BIELLA 21-06-2017

Viaggio nella Sinistra biellese

Movimento Democratico e Progressista Articolo 1, Possibile, Sinistra Italiana, Rifondazione Comunista. Come è composta la galassia di chi sta oltre il Pd, e come la pensano su di una possibile unione elettorale

Viaggio nella Sinistra biellese 4

In questi ultimi mesi si è tanto parlato di Sinistra, intesa come soggetto politico che riunisca i tanti piccoli partiti che stanno fuori dal Pd renziano. Un connubio che fino ad ora si è dimostrato piuttosto difficile. Gli stessi soggetti animano la scena politica biellese. Siamo andati a vedere cosa stanno facendo e come si preparano alla prossima scadenza elettorale, abbastanza lontana da consentire loro di elaborare e mettere in pratica una strategia comune. Prima di iniziare va fatta una premessa, a Biella per ora manca, o almeno non l’abbiamo trovata, una rappresentanza di Campo Progressista, cioè del movimento lanciato dall’ex sindaco di Milano Pisapia, che raccoglie parte di Sel e molti consensi, mentre abbiano tralasciato formazioni come i Marxisti Leninisti, che difficilmente si presenteranno alle amministrative o L’Altra Europa per Tsipras di cui abbiamo perso le tracce.

Detto ciò, al momento i più attivi sono i rappresentanti del Movimento Democratico e Progressista Articolo 1, l’ultimo nato dopo una dolorosa scissione dal Partito Democratico. Nel Biellese contano su nomi importanti, come quello dell’ex parlamentare e consigliere regionale Wilmer Ronzani, ferocemente anti Pd e su un pacchetto di consiglieri comunali, uno, Doriano Raise, già segretario dei democratici prima dell’attuale, formalmente ancora in maggioranza a Biella ma molto critico con l’operato della giunta Cavicchioli

“Dopo la presentazione con il senatore Federico Fornaro – spiega Andrea Stroscio -  e una prima assemblea aperta con l’onorevole Roberto Speranza al Museo del Territorio, coloro che hanno formalizzato una prima adesione hanno eletto un comitato promotore biellese di 25 componenti e un coordinamento operativo composto da Francesco Barresi, Daniela Crescenzio, Roberto Panella, Doriano Raise, Luigi Trabaldo Lena e individuato nel sottoscritto il coordinatore provinciale. Questi organismi hanno aperto il tesseramento vero e proprio, che sta procedendo molto bene, in tanti ci cercano, e hanno il compito di gestire il movimento in questa prima fase. Oltre che a Biella siamo già presenti in molti altri Comuni, anche con nostri amministratori: Candelo, Cossato, Magnano, Pralungo, Pray, Sostegno, Trivero, Vallemosso, Vigliano. Stiamo crescendo e promuovendo diverse iniziative su tutto il territorio, le ultime a Trivero e Sostegno con il senatore Miguel Gotor”.

Sul futuro Stroscio pare avere le idee molto chiare.

“Il nostro movimento nasce innanzitutto per riaffermare i valori fondamentali del lavoro e della democrazia dopo la svolta a destra impressa da Renzi al Pd, ma più in generale intende promuovere una riunificazione delle sinistre, per restituire una rappresentanza unitaria più forte ai lavoratori e ai ceti popolari in generale, e costruire un nuovo centrosinistra, che non ripeta gli errori del passato e sia chiaramente alternativo non solo alle destre, come è ovvio, ma anche al Pd di Renzi, al M5S, alle sinistre settarie e all’astensionismo. Per fare questo guardiamo innanzitutto alle forze che ci sono più prossime, come Campo progressista, Possibile, Sinistra italiana, i Verdi, e a un vasto mondo di impegno civico e sociale come i Comitati per l’attuazione della Costituzione, la Cgil e gli altri sindacati, l’associazionismo democratico e resistenziale, dall’ARCI all’ANPI, a tante altre realtà con le quali vogliamo avere un rapporto serio e duraturo. Non abbiamo preclusioni verso nessuno, se non quelle dettate da quei valori e principi programmatici fondamentali”.

