NUOVI FONDI UE PER LA BANDA ULTRALARGA

“Sono molto soddisfatto dell’annuncio fatto ieri dