Attualità #Circondario #Economia

ASSE BIELLA-CINA, BUSINNESS POSSIBILE

“La Cina nell’economia globale: opportunità di business per Biella e per il made in Italy” – sabato 5 maggio ore 10 nella Sala degli affreschi P.C. Robiolio.

Il tema “clou”  saranno   i rapporti tra Italia/Cina ed in particolare opportunità di dialogo commerciale tra Biella e la Cina, esistenti e future. Considerati i relatori è un tavolo di confronto volto ad uno scambio di riflessioni e buone pratiche,anche di carattere tecnico/operativo, da cui prendere spunti per interventi concreti per migliorare i dialoghi già esistenti con la Cina, analogie/complementarietà culturali, scambi commerciali e di stile. Insomma un’opportunità per condividere e consolidare spunti di dialogo culturale e commerciale tra due realtà  produttive come l’industria biellese, con la sua storia e la sua eccellenza in ambito tessile e le nuove proposte di un grande paese in crescita come la Cina. Tutti i cittadini sono invitati a partecipare.

Attualità #Circondario #Eventi & Musica #Società

CANDELO IN FIORE, ECCO IL PROGRAMMA DEL WEEK END “CINESE”

Tutto quello che c’è da sapere sugli eventi della manifestazione.

Candelo in Fiore, un’ esplosione di colori anche in questo fine settimana. Ecco di seguito tutti gli eventi, conferenze e laboratori legati al tema “Cina”.

Venerdì 27 aprile

ore 21.00 Due italiani in estremo Oriente: parole e immagini dalla Cina dei Boxer

Incontro-racconto con Franco Macchieraldo

Presentazione di memorie inedite sulla Cina del primo ‘900

Sala Affreschi – Centro Culturale Le Rosminiane (Via Matteotti 48)

“Agli esordi del XX secolo una missione militare internazionale è impegnata in Cina nella repressione della rivolta dei Boxer; tra le potenze occidentali che vi partecipano figura anche l’Italia, che invia un contingente di quasi 2.000 uomini. Tra le memorie di quella spedizione, un diario e un album fotografico realizzati da due ufficiali restituiscono dettagli inediti sulla Cina del primo Novecento”

Sabato 28 aprile

dalle 10.00 alle 12.00 La via del tè: viaggio attraverso la storia, le zone produttrici, le tipologie del tè

Seminario a cura di Anna Maggia, Ambasciatrice del tè in Italia, docente e sommelier di tè.

Cantine di Crono I piano – interno Ricetto

Il laboratorio accompagna in un’introduzione a questo mondo e in degustazioni guidate e comparate a cura di Anna Maggia, Ambasciatrice del tè in Italia, docente e sommelier di tè. La Cina paese d’origine della Cultura del Tè dove rappresenta un’ elemento importante del patrimonio culturale del  mondo. Ben consapevoli che la pianta <Camelia Sinensis Sinensis> è il fondamento essenziale del tè, la sua cultura non si limita alle conoscenze botaniche, geografiche o metodi d’infusione ma è legato a tutte le diverse forme d’arte, compenetrandone  la religione, la filosofia, la storia e gli scambi sociali. 

dalle 15.30 alle 17.00 Seminario Tai chi con il Maestro Chang Yu Shin

Ex Torino Club V rua – Interno Ricetto

Domenica 29 aprile

Dal Museo al Territorio, cammini di cultura e conoscenza. In cammino verso Candelo in Fiore – camminata floro-culturale guidata tra vivai, natura e storia.

Programma: ore 9 ritrovo al Museo del Territorio, presentazione del eprcorso e degli elementi storici in bus fino a Chiavazza (via Coppa) – partenza a piedi ore 10 – passaggio dai vivai Pozzi, Scarlatta, ecc. per arrivare a Vigliano Biellese Santa Lucia, Chiesa Parrocchiale, Municipio, ponte sul Cervo Passeggiata degli Alpini e arrivo a Candelo per il ristoro.
Pomeriggio a disposizione per Candelo in Fiore o in alternativa per una passeggiata storico-artistica a Candelo.
Rientro a Biella con il bus nel pomeriggio.
Il percorso a piedi è di circa 10 km, senza dislivelli ma richiede un minimo di allenamento, calzature da trekking e abbigliamento adatto anche per il cattivo tempo.
Guide ed esperti locali condurranno la camminata.
Costo di partecipazione compresi il ristoro e il bus 15 euro.

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CANDELO IN FIORE, SETTEMILA I TURISTI NEL PRIMO WEEK END

Da visitare. Un’edizione questa del 2018 all’altezza se non oltre alle precedenti.
Un flusso continuo che ha permesso di fotografare e ammirare “i giardini con influssi orientali” predisposti dai  florovivaisti biellesi. Il livello degli allestimenti è variegato e originale per un Ricetto straordinariamente bello.
Sabato c’è stata l’inaugurazione dell’evento alla presenza di vari sindaci, di neoparlamentari e del
Prefetto di Biella, Annunziata Gallo. Tre gli ingredienti che rendono appassionante la 16esima edizione: 1. Il borgo, un unicum, con tre importanti certificazioni, un contenitore di eventi di qualità che deve sempre più essere elemento strategico per i flussi, i percorsi e le reti di sviluppo. 2. Gli angoli fioriti, curati dal tecnico paesaggista Danila D’Alessandro, che evocano flussi orientali 3. Le mostre importanti legate al tema dell’Oriente, della Cina in particolare, curate dalla Patrizia Maggia che spaziano dall’industria tessile (Buratti e Piacenza Cachemire, alle ceramiche d’autore, alla storia della carta e della calligrafia, al the) ai laboratori specifici.
Insomma, un successo determinato soprattutto  dalla tessitura di reti portata avanti dal comune di Candelo in collaborazione con la Pro Loco e altre realtà importanti del mondo culturale orientale.
Ricordiamo che l’evento resterà aperto tutti i giorni della settimana dalle 10 alle 20 con biglietto ridotto.

