ROTARY CLUB BIELLA IN VISITA ALLA FONDAZIONE FILA MUSEUM

Il folto gruppo rotariano ha visitato il museo il 19 marzo scorso.

Tutte le volte che un visitatore varca la soglia della Fondazione FILA Museum succede qualcosa di meraviglioso: si apre un mondo fatto di foto, modelli, oggetti, icone e ricordi, un collage di parole e immagini che compone nella mente del visitatore la grande storia del marchio Fila e questo succede ancora di più se l’ospite è un Biellese.
È quello che è accaduto anche lunedì scorso 19 marzo durante la visita del Rotary Club di Biella.
La presidente Maria Gabriella Zignone spiega, portando il sentiment del folto gruppo di rotariani in visita, le sensazioni che hanno vissuto “visitare Fila Museum è stato un viaggio nel passato ma anche nel contempo una lezione per l’ottica futura, l’esempio di una azienda la cui storia ha avuto alti e bassi ma non si è mai arresa. È stato affascinante vedere i prodotti da cui l’azienda è nata e cresciuta: i filati, i tessuti e poi tutti i capi di abbigliamenti che hanno affiancato tantissimi grandi campioni.”
“Questo spazio custodisce la storia centenaria di un’azienda” spiega Annalisa Zanni responsabile di Fondazione FILA Museum “l’archivio storico, che oggi è possibile visitare,  si distribuisce in sei sale, dove sono conservati 45.000 paia di scarpe, 15.000 capi di vestiario, 1.000 accessori, un patrimonio fotografico di 300.000 immagini di cui 88.000 archiviate digitalmente e poi ancora cataloghi, bozzetti, materiale per le campagne marketing e documenti dell’azienda. Ma non ci fermiamo, il museo è sempre in evoluzione e si arricchisce, anno dopo anno, di nuovi contributi, infatti a breve verranno inaugurate altre sale”.
La visita si è snodata fra le suggestive sale in cui sono esposti i capi del tennis, la prima linea sportiva che aveva Adriano Panatta come testimonial; poi successivamente il grande Björn Borg così FILA poteva essere rappresentata sui mercati internazionali con la famosa linea “white-line”. Poi ancora  la sala dello sci e della montagna con Alberto Tomba e Reinhold Messner. In queste sale si possono notare due aspetti: la mutazione dell’atleta nel corso degli anni e la politica Fila di creare inizialmente un capo molto tecnico e performante, per atleti simbolo e, successivamente, di portare il prodotto al mercato di massa. Fila aggiunge poi nuove linee di abbigliamento sportivo  per il nuoto, il sailing, il motociclismo, l’automobilismo, il golf, il ciclismo, il pattinaggio, il baseball, il calcio e altro.
“Oggi Fila è un brand che collabora con circa quaranta licenziatari” spiega ancora Zanni “i cui designer mandano le loro creazioni anche  al team di Biella per l’approvazione dello stile”.
“È stato per molti soci un tuffo in una epoca romantica, piena di ricordi e passioni sportive” conclude la presidente Zignone “ma specialmente tutti sono andati via con la certezza che la creatività dei Biellesi può continuare a esprimersi nel mondo correndo sulla terra rossa, in acqua, sulle neve, ma sempre  attraverso le idee e le gambe degli uomini a condizione che abbiano passione, dedizione e cuore, proprio come succede agli atleti”.

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