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MISSIONE MSU KFOR IN KOSOVO, PARTE OGGI IL MARESCIALLO REMY DI RONCO

Ha atteso la chiamata per 15 anni ora però le condizioni famigliari sono cambiate. Resterà a Pristina dai quattro ai sei mesi e farà l’istruttore di tiro.

E’ partito oggi alle 14 per la missione MSU KFor con destinazione Pristina – Kosovo, il maresciallo dei Carabinieri a capo della stazione di Bioglio, Remy Di Ronco. Originario della provincia di Udine nel Friuli Venezia Giulia, Di Ronco ha 48 anni è sposato e ha con due bambini. Opera sul territorio biellese dal 1996 in arrivo a Cossato da Moncalieri. Dopo la parentesi ad Andorno a maggio 2001 è stato trasferito alla stazione a Bioglio dove attualmente è al comando da 17 anni. Alle 14 di oggi è partito per Roma Fiumicino e alle 3 di questa notte si imbarcherà sull’aereo con destinazione Pristina in Kosovo per dare il suo personale contributo all’operazione MSU KFor (Kosovo FORce). La MSU (Multinational Specialized Unit) è un’unità specializzata multinazionale dell’Arma dei Carabinieri con funzioni di polizia civile e militare, impiegata nelle missioni all’estero. “Avevo deciso di partire nel 2003 -commenta Remy Di Ronco-. Ora, dopo 15 anni è arrivato il mio turno. Resterò in Kosovo dai quattro ai sei mesi e non credo di tornare a casa prima di quella data”. Una decisione sentimentalmente difficile quella di accettare l’incarico perché 15 anni fa il maresciallo non era sposato e non aveva bimbi tranne il papà, la mamma e una sorella in Friuli. Ora le cose sono radicalmente cambiate e la decisione è stata molto sofferta sebbene condivisa con tutto il resto della sua famiglia. “E’ chiaro che avrei potuto non accettare la chiamata -continua il maresciallo- proprio in virtù delle condizioni famigliari cambiate in questi anni. E’ il senso del dovere che mi ha fatto decidere, condiviso con moglie e figli. Sono molto soddisfatto di rappresentare all’estero l’Arma dei Carabinieri, quello che rappresento in Italia, darò il massimo di me stesso e farò di tutto per rendermi utile in Kosovo. Chiariamo una cosa, questo non toglie nulla alla mia emozione, ai miei sentimenti nel lasciare a Bioglio il resto della mia famiglia”.

“Però mi sono attrezzato -dice ancora abbozzando il sorriso, Di Ronco- con loro faremo delle videochiamate per vederci e restare sempre in contatto”. A Pristina il maresciallo Di Ronco, unico biellese a partire in questa missione, andrà a svolgere il compito di istruttore di tiro oltre a eventuali servizi esterni. “Ripeto, unico mio obiettivo -conclude il militare- sarà quello di dare il maggior lustro possibile all’Istituzione che rappresento e fare il mio dovere fino in fondo”.

Fulvio Feraboli

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PRESENTATO IL CALENDARIO DEI CARABINIERI 2018

Il comandante provinciale Igor Infante ha illustrato e presentato la nuova edizione. Oltre 1,3 milioni di copie di tiratura, un vero cult.
L’identità culturale è il filo conduttore del Calendario dei Carabinieri 2018. A presentarlo, nella caserma Fiorina a Biella, il comandante provinciale Igor Infante. I temi trattati mirano ai valori etici, ai quali si esprime l’arma, collegati con le opere di artisti stranieri Paesi in cui l’arma ha svolto servizi istituzionale. Ogni mese dell’anno tratta un argomento sul confronto con altre culture: impegno con l’ambiente, la sicurezza personale e sociale, la tutela delle categorie deboli, l’integrazione multiculturale, la tradizione, la libertà di espressione, la libertà di riunione, la cooperazione internazionale, la tutela del patrimonio culturale, l’importanza della tutela dei minori, la necessità della ordinata convivenza civile. Il calendario 2017 è “frutto di una accurata e innovativa ricerca estetica su aspetti culturali che uniscono l’attenzione alla Storia dell’Arte ai segni distintivi e alla storia dell’Arma -ha precisato Infante- e sottolineano i valori morali che da sempre sostengono e contraddistinguono la sua opera al servizio delle nostre comunità, di ogni cittadino, in special modo dei più deboli”. Oltre al tema dell’identità culturale il Calendario è anche un “doveroso onore agli eroi che hanno dato lustro al Paese” -ha detto in conclusione il comandante provinciale di Biella. Il Calendario, nato nel 1928, dopo l’interruzione post-bellica dal 1945 al 1949, tornò a vivere nel 1950 e da allora è stato puntuale interprete, con le sue tavole, delle vicende dei Carabinieri e della stessa Storia d’Italia. Negli anni è divenuto un oggetto di culto, raggiungendo una tiratura di 1,3 milioni di copie, di cui quasi 10.000 in diverse lingue (inglese, francese, spagnolo, tedesco e arabo), indice sia dell’affetto di cui gode la Benemerita, sia del valore dei suoi contenuti, che ne fanno un prodotto editoriale apprezzato, ambito e presente nelle abitazioni e nei luoghi di lavoro.