OUTDOOR UNA RICCHEZZA TUTTA PIEMONTESE

Sci alpinismo e arrampicata, canoa ed equitazione, mountain bike e ciclismo su strada, volo a vela e pesca ma anche trekking e passeggiate in montagna: la nuova frontiera del turismo parte da queste discipline che compongono il variegato panorama dell’outdoor, al centro di un convegno tenutosi il 16 maggio a Torino alla presenza degli assessori regionali all’Ambiente e allo Sport.

I lavori hanno preso avvio dalla presentazione dello studio di Ires Piemonte sulla valorizzazione del patrimonio paesaggistico piemontese. Finanziata dal Fondo di sviluppo e coesione 2017-2013, la ricerca, oltre ad analizzare la genesi e l’applicazione della normativa regionale dedicata alla valorizzazione della rete sentieristica piemontese (l.r. n.12/2010) ha cercato anche di illustrare le tendenze in atto nel mercato turistico legato agli sport all’aria aperta e, attraverso un’indagine diretta, fornire un identikit dei frequentatori della montagna e nel caso specifico del Monviso, montagna simbolo del Piemonte e oggetto di importanti interventi sulla rete sentieristica come la riapertura del più antico traforo del mondo, il Buco di Viso.

Gli sport all’aria aperta e i loro praticanti sono in costante aumento e, da fenomeno di nicchia per appassionati stanno rapidamente crescendo, tanto che nel 2016 la stima del valore del mercato dell’attrezzatura e dell’abbigliamento riferito allo sport outdoor a livello europeo era di 226 miliardi di euro sul mercato mondiale, 66 miliardi su quello europeo e circa 7,6 miliardi su quello italiano.

La Regione ha censito oltre 19.000 km di sentieri e tutte le informazioni principali (ubicazione, tracciato, lunghezza, dislivello, stato di manutenzione, ecc.) sono state inserite in un apposito strumento web, il Catasto regionale della rete sentieristica, liberamente consultabile. Il Catasto rende lo stato dell’arte dei sentieri, e costituisce la base della Rete regionale, che a sua volta si scompone in Rete provinciale costituita da settori che compongono la Rete locale. Si è intervenuto migliorando la segnaletica, lo stato di manutenzione e organizzando percorsi strutturati con punti di appoggio, ristoro, accoglienza e informazioni per oltre 4.000 km. Per cercare di monitorare gli effetti di questo lavoro e ottenere maggiori informazioni sui frequentatori dei sentieri, la scorsa estate è stata avviata una campagna di raccolta informazioni lungo il percorso del Tour del Monviso, attraverso interviste dirette ai camminatori e anche attraverso l’utilizzo di conta persone per cercare di stimare la numerosità.

 

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