PIOVE E FA FREDDO. PROBLEMI PER AGRICOLTURA E APICOLTURA

Bisogna ancora aspettare la fine del mese, ma il maggio 2019 si prospetta come uno dei più freddi di questi ultimi anni, battuto solo dal maggio 1991, che ha come temperatura media mensile di 13,6°C. Infatti, la temperatura media registrata finora è di 13,8°C che ha riportato la quota neve a 1600 m, ma già dal pomeriggio odierno incomincerà a risalire fino ai 2200-2300m. Vige ancora l’allerta idrogeologica che ha comunicato l’Arpa, in particolare l’alto Tanaro. Anche il Po salirà di circa un metro e mezzo, restando comunque al di sotto dei livelli di attenzione.

Per la presenza di neve fresca e il forte vento, il grado di pericolo valanghe è a 3-marcato su una scala che ha come massimo 5-molto forte, dapprima sul cuneese e i settori di confine, e poi sulla fascia prealpina dalle Alpi Cozie Nord alle Alpi Pennine per l’aumento delle temperature.

Alle nostre latitudini non ci sono grandi problemi, ma la situazione è monitorata dall’Arpa e dalla Protezione Civile. Problemi per le colture, le vigne e soprattutto produzione di miele d’acacia ridotta praticamente a zero. Il tempo migliorerà solo verso il 24 maggio.

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