SETTE COMUNI BIELLESI SOTTOSCRIVONO I PATTI PER L’ATTUAZIONE DELLA SICUREZZA URBANA

E’ previsto dalla legge Minniti ed è un passo importante sul piano delle azioni volte alla prevenzione ed al contrasto dei fenomeni di criminalità. Le zone individuate per la città di Biella.

Biella, Candelo, Cavaglià, Mottalciata, Pray, Quaregna e Ronco Biellese hanno firmato ieri mattina alla presenza del Prefetto Annunziata Gallo, i “Patti per l’attuazione della sicurezza urbana e installazione dei sistemi di video sorveglianza”. I patti costituiscono i principali strumenti per la promozione della sicurezza urbana e si inseriscono nell’ambito delle politiche di sicurezza integrata urbana per un modello operativo volto a perseguire, obiettivi in tema di prevenzione e di contrasto dei fenomeni di criminalità diffusa e predatoria. Servirà ad accedere ai fondi messi a disposizione dal Governo per gli impianti di videosorveglianza nelle aree urbane.

Comune di Biella. Lo hanno sottoscritto il prefetto Annunziata Gallo e il vicesindaco Diego Presa (in rappresentanza del primo cittadino Marco Cavicchioli trattenuto fuori città da altri impegni) e rappresenta il primo passo per la realizzazione di un sistema di telecamere in grado di tenere sotto controllo buona parte della città.
Il documento segue le procedure previste dal cosiddetto decreto Minniti e indica puntualmente le zone in cui si intende attivare la videosorveglianza. L’elenco comprende il centro (giardini Zumaglini e Vittorio Emanuele tra via La Marmora e via Fecia, zona del centro commerciale I Giardini, area compresa tra via Fecia, via La Marmora, via Delleani e via Torino), il Vernato (con i giardini pubblici del Thes, Alpini d’Italia, Padre Brevi in via Paietta, le zone di piazza Cossato e piazza Rodari, lo stadio del rugby), San Paolo (i giardini Arequipa e Della Rovere, quelli di via Carso e il parco Eunice Kennedy, l’area della stazione e del Movicentro, quella della chiesa e delle scuole, i quadrilateri tra via Galimberti, via Addis Abeba e via Don Sturzo e tra via Trento, via Carso e via Zara), Masarone (giardini Dalla Chiesa e Don Irmo Buratti, stadio La Marmora-Pozzo e skate park di piazza Falcone), Villaggio La Marmora (quadrilatero tra via Lombardia, via Trivero, corso 53° Fanteria e via Graglia), Riva (l’area tra via Cavour e vicolo Galeazzo, comprese via Dante e piazza Martiri, la zona dei locali della cosiddetta movida, i giardini di piazza Colonnetti), Piazzo (attorno ai palazzi sede di mostre e ai giardini pubblici) e Città Studi, così come tutte le zone attorno alle scuole di ogni ordine e grado in tutti i quartieri in elenco.
Il progetto ha come obiettivo la prevenzione e il contrasto del crimine e sarà seguito direttamente dal comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, che coordinerà la messa in pratica del patto. Tra gli obiettivi c’è anche un impegno allo scambio di informazioni tra forze dell’ordine e polizia municipale.
«Avevamo già accantonato risorse e preparato bozze di progetti, con il comando della polizia municipale che aveva lavorato per questo obiettivo» ricorda l’assessore alla sicurezza Stefano La Malfa. «Lo scopo è di migliorare la rete di videosorveglianza in città e armonizzarla con una tecnologia che sia uguale per tutti gli impianti e perfettamente in grado di aiutare le forze dell’ordine. Le risorse che il Governo ha garantito di mettere a disposizione con questo decreto ci aiuteranno a raggiungere il risultato. Ora aspettiamo il bando per definire meglio la richiesta di finanziamento». Biella ha già iniziato a rendere più efficiente la rete di videosorveglianza: sono già in funzione le 32 telecamere del parcheggio della funicolare, collegate con la centrale operativa e a un archivio che registra e conserva le immagini, e la nuova funicolare prossima all’apertura ha un sistema che funziona allo stesso modo.

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