni ed è stato espulso anche lui, poi è toccato ad Aglietta e Schellino”.
Una condotta quella del Signor Taricco di Casale che però non si è limitata “solo” a questi episodi nei minuti finali: “Il rigore da cui è nato il vantaggio del Romagnano c’era, ma l’azione è nata da un fuorigioco di almeno tre metri riconosciuto anche dell’allenatore avversario. La cosa che mi fa più arrabbiare, ripeto, è l’atteggiamento del direttore di gara che ci ha insultato per tutta la partita. Remorini, che in qualità di capitano è l’unico che può parlare con l’arbitro, è stato insultato tutta la partita e ogni qualvolta abbia chiesto chiarimenti si è sentito dire: ‘Non mi rompa le scatole (per usare un eufemismo, ndr), non si lamenti perchè siete una squadra scarsa’. Detto questo non abbiamo giocato in maniera positiva e il Romagnano ha ampiamente meritato la vittoria”.
Ora arriva la gara contro il Santhia, una partita contro una rivale che ha bisogno di punti per la salvezza: “Non si tratta solo della prossima gara ma delle successive quattro o sei gare nelle quali dovremo riprogrammare tutto l’ambiente. A noi ormai il livello dell’avversario non deve interessare perchè queste dodici partite che rimangono da giocare saranno per noi dodici finali. L’ingiustizia va accettata e affrontata come tale. Ho parlato ai giocatori di sportività che nel calcio conta più della corsa, dicendo di accettare le giornate dove in campo si ricevono dei torti, come è successo domenica, e di riflettere sulla migliore gestione proprio in queste situazioni di frustrazione. Ora ci aspetta il Santhia e siamo in piena emergenza con otto giocatori fuori. Dovrò far rientrare alcuni ragazzi che sono in infermeria da tre settimane. Non posso fare altrimenti. Di certo anche altri giocatori dovranno adattarsi in nuovi ruoli”. Giocatori ingenui ma resta il fatto che quattro rossi in quattro minuti forse sono un’esagerazione. Per il futuro probabilmente una seria riflessione l’arbitro Taricco la dovrà fare.

Stefano Villa

Sport

SILVIA MORANDI: “SONO UN’APPRENDISTA CAPITANA”

L’intervista all’opposto nerofucsia nel post gara vittorioso contro Caselle.

E’ stata la top scorer dell’incontro con 19 punti, ha trascinato la squadra, si considera un’apprendista capitana, non ama parlare molto, lei è Silvia Morandi opposto della Prochimica Novarese Virtus Biella. Le abbiamo rivolto qualche domanda nel post partita vinto dalle nerofucsia 3-0 contro Caselle per capire cosa c’è dietro questa importante vittoria giunta in un momento particolare dopo l’infortunio di Irene Zecchini.

Stasera la stella della serata per noi sei tu. Oltre ai punti ha calmato la squadra che nelle prime battute del match era in difficoltà.

“Diciamo che anche in campo sto cercando di parlare di più, cosa alla quale non sono molto abituata, E’ la prima volta che mi capita di essere capitano, di ricoprire questo ruolo e sto imparando pian piano di farlo il meglio possibile e guidare le mie compagne”

La tua analisi del match?

“Sono soddisfatta per il risultato ottenuto dopo la partita della settimana scorsa condita da alti e bassi, anche dovuti all’infortunio di Irene (Zecchini, ndr)”

Che settimana è stata questa per la squadra?

“Impegnativa. Il nostro coach ci ha spremuto e ci ha fatto veramente dannare”

Ti aspettavi un risultato così secco? Ieri, l’altro ieri, mezz’ora prima della partita pensavi potesse succedere?

“No, mi sarebbe piaciuto, ci avrei messo la firma anche se eravamo pronte ad una battaglia. E’ andata bene”

Tornando all’infortunio di Zecchini, cosa scatta nella mente di un giocatore quando si affronta una situazione di emergenza come la vostra?

“Abbiamo Francesca Peruzzo, un giocatore con caratteristiche diverse da Irene ma una ragazza che fa sicuramente il suo. Tengo a precisare che non siamo in una situazione disperata. E’ stata chiamata a sostituire una ragazza che in questo momento gioca da titolare ed è chiaro che ci vuole più attenzione perché cambiano gli equilibri di gioco che si erano creati nelle partite precedenti. Detto ciò dobbiamo lavorare e trovare questi nuovi equilibri”

Il confronto a distanza con Mautino come è stato?

“Abbiamo fatto 19 punti tutte e due e contando che giocava fuori ruolo, secondo me lei è quella che ha tenuto in piedi la squadra. Anche Caselle è in difficoltà e lei ha dovuto fare di necessità virtù finendo comunque per compiere il suo ottimo lavoro”

Una dedica per questa vittoria?

“Irene, ovviamente”.