PRESENTATI I DATI DI UNIONCAMERE SUL COMPARTO DELL’ARTIGIANATO

Nel periodo luglio-settembre del 2017 il comparto artigiano piemontese ha manifestato una sostanziale stazionarietà rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, non discostandosi di molto rispetto a quanto realizzato dal tessuto imprenditoriale regionale complessivamente considerato. Biella meglio solo di Alessandria e Torino in Piemonte

Dall’analisi dei dati del Registro imprese delle Camere di commercio piemontesi emerge, infatti, come nel terzo trimestre dell’anno, a fronte di un tasso di crescita lievemente positivo (+0,11%) registrato dalle imprese piemontesi complessivamente considerate, il comparto artigiano, in linea con quanto avvenuto a livello nazionale, abbia subìto una flessione di lieve entità della propria base imprenditoriale (-0,13%).

 

Nel periodo luglio-settembre del 2017, sul territorio piemontese sono nate complessivamente 1.443 imprese artigiane. Al netto delle 1.605 cessazioni (valutate al netto delle cancellazioni d’ufficio), il saldo appare negativo per sole 162 unità, dinamica che porta a 120.884 lo stock di imprese artigiane complessivamente registrate a fine settembre 2017 presso il Registro imprese delle Camere di commercio piemontesi.

Il bilancio tra nuove iscrizioni e cessazioni si traduce, come evidenziato sopra, in un tasso di crescita del -0,13%, risultato sostanzialmente in linea con quello medio nazionale del III trimestre 2017 (-0,06%).

Analizzando il tessuto imprenditoriale artigiano in base alla natura giuridica delle imprese che lo costituiscono, emerge come poco meno dell’80% delle realtà sia formata da ditte individuali, il 16,3% risulti composto da società di persone, mentre solo il 4,4% ha assunto la forma della società di capitale.

In termini di dinamica si evidenzia, anche nel III trimestre 2017, una crescita solo per le forme più strutturate (società di capitale), che hanno mostrato, nel periodo in esame, un tasso di crescita positivo (+0,50%). Le ditte individuali hanno evidenziato una lieve flessione (-0,08%) e le società di persone hanno segnato un tasso di crescita del -0,54%. La performance meno brillante appartiene, anche in questo trimestre, alle “altre forme”, che registrano un tasso di crescita pari al -0,65%.

A livello settoriale, si rileva una crescita solo per le imprese artigiane dell’agricoltura, che chiudono il trimestre con un +0,64% e quelle degli altri servizi (+0,12%). Il primo comparto per numerosità di imprese artigiane si conferma quello delle costruzioni, che rappresenta il 42,0% delle realtà imprenditoriali artigiane piemontesi, ma registra per l’ennesima volta un dato negativo (-0,24%). L’industria in senso stretto, con il 22,1% delle imprese artigiane della regione, evidenzia un tasso di variazione pari al -0,24%, di poco superiore a quello medio regionale.

Anche il comparto del turismo (-0,20%) e del commercio (-0,14%) registrano dinamiche, seppur lievemente, negative.

A livello provinciale, nel III trimestre 2017 le criticità maggiori si riscontrano a Alessandria (-0,42%) e Torino (-0,20%). Contrazioni meno intense della media regionale si registrano a Biella (-0,08%), Cuneo (-0,06%) e Verbania (-0,02%). Lievemente positive le dinamiche evidenziate dalle altre realtà territoriali. Novara segna un tasso positivo del +0,17%, seguita da Asti (+011%) e Vercelli (+0,06%).

 

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