OROPA E LA GIUNTA DI BIELLA NEGANO L’ARRIVO AL SANTUARIO DELLA GRAN FONDO ALPI BIELLESI, E’ POLEMICA

Troppe le critiche degli anni passati pesano sulla decisione ma per gli organizzatori è una occasione persa per valorizzare il territorio.
Polemiche per la decisione di non autorizzare la gara di bici che sarebbe dovuta corrersi il 1° luglio.
“L’amministrazione del Santuario di Oropa ha negato il consenso all’arrivo della 4a Gran Fondo Alpi Biellesi in fronte al Santuario stesso, a cui è seguita la telefonata del Sindaco, il quale informava che avrebbe negato l’autorizzazione”. Queste le parole di Enrico Cavallini organizzatore dell’evento. Oropa portata alla ribalta proprio dall’impresa del ciclista Pantani, Oropa che ha visto l’arrivo di tante tappe del Giro d’Italia, Oropa definita “Montagna Pantani”. Neanche un anno fa oltre un centinaio di migliaia di persone era giunti fino al Santuario per assistere all’arrivo della tappa del Giro d’Italia. E’ chiaro che la Gran Fondo non ha una valenza simile ma per gli organizzatori si tratta di valorizzare il biellese. “Oropa non vuole i ciclisti, che disturbano, che bloccano le strade, che non permettono ai fedeli di raggiungere il santuario nell’orario a loro consono -continua l’organizzatore-. Il fastidio, se così vogliamo chiamarlo sarebbe limitato all’ora di pranzo, quando tutti ormai hanno le gambe sotto al tavolo. E’ nutile investire tempo, denaro e passione per valorizzare un territorio a cui non interessa essere valorizzato con questo tipo di manifestazioni”.
Allo sfogo di Enrico Cavallini arriva la risposta del sindaco di Biella. “In merito alla polemica sollevata dagli organizzatori della Gran Fondo Alpi Biellesi di ciclismo -risponde il sindaco Marco Cavicchioli– preciso che in questo caso non esiste alcuna autorizzazione data e poi ritirata. Sin dall’inverno è stato fatto presente che sarebbe stato complesso e difficile consentire una manifestazione di questo tipo al Santuario di Oropa in una domenica di luglio, giornata nella quale il luogo è raggiunto da migliaia di pellegrini, in autovettura e autobus, e dunque risulta problematica la chiusura della strada per un lungo periodo di tempo, come invece si era reso necessario nell’edizione 2017. Non mi dilungo sui gravi disagi arrecati lo scorso anno. Per risolvere la questione si è suggerito di svolgere la corsa di sabato oppure ancora di tenerla di domenica ma in altro periodo meno affollato. Ma nessuna delle alternative è stata accettata. Quindi riportiamo la vicenda su binari di correttezza: la corsa non arreca fastidio né al sottoscritto né all’amministrazione del Santuario. Si tratta solo di trovare modalità organizzative che rispettino le esigenze di tutti”.
Fulvio Feraboli

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