Anche sulla possibilità di presentarsi alle elezioni come fronte unito, Stroscio appare fiducioso: “L’obiettivo dei prossimi mesi, ad ogni livello, è la nascita di un soggetto federativo che porti a liste unitarie e in prospettiva a un partito unitario. Mi sembra che ci siano tutte le condizioni per cogliere questo ambizioso obiettivo. Sta nascendo un fiore, dobbiamo averne cura”.

Sulle identità di vedere con gli altri soggetti a Sinistra, il rappresentate di MDP esclude solo i democratici.

“Anche a livello locale abbiamo avviato con quelle forze e in particolare con quelle che qui nel Biellese sono già strutturate, primi positivi rapporti che intendiamo intensificare. Sotto questo profilo sono ottimista. Sono invece tutti da chiarire i rapporti con il Pd e molte amministrazioni locali, a partire dal Comune e dalla Provincia di Biella, che sosteniamo lealmente ma da cui non sempre ci sentiamo ascoltati, ad esempio su tematiche come gli asili nido e il trasporto pubblico locale. Decideremo insieme che fare”.

Altro partito che nel Biellese ha un forte peso specifico e un’importanza particolare è Possibile, la creatura di Pippo Civati, che l’ha costruita assieme a un biellese, Paolo Cosseddu. Inizialmente sembrava infatti che proprio questa provincia dovesse fungere da laboratorio politico per testare le strategie di Possibile sul nazionale, poi non è stato esattamente così ma la possibilità resta. Possibile in comune a Biella conta su due consiglieri, Rosso e Menegon di Biella in Comune, che però sono anche fedelissimi del sindaco Cavicchioli e difficilmente farebbero mancare il loro appoggio.

Sul territorio Possibile è rappresentato da un comitato dal nome evocativo “Viktor Navorski” (se non avete visto i film non starò certo a spiegarvelo) di cui è coordinatore il cossatese Luca Duso. “I comitati – spiega - rappresentano l'organismo territoriale di Possibile, più o meno quanto le sezioni o i circoli per gli altri partiti, pur se con alcune differenze abbastanza innovative rispetto a quel modello”.

Anche per lui i rapporti con gli altri partiti di Sinistra sono buoni ma con qualche distinguo.

“Con molti soggetti della sinistra biellese, interna ed esterna ai partiti, abbiamo condiviso le campagne per i referendum prima sulle trivellazioni, poi quello costituzionale, così pure siamo pronti per una eventuale mobilitazione contro l'ennesima forma di precariato costituita dai nuovi vaucher. Sul piano locale, il dibattito politico non offre certamente grandi spunti e non credo nemmeno sussistano ragioni sufficienti tali da mettere in discussione l'amministrazione della città. Con la sinistra più estrema, l'opinione sull'amministrazione non sempre è convergente, ma si tratta pur sempre di un dialogo aperto”.

Per Duso è invece troppo presto per ragionare di elezioni.

“Credo che sia davvero prematuro. Anche perchè non è ancora così chiaro se a livello nazionale si presenterà una unione delle sinistre, che in tal senso faciliterebbe le previsioni. Diciamo che se le cose restassero così, sarà una questione puramente di opportunità elettorale a determinarlo, tenendo anche conto che difficilmente Possibile avvallerà una alleanza col Pd. In ogni caso decideremo insieme cosa fare, confrontandoci, come sempre”.

I rapporti sono buoni soprattutto con Sinistra Italiana.

“Allo stesso modo che nel quadro nazionale. In termini più generali invece, non esistono partiti della sinistra biellese da cui ci sentiamo particolarmente distanti, così come ci piacerebbe includere tutti quei soggetti portatori nel territorio di esperienze interessanti. Invece, per la deriva centrista del Pd, non lo si può più considerare un partito di sinistra, tale da costituire un valore, il solo fatto di esserne fuoriusciti”.

