SCOPERTO DALLA SQUADRA MOBILE DI BIELLA QUANTITATIVO DI ARMI DELL’NDRANGHETA -FOTOGALLERY-

Operazione Alto Piemonte, rinvenuti nel comasco fucili mitragliatori, pistole, munizioni e tre panetti di tritolo con detonatore.
E’ il seguito dell’operazione di Polizia conclusa nel 2016 conclusa con l’arresto e condanna di diversi esponenti dell’Ndrangheta biellese effettuati nell’appartamento di Antonio Raso, imprenditore di origine calabrese. L’attività investigativa portata avanti dalla Squadra Mobile di Biella con a capo la dirigente Marika Viscovo, nel tentativo di risalire all’attività svolta in provincia, ha portato a dicembre alla scoperta di un notevole quantitativo di armi da guerra. Sequestrati a Porlezza nel comasco tra gli altri 3 fucili mitragliatori, una pistola semiautomatica, 300 proiettili e 3 panetti di tritolo con detonatori. Tutto funzionante e pronto all’uso. La scoperta sarebbe arrivata grazie alla collaborazione e dichiarazioni con la Polizia di un “pentito” su importanti estorsioni subite da imprenditori locali. Gli agenti della Mobile di Biella hanno perquisito Cascina Mosè tra Dorzano e Cavaglià di proprietà della famiglia Raso anche con il supporto della Scientifica di Roma dotata di “georadar” per individuare metalli o anomalie del terreno. In quel caso era stato rinvenuto soltanto materiale usato per nascondere le armi. Poi le indicazioni del “pentito” hanno portato la Polizia a procedere a Porlezza, un comune di cinquemila abitanti nel territorio comasco. Gli agenti si sono recati nell’appartamento allora di Raso, ora  affittato da una donna totalmente estranea ai fatti. Ritrovate quindi tutte le armi all’interno della gamba centrale di un vecchio tavolo situato nel soggiorno dell’appartamento. In pratica la donna mangiava sopra una polveriera. Alla vista dei tre panetti di tritolo con i detonatori sono intervenuti gli artificieri che hanno disinnescato gli ordigni. Tutte le armi, analizzate dalla Squadra Scientifica di Torino sono di provenienza estera, dalla Croazia. Le tre mitragliette sono di calibro 7,65 mentre la pistola semiautomatica è una calibro 38. Aperto ora un nuovo procedimento a carico degli imputati per traffico internazionale di armi da guerra. La ricostruzione fatta dagli inquirenti porta allo spostamento del quantitativo di armi dalla cascina tra Dorzano e Cavaglià fino a Porlezza in attesa di essere piazzati sul mercato. Ora continuano le dichiarazioni del pentito su armi, estorsioni, danneggiamenti e incendi avvenuti nel biellese. “Stiamo ricostruendo i fatti -aggiunge la dirigente Marika Viscovo- e sta emergendo un quadro ampio di quello che è stato fatto per anni nella provincia di Biella”. Non si escludono nei prossimi mesi nuovi sviluppi dell’operazione Alto Piemonte.
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