BORGO D'ALE 30-05-2016

SPECIALE ELEZIONI Borgo D'Ale

Cinque domande ai candidati Pier Mauro Andorno, Michelangelo Critto e Anna Ballan

SPECIALE ELEZIONI Borgo D'Ale 3

Nel comune di Borgo d'Ale i candidati sindaci sono tre. Pier Mauro Andorno con la lista numero 1 "Guardiamo oltre con Andorno" sostenuta da Maria Pulice, Marco Paniale, Fiorella Moriano, Gianni Maria Regis, Riccardo Virga, Valeria Naborrini, Massimo Abbondanza, Paolo Drebertelli, Pier Felice Comoglio e Michela Callegari. Michelangelo Critto con la lista civica numero 2 "Lista insieme per Borgo d'Ale" alla quale partecipano Marco Andorno, Massimiliano Bongianino, Giuseppe Moriano, Ivana Regge, Annalisa Borile, Marta Corgnati, Deborah Terranova, Antonella Vaudagna, Antonio Gariglio e Gennaro Viteritti. E Anna Ballan con la lista numero 3 "Agire per rinnovare Borgo d'Ale" composta da Massimiliano Benvegnù, Imerio Boron, Chiara Ferro, Silvano Furnari, Guido Gianotti, Oscar Lando, Giovanni Carlo Negro, Antonio Pipino, Angela Regis e Ulrico Rocco Viscontini.

Ai tre candidati sindaci sono state poste cinque domande identiche. Le risposte seguono l'ordine di estrazione della lista.

La questione migranti sta diventando sempre più problematica: come intende affrontarla?

Andorno: Innanzitutto premetto che la questione e sue problematiche  hanno rilevanza e competenza nazionale ed europea e, ad oggi, le comunità locali non detengono potere decisionale ed esecutivo in merito. Il vigente apparato normativo (Convenzione di Ginevra, Articolo 10 della Costituzione, Regolamento di Dublino 3) ci obbliga all'accoglienza incondizionata dei rifugiati, di chi subisce persecuzioni, di chi non gode dei nostri diritti. Così nella difficoltà di distinguere tra un migrante, un rifugiato, un perseguitato, dobbiamo comunque renderci conto che l'accoglienza assoluta è una promessa che non si può mantenere, prima di tutto per i limiti di capacità di carico di vario genere, per una questione di sostenibilità nel rapporto tra territori, popolazione, risorse e lavoro. D'altra parte l'emergenza è mondiale e non può venire ignorata o ridotta a slogan da utilizzare per altri fini e a ciò deve corrispondere un senso di agire civico che tenda ad affrontarla con dignità, coinvolgendo ogni ente territoriale, regionale e nazionale. Il problema è sicuramente di non facile soluzione, sia numerica perché destinata ad aumentare, sia di modalità dell’accoglienza e convivenza; cosa particolarmente gravosa per i Comuni di piccole e medie dimensioni, i quali dovranno essere posti nelle opportune condizioni di poter interagire ed essere ascoltati (preventivamente e nel corso dell’accoglienza) dai superiori organi dello Stato che dispongono in materia. La nostra comunità dal 2014 già ospita una ventina circa di ragazzi provenienti da diversi paesi dell’Africa: si tratta principalmente di giovani che non hanno nessuna occupazione e questo provoca disagio per loro (se non per tutti almeno per alcuni) e malcontento nella comunità, che li vede più che altro “bighellonare” per le vie del paese. Parzialmente si è cercato di farli partecipi della vita sociale del Borgo, impegnandoli in piccole attività di volontariato come la cura del verde pubblico, raccolta delle foglie, pulizia di alcune aree comunali, tuttavia sussistono problemi legati alla sicurezza che non consentono di fare più di tanto. Inoltre c'è un’attività di volontariato dedito alla “scolarizzazione” di alcuni dei ragazzi. Tornando alla domanda posso esprimermi, anche quale portavoce del “gruppo – lista” che mi sostiene, che ci atterremo alle indicazioni della Prefettura, mantenendo le azioni di sostegno locale che già sono avviate nei limiti delle nostre possibilità e soprattutto attivandoci - per quanto ci sarà legittimamente consentito e facendo aggregazione coi paesi vicini – al fine di garantire la maggiore sicurezza, condizioni di coesistenza, legalità e contrasto all’eventuale “malaffare” ed accattonaggio. Tuttavia ed in particolar modo ci teniamo a precisare che sempre e non in via secondaria, saranno considerate le situazioni di difficoltà di persone singole e nuclei familiari del paese che, spesso per naturale riserbo e pudore, non vengono dichiarate con la stessa evidenza, ma che sappiamo sussistere.

Critto: L'unica cosa che può fare un sindaco è pretendere che rispettino la cosa pubblica, che si rendano utili alla comunità nella quale sono stati inseriti, che siano educati e rispettosi nei confronti di tutti; del resto se vengono nel nostro paese non possiamo mandarli via, ci sono delle normative in merito e comunque la decisione viene presa dalla Prefettura, a seconda della disponibilità ricettiva privata esistente sul territorio.

