SCUOLA – IN MONTAGNA IL RITARDO NELL’ASSEGNAZIONE DELLE CATTEDRE RIDUCE L’OPERATIVITA’ DEI PLESSI

“Anche sui dirigenti scolastici troppi ritardi. Piccole scuole senza insegnanti” fanno sapere dall’Uncem.

Docenti e insegnanti di sostegno prima di tutto. Poi dirigenti scolastici, personale amministrativo, collaboratori scolastici. Nelle scuole di montagna di l’elenco e i numeri delle donne e degli uomini che tra le aule mancano, perché non assegnati o non disponibili, è lunghissimo. “Ed è ancora più grave, questa assenza, rispetto alle scuole delle aree urbane. Nei piccoli paesi, nelle valli, nei plessi più piccoli di scuola dell’infanzia e primaria, tutto si amplifica. Troviamo molto spesso pluriclassi, dove se manca un docente tutto si blocca. Avevamo chiesto al Miur a fine luglio di avere un’attenzione particolare per le scuole di montagna, in particolare quelle delle zone del terremoto del centro italia. A oggi registriamo con i nostri Sindaci troppe mancanze, troppi numeri da colmare. E non sappiamo quando questo potrà succedere”. 

Uncem si unisce a quanto scritto qualche giorno fa al Ministro dalla Cisl: “Ormai da anni registriamo come in montagna la gran parte delle istituzioni scolastiche sia senza dirigente, troppe siano senza docenti, e questo a scapito anche della continuità e qualità formativa: occorre che nel programma delle Aree Interne vengano previsti accordi tra le comunità locali e i ministeri competenti atti a superare questa impasse e a dare finalmente una risposta al territorio regionale e montano, in particolare”. Infine – conclude la nota della Cisl – così come già fatto dal Trentino, occorrerebbe ragionare sulla richiesta regionale di competenza, che consentirebbe di affrontare sia il tema degli organici, sia quello dei dimensionamenti. 

Proprio grazie alla Strategia nazionale Aree interne, Uncem chiede al Miur un’azione specifica per i territori. “La Snai non è un bancomat, non un semplice progetto che mette delle toppe a un problema. Deve cambiare l’approccio verso i modelli organizzativi dei servizi. La scuola è il primo – commenta Bussone – Dunque possiamo lavorare per modificare i parametri nelle aree interne e anche per dare priorità al completamento degli organici nelle piccole scuole, nelle scuole delle valli montane. Sarebbe un atto di attenzione decisivo per le zone più fragili dell’Italia. Quelle dove, proprio la scuola, i plessi singoli e le ‘scuole di valle’ contribuiscono, con ottimi livelli di servizio e buona qualità della didattica, a fermare lo spopolamento e a garantire piena sopravvivenza delle comunità. Siamo a disposizione del Ministro, con i tecnici della Strategia aree interne con i quali Uncem collabora, per superare i problemi e le carenze di organico dell’anno scolastico appena iniziato e per trovare soluzioni strutturali per Alpi e Appennini, a vantaggio dell’intero Paese”.

B.E.

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