Passiamo dunque a Sinistra Italiana che, ricordiamolo, ha riunito una parte di Sel, quella rappresentata da Nicola Fratoianni (un’altra parte ha invece abbandonato il campo per non escludere un’alleanza col Pd) insieme a qualche fuoriuscito dal Movimento 5 Stelle e agli scissionisti, sempre dal Pd, di Stefano Fassina. In parlamento il grippo è piuttosto numeroso, a Biella invece, per ora, c’è soltanto un portavoce, Vladimiro Celanti, ultimo segretatio di Sel, che spiega: “Sinistra Italiana biellese è strutturata con semplici iscritti, in quanto il primo congresso provinciale, con le nuove regole, si è svolto con la federazione di Vercelli, abbiamo la sede presso il circolo arci di Biella, strada della fornace in una sala che affittiamo. Al congresso di fondazione nazionale a Rimini, ho partecipato io per Biella come invitato”.

In compenso: “I rapporti con altre forze politiche di sinistra sono ottimi, in quanto con Rifondazione Comunista, Possibile e compagni di MDP, partecipiamo a iniziative comuni che riguardano per esempio i referendum, la salvaguardia della Costituzione, immigrati, antifascismo e antirazzismo, diritti e dignità del lavoro, la lotta per il popolo Palestinese, la pace e tutto quello che fonda le radici nella storia della sinistra.I rapporti sono ottimi anche con Biellese accoglie, con la CGIL, con ANPI, con Coalizione Sociale, con Biellesi per la Palestina libera e ci troviamo a condividere iniziative sull’antifascismo e sui diritti del popolo Palestinese, anche con il Partito Marxista Leninista di Biella”.

Su possibili alleanze Celanti parte dalla scena nazionale. “Penso che quelli della mia generazione in questo triste momento di smarrimento di valori della sinistra , debbano solo limitarsi a dare man forte, a volti nuovi, bravi seri, intelligenti con una semplicità di linguaggio da invidia come  il professor Tommaso Montanari, che mi era già piaciuto al congresso di Rimini e  l’avvocato Anna Falcone, che con la loro relazione alla costituzione nazionale del comitato “ Alleanza Popolare per la Democrazia e l’Uguaglianza” hanno convinto e individuato un percorso che uomini e donne della sinistra non possono non condividere. Su queste basi penso si possa ritrovare stimoli anche qui a Biella e iniziare a pensare alle prossime elezioni in maniera unitaria. Non so se nel biellese Pisapia abbia proseliti, in ogni caso non siamo stimolati a riprendere rapporti con il Pd, sempre più collocato al centro destra, locale in vista delle prossime elezioni amministrative, abbiamo già dato. L’invito al popolo della sinistra che ancora sta a guardare, magari disgustato, e di leggere la relazione di Montanari e mettersi in cammino per riconquistare quello che il governo Renzi e & ci ha tolto”.

Sono fuori da tempo dalla politica biellese attiva ma non hanno perso mordente invece gli iscritti a Rifondazione Comunista. “Che è presente sul territorio dal 1991 – spiega il segretario Lucietta Bellomo - ora siamo una  forza più piccola, ma molto attiva. La Federazione ha la sua sede storica  in via Bertodano. ed il nostro corpo militante è attivo sia nel senso di iniziative nostre politiche e di pratiche sociali Le nostre compagne ed i nostri compagni sono stati presenti a supporto  in significative buone battaglie locali della società civile contro Greenoil a Mottalciata, NO Piro a Biella, per la difesa dell'Ospedale dai tagli della giunta Chiamparino sottoscritti dal Pd locale, a fianco di chi si batte per l'accoglienza diffusa contro l'idea di emergenza e la gestione affidata ad associazioni o cooperative spurie, contro il decreto Minniti Orlando ed il razzismo neofascista e non solo. In quanto comuniste e comunisti siamo internazionaliste/i ed abbiamo sostenuto la Grecia, come sosteniamo la Palestina. Partecipiamo anche della lotta No Tav, condividendone l'idea di disobbedienza civile e mobilitazione popolare. Abbiamo aderito al Comitato per il NO alla controriforma Costituzionale , al Comitato No Trivelle, al Comitato per l'Attuazione della Costituzione. Sul fronte del Lavoro abbiamo dato adesione ai Comitati su Articolo 18,voucher ed appalti e alla grandiosa manifestazione della CGIL a Roma dello scorso 17 Giugno contro lo scippo del governo di centrodestra che  è il governo Gentiloni”.