Ballan: Il problema migratorio attuale sconta certamente un passato di sfruttamento da parte dell'Occidente di quelle terre lontane, che può trovare soluzione solo nella creazione di un tessuto produttivo locale. Ad oggi l'unica risposta appare l'attuazione di una politica di accoglienza a tutto tondo, che comporti la conoscenza della lingua italiana, delle regole che permeano il nostro tessuto sociale e della necessità del loro rispetto. Non ultime politiche di integrazione nel mondo del lavoro, anche attraverso forme di seri percorsi di formazione. Nel nostro Comune questo problema assume un rilievo limitato, presentandosi soprattutto nelle grandi Città, poli economici e lavorativi più attraenti. I migranti presenti a Borgo d'Ale sono il frutto della redistribuzione a livello regionale di persone richiedenti la protezione internazionale, a cura del ministero dell'interno. Nello spirito di accoglienza di cui ho detto e che condivido, queste persone seguono corsi di lingua italiana e di educazione civica, gli stessi sono inoltre impiegati in lavori di pubblica utilità, che facilitano, ritengo, la loro serena integrazione nella realtà borgodalese".

Patto di stabilità o pareggio di bilancio: come si affronteranno il mantenimento delle grandi opere e gli interventi di ordinaria manutenzione?

Andorno: A partire dal 2016 il Patto di stabilità è stato eliminato, ed è stato introdotto il nuovo ordinamento contabile basato sul principio della "competenza finanziaria potenziata" che prevede che il bilancio di previsione debba essere deliberato in pareggio e in equilibrio allo scopo di concorrere al contenimento dei saldi di finanza pubblica, a pena sanzioni pesantissime. Tale equilibrio consiste nel conseguire un saldo non negativo, in termini di competenza, tra le entrate finali e le spese finali. In più la Legge di stabilità 2016 (ex Finanziaria) ha introdotto l’obbligo di allegare al bilancio di previsione (alle successive variazioni di bilancio ed al conto consuntivo) un prospetto dimostrativo del rispetto di tale vincolo, contenente le previsioni triennali di bilancio, ma che non considera gli stanziamenti del fondo crediti di dubbia esigibilità e dei fondi spese e rischi futuri, destinati a confluire nell’avanzo di amministrazione. Inoltre tra le entrate non vengono considerati i mutui, mentre tra le spese non si considerano le somme previste come rimborso delle quote capitale dei mutui. Fatta questa doverosa premessa giuridica, tenuto conto che uno dei nostri essenziali obiettivi è quello di operare risparmi sulle spese ed opere comunali (verificando e razionalizzando le stesse mantenendo comunque e migliorando i servizi)  valutiamo ora cosa comporta il nuovo ordinamento: innanzitutto appare chiaro che un ente solido con pochi mutui e pochi crediti dubbi rimane penalizzato rispetto ad un ente fortemente indebitato e con molti crediti di dubbia esigibilità e praticamente impossibilitato ad utilizzare l’avanzo di amministrazione, qualora ne abbia, o a ricorrere  a mutui, se non in misura ridotta. Nel caso specifico del comune di Borgo d’Ale, esaminando i dati del bilancio di  previsione 2016/2017/2018 e relativo prospetto allegato, si può dire che partendo dal presupposto che le entrate correnti siano veritiere ed attendibili, che quindi si realizzino nel corso dell’esercizio finanziario e che le spese correnti non siano sotto stimate, il Comune ha, come spazio di manovra, per l’utilizzo dell’avanzo di amministrazione (che ci risulta esservi) o per la contrazione di nuovi mutui (la capacità di indebitamento dell’Ente ancora lo consente), la somma massima di 189.900 euro. Presupponendo una situazione abbastanza stabile negli anni, possiamo dire che questa sarà la somma anche negli esercizi futuri, da considerare quale limite, sia per l’utilizzo dell’avanzo che per la contrazione di nuovi mutui. Infine, proprio a seguito dei nuovi principi dì contabilità finanziaria potenziata, è necessario realizzare opere che diventino esigibili in corso dell’esercizio finanziario in questione, in quanto lo spostamento ad un esercizio futuro, ricorrendo al fondo pluriennale vincolato, rischia di compromettere gli equilibri degli esercizi futuri. Non si possono pertanto promettere grandi opere, che rischierebbero di diventare miraggi, ma sicuramente la realizzazione di opere magari divisibili in lotti, da pianificare all’interno del DUP (documento unico di programmazione) ed in ogni caso interventi di manutenzione straordinaria, sempre restando all’interno dello spazio economico che, ad oggi e secondo le disposizioni attuali, è quello sopra determinato. Ci impegneremo con determinazione ad utilizzare i cosiddetti “spazi finanziari “, cioè, per intenderci, autorizzazioni a spendere nostre risorse finanziarie, di importi determinati, che possono essere dati dalla Regione o dallo Stato, nel corso dell’anno. Quindi per non perdere queste opportunità (che spesso, quando vengono date, hanno dei tempi di realizzo molto ristretti ) occorre la massima tempestività nell’avere già dei progetti pronti ed una Stazione appaltante efficiente, che noi vorremmo, per l’appunto, crearci internamente in linea con le norme vigenti.

