STORIA BIELLESE: FERROVIA BIELLA SANTHIA’ UNA STORIA INFINITA DAL 1845

L’importanza anzi la necessità di una strada ferrata che collegasse Biella a quelle che si andavano progettando nel regno di Sardegna era già stata ipotizzata nel 1845 come testimoniano gli ordinati del Consiglio Comunale di Biella ed aveva preso forma grazie all’iniziativa privata il 1 settembre 1853. Celestino Ferroggio e Andrea Crida d’intesa con il Governo avevano stabilito, per reperire i capitali necessari alla costruzione, di emettere azioni che sarebbero passate alla Società Anonima della Strada Ferrata di Biella. Tappe successive furono la seduta al Parlamento Subalpino del 30 gennaio 1854 in cui fu presentato il progetto dell’Ingegnere Realis e quelle del 24 febbraio e 17 marzo in cui Camera e Senato approvarono il definitivo.

Curiosamente il 18 maggio 1855, mentre le truppe del Regno di Sardegna si imbarcavano a Genova per partecipare alla guerra di Crimea il Consiglio di Biella ancora una volta non prese una decisione per ubicare lo scalo della ferrovia, solo il 17 gennaio 1856 il progetto del Cavalier Colli venne definitivamente licenziato, e che prevedeva lo scalo a 270 metri da corso di Porta Torino

Tra il 1856 e il 1862 le spese d’esercizio non erano coperte dagli  introiti e nel 1857 gli azionisti dovettero versare 7 lire di anticipo per fare fronte alle spese. Nel 1879 Quintino Sella si lagnò alla Camera degli alti costi d’esercizio cui non corrispondeva certo un servizio soddisfacente. Nello stesso anno il deputato Ernesto Balbo Bertone di Sambuy denunciava il fatto che a Santhià l’attesa per la coincidenza per Torino era di un ora e mezza e per Milano di tre ore

In quegli anni le azioni della ferrovia passarono da un valore nominale di 450 lire a 80, neppure la prima guerra mondiale servì ad aumentare il traffico, le informazioni dell’epoca dicono gli industriali biellesi preferivano usare camion e nulla passava attraverso la ferrovia

Notizie tratte da Le ore Povere e ricche del Piemonte editrice sei

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