PONTE DELLA TANGENZIALE MEGLIO SE REGNI IL SILENZIO

Apprendo con grande stupore le dichiarazioni rilasciate dal Dott. Merli in merito alla posa delle reti lungo il ponte della tangenziale. Leggere che le sue parole sono state ascoltate mi ha fatto sobbalzare sulla sedia! Per correttezza è giusto partire dall’inizio, quando le istituzioni locali decisero di affrontare la problematica in maniera congiunta e condivisa, dando così vita al tavolo anti-suicidi, convocandolo per la prima volta, dopodiché cedettero la regia di tale tavolo al dott. Merli; da quando il referente è il dott. Merli, iniziò a regnare il silenzio.

Nel frattempo, purtroppo, abbiamo dovuto continuare a confrontarci con i tragici eventi legati a quel ponte. E da parte del dott. Merli, nessun segnale! La Provinciadi Biella, nel contempo, non ha mai smesso di valutare diverse opzioni per cercare di rendere il ponte più sicuro, per farsi  trovare pronta a condividerle con il tavolo, che però non è mai stato convocato! La valutazione su come intervenire non è stata né facile né breve, in quanto sono state necessarie svariate valutazioni tecniche di tipo ingegneristico, visto che qualunque intervento si fosse deciso di mettere in atto avrebbe avuto delle conseguenze sulla stabilità statica del ponte stesso. Così abbiamo coinvolto una azienda specializzata in impianti di videosorveglianza ed allarme: e ne è uscito il progetto che stiamo realizzando (reti verticali + impianto di allarme e videosorveglianza collegato a sala operativa), grazie ad una soluzione che prevede un peso aggiuntivo sul ponte molto limitato e senza problemi di “effetto vela” delle barriere verticali. È stata poi la Provincia di Biella, qualche mese fa, a richiedere una convocazione del tavolo per condividere il progetto. Finalmente, dopo la nostra sollecitazione, il dott. Merli ha convocato il tavolo. L’unica volta!

Viene quindi spontaneo domandarsi perché oggi, dopo anni di silenzio, il dott. Merli abbia deciso di autoincensarsi pubblicamente. Perché lo ha fatto? Qui, si badi bene, la questione non riguarda autoincensarsi o acclamarsi salvatori di qualcosa o qualcuno, ma riguarda esclusivamente la delicatezza dell’argomento, sul quale anche la politica ha sempre ritenuto di muoversi con molta cautela e di realizzare l’opera senza proclami e senza riconoscersi meriti. Era chiedere troppo che anche il responsabile della psichiatria facesse lo stesso? A questo punto è doveroso anche aggiungere che l’intervento messo in atto sul ponte della tangenziale è molto diverso da quello che lui avrebbe voluto. Ma la voglia di apparire ha prevalso e quindi ha comunque deciso di vantarsene ugualmente. Lui è un medico, non un giornalista e non un politico, quindi credo sarebbe meglio se non sottraesse tempo alla sua attività per scrivere sui giornali, peraltro vantandosi del lavoro fatto da altri. Forse sarebbe più utile e produttivo chiedersi e cominciare a lavorare sul perché il suo dipartimento ed i servizi sociali non riescano ad intercettare il disagio e debbano attendere che le persone si rechino al pronto soccorso o tentino il gesto disperato, come da lui stesso dichiarato.

Tanto si doveva per corretta informazione, ma ora mi auguro che torni a regnare il silenzio su un argomento tanto delicato, non per nascondere o non affrontare l’argomento, ma perché questo tema dEve essere affrontato nelle sedi opportune, come il tavolo anti-suicidi, sempre che il dott. Merli, che lo ha sempre snobbato, lo convochi.

Il Vice Presidente Emanuele Ramella Pralungo

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