Dal punto di vista di possibili alleanze Rifondazione si dimostra piuttosto selettiva. “Abbiamo rapporti con chi si muove in senso antiliberista ed anticapitalista quindi si è collaborato su questioni specifiche di volta in volta con L'Atra Europa con Tsipras che aveva visto un esperimento di unione di forze della sinistra alternativa e che ha portato tra gli altri all'elezione in Parlamento Europeo della nostra Eleonora Forenza. Già allora si era collaborato con Sel ora confluita in Sinistra Italiana, con Possibile in seguito, ma anche con  il Partito Marxista Leninista, il neonato Pci  e movimenti antagonisti come i No Tav appunto. MDP credo si sia appena costituita nel Biellese, a livello nazionale si è già classificata nell'ambiguità verso il Pd  con l'uscita dall'aula sulla votazione della reintroduzione dei voucher invece di voto contrario su quella che la stessa Segretaria CGIL Camusso ha definito "una schifezza". Noi riteniamo discriminante l'opposizione al Pd forza schierata a sostegno della finanza, ferocemente antipopolare come ha dimostrato il Jobs ACT e come dimostrano le privatizzazioni e la sistematica distruzione del Welfare e l'incostituzionalità di molti ultimi provvedimenti”. In chiave elettorale: “Rifondazione Comunista sta accompagnando  il percorso di Alleanza Popolare per la Democrazia e l'Uguaglianza, non ci sciogliamo, ma, come nelle elezioni Europee siamo capaci di unità su contenuti che vadano in senso contrario alla barbarie neoliberista, nelle elezioni locali vale lo stesso criterio collaboriamo solo con forze alternative senza se e senza ma al Pd. Nelle ultime amministrative non abbiamo appoggiato come altri hanno fatto il sindaco Cavicchioli, e non ci siamo pentiti vista la politica portata aventi, dalla privatizzazione dei nidi, alla posizione subalterna sull'ospedale, alla mancata parola data all'ambasciatrice Palestinese di solidarietà e gemellaggio ed altro ancora”.

Allo stesso modo le possibili alleanze devono passare da comunanze ideologiche. “Ci sentiamo vicini chi sta nelle lotte a difesa dell'ambiente, dei servizi pubblici, del lavoro, a fianco dei migranti vittime delle guerre e del neocolonialismo cui il nostro paese partecipa da 25 anni a questa parte, ma anche e soprattutto ai movimenti ed all'organizzazione e partecipazione dal basso, anche e soprattutto quando disobbediscono a leggi ingiuste  come ha fatto Nicoletta Dosio in Valsusa”.

Dopo questo lungo excursus diamo ancora la parola a quello che è forse nel Biellese l’unico sindaco a definirsi ancora comunista. Si tratta di Tony Filoni di Mongrando. Un passato in Sel ma dal 2013 nessuna tessera. “E neanche per ora ho intenzione di sottoscriverne, anche se il cuore e le scelte politiche restano a sinistra”

Non c’è proprio nessuno di questi partiti che l’attira più degli altri?

“Mi sento molto vicino a Fratoianni, già dai tempi di Sel, ma voglio vedere bene come andranno le cose prima di una eventuale scelta”.

m.z.

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