Critto: Cercando delle opportune economie di scala e andando a caccia di contributi statali e/o europei specifici per determinate opere, in sintesi cercando di non essere una squadra troppo statica, ma sempre all'erta con bandi Regionali, Statali ed Europei a caccia di contributi finalizzati a determinate opere che interessino al nostro territorio. Non ultimo adeguarci alla attuale normativa per poter usufruire in modo adeguato al baratto amministrativo.

Ballan: Bisognerà operare con grande senso di responsabilità. Stiamo vedendo qualche spiragli di possibilità di spesa. Le cose da fare sono molte: occorrerà dare priorità agli interventi che diano dignità e rispetto a determinate aree, come il parco giochi per i bimbi con annessa area dedicata alle attività sportive. Importante settore di impegno sarà il sostegno alle attività del nostro paese.

Perché la gente dovrebbe votarla?

Andorno: Perché, coi miei collaboratori, vorremmo essere “Gente tra la gente", mettendo con la massima semplicità a disposizione del paese e dei suoi cittadini, paritariamente, le nostre conoscenze ed esperienze, la nostra determinazione, l’entusiasmo dei giovani per “guardare oltre” verso un nuovo modo di amministrare, con un nuovo atteggiamento di ascolto, informazione e confronto che sia veramente partecipativo e nel rispetto delle aspettative di tutti. Perché desideriamo ridare al nostro Borgo un po’ di respiro, riducendo la pressione fiscale, affinché incentivato torni ad avere l’orgoglio di quando era un centro di eccellenza nella produzione agricola e nel commercio. Perché rinasca la fiducia, la voglia di pensare al futuro, cominciando, con umiltà ma cognizione di causa, dalle cose ordinarie, per poter fare sempre di più.

Critto: Siamo il vero cambiamento per questo paese, siamo il gruppo mediamente più giovane ed abbiamo delle idee veramente innovative e democratiche. Perché siamo noi il vero cambiamento? Perché il candidato della lista N.1 è il cognato dell'attuale sindaco uscente al quale diede sempre supporto sia logistico che tecnico; la candidata della lista N.3 è assessore nell'attuale lista uscente. Quali grandi novità potranno dare questi due candidati?

Ballan: La mia candidatura alle elezioni comunali che interesseranno Borgo d'Ale il prossimo 5 giugno rappresenta la proposta per una nuova partenza, in sintonia con quanto sta avvenendo nel paese. Dopo aver maturato un'esperienza di cinque anni come assessore alla cultura e alle politiche sociali, ho preso coscienza dell'opportunità, candidandomi, di mettere in pratica alcuni progetti che si sono affacciati nel corso degli anni del mio impegno amministrativo. Progetti come il sostenere le attività produttive, dare sicurezza ai cittadini, dare voce alla cultura e alle iniziative di sviluppo sociale, supportare i nostri ragazzi nelle già numerose attività svolte, riconoscendo loro un ruolo fondamentale nella società borgodalese. I progetti di riqualificazione urbana, unitamente all'attenzione per l'ambiente e la salute fanno da sfondo ad un paese che può davvero dare molto alle persone che vi dimorano.

Perché si candida e quali sono i suoi precedenti amministrativi?

Andorno: Forse è stata proprio l'esperienza di tanti anni (praticamente da quando ho iniziato la mia attività lavorativa con la quale sono ora al quarantesimo anno) di collaborazione con le molte amministrazioni locali, come funzionario tecnico esecutore esterno, oltre a quella di libero professionista, che mi hanno fatto venire la voglia di passare "dall'altra parte della barricata" per cercare di migliorare le cose viste in questi anni, mettendo a disposizione della collettività tutta l’esperienza che ho acquisito nei vari settori fondamentali della pubblica amministrazione. E farlo in questo momento storico, in cui le difficoltà di amministrare sono così forti e richiedono un grande impegno, è una questione di carattere e di attaccamento che nutro per il mio paese. Io credo profondamente in quello che voglio fare insieme al mio gruppo ed agli obiettivi che ci siamo prefissati. Anzi, le sorprese, le rivelazioni che spesso caratterizzano le campagne elettorali (non sempre piacevoli ), se possibile, mi hanno reso ancora più determinato nel percorrere la strada intrapresa.

Critto: Mi candido per vedere se riesco ad ultimare alcune cose che sono lasciate incompiute dopo il mio primo mandato, per quanto ciò possa ancora essere possibile dopo tanto tempo, con evidenti cambiamenti normativi. Sono stato sindaco dal 2001 al 2006, nei successivi mandati sono passato all'opposizione, anche in seguito alla divisione del gruppo.

Ballan: Sono stata 5 anni assessore alla cultura e alle politiche sociali. Ho intenzione di continuare il percorso iniziato perché quell'entusiasmo iniziale si è trasformato in consapevole impegno per la mia comunità, in desiderio di portare avanti progetti e iniziative maturati nel mio percorso personale e volontà di vivere appieno la vita del mio paese.

Anita Santhià

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