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PARTE CANDELO IN FIORE CON API, FLORA E BIODIVERSITA’

La prima serata in calendario sabato 21 aprile.
Il primo appuntamento di Candelo infiore ha come tema il miele. Sabato sera 21 aprile alle 21 nella sala affreschi Al Centro Culturale Le Rosminiane in via Matteotti, 48.  Una conferenza che riguarderà il tema della biodiversità.
Il Andrea Romano e Monica Vercelli dell’Università presenteranno un interessante progetto legato alle piante “2mellifere”.
Verranno distribuite anche bustine di semi di facelia, che produce un fiore di color lavanda che potrebbe anche dare un tocco di novità al paesaggio.

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FRANCESCO D’ORIA: “LA CUCINA È COME LA MUSICA”

Partire da ingredienti genuini per realizzare piatti unici, in sinergia con il territorio. Per l’Anno nazionale del cibo italiano, BiellaCronaca, in collaborazione con Ascom Biella, prosegue il viaggio fra le realtà enogastronomiche locali e vi accompagna a Candelo, all’interno della Trattoria D’Oria.

“La cucina è come la musica: che sia jazz o classica, l’importante è che sia fatta bene.” Cuoco dal 1979, Francesco D’Oria parla con semplicità e schiettezza del suo mestiere e del buon cibo. A dieci anni dall’apertura dell’omonima trattoria, continua ad accogliere e stupire i suoi clienti proponendo piatti dove tradizione ed innovazione si incontrano, mix di ingredienti che si amalgamano con armonia, per creare una sinfonia di gusti e sapori.

Dopo gli studi alla scuola alberghiera, Francesco inizia la carriera nel campo della ristorazione con la gestione di alcuni locali, fra cui il Caffè Due Galli ed il ristorante Al Buon Ricordo (che lo ha visto impegnato per sedici anni). Poi, nel 2008, dall’idea di creare qualcosa in famiglia, nasce la Trattoria D’Oria, davanti alle suggestive mura del Ricetto di Candelo, all’interno di uno storico edificio del quattordicesimo secolo sapientemente ristrutturato: “La nostra filosofia punta su prodotti di qualità e di stagione, proponendo piatti della tradizione piemontese ed i classici della cucina italiana”, spiega Francesco, “Alla base di ogni preparazione c’è un’idea che poi viene sviluppata con pochi ingredienti ben definiti ed indentificabili”. E così che fra ricette più tradizionali, come quelle della pasta fresca (gnocchi ed agnolotti preparati rigorosamente a mano e da sempre molto apprezzati), si fanno strada proposte come i fattoni alla canapa con maccagno delle Alpi Biellesi, una specialità della casa che rende omaggio alla tradizionale lavorazione di questa fibra naturale che aveva luogo qui a Candelo in epoca medievale.

Un occhio al passato per guardare al futuro, quindi, non solo per trarre ispirazione, ma per riprendere gusti e tecniche dei vecchi tempi andati che tornano inevitabilmente di moda, “come la cottura a bassa temperatura, ad esempio, che non è altro che quello che facevano le nostre nonne quando usavano il putagè per cucinare”. Eppure, di questi tempi il concetto di cucina sembra essersi allontanato da quei gesti semplici di una volta, rincorrendo gusti sofisticati e preparazioni più eccentriche: “Oggi c’è una maggiore conoscenza ma più superficiale, anche da parte dei clienti, che spesso ignorano il lavoro, il tempo ed i costi che si celano dietro ad un piatto”, commenta Francesco, “Il mondo della ristorazione è molto spettacolarizzato e sembra che chiunque possa diventare un grande chef, trovando impieghi importanti, creando una cucina ricercata. Ma in realtà non ci si può improvvisare, servono basi solide per capire come usare gli ingredienti e come abbinarli. Ben vengano le contaminazioni, ma solo se frutto di uno studio, di un progetto di ricerca ben definito”. Un esempio? Il piatto che la Trattoria D’Oria presenterà in occasione della XVI edizione di Candeloinfiore, che dal 21 aprile al 6 maggio animerà il Ricetto sul tema Sogni d’Oriente: riso Carnaroli di Baraggia con Sakè, pepe di Sichuan e fiori eduli, una ricetta significativa che rende omaggio alla manifestazione ed al nostro territorio. “Eventi come questo portano in zona numerosi visitatori, turisti provenienti soprattutto dall’Estero e dal Nord Italia che si fermano per brevi soggiorni”, commenta Francesco, “Il biellese ha fatto grandi passi in avanti puntando sull’enogastronomia e sul turismo, ma serve investire di più in questa direzione”.

Prima Aiazzone, poi il tessile. Ora… il cibo? Biella, negli anni, ha subito profonde variazioni, legando il proprio nome a differenti realtà imprenditoriali che a causa della crisi economica hanno lasciato spazio a nuovi possibili sbocchi di sviluppo economico. Ed oggi il territorio si trova sempre più proiettato verso un discorso turistico, legato alle bellezze dei luoghi ed alle eccellenze enogastronomiche che possiamo vantare: “Il cibo è l’attrazione più facile a cui approcciarsi, in tutte le sue forme. Abbiamo un patrimonio da sfruttare, ma è necessario sviluppare un progetto più ampio in termini di ricettività, qualità e servizi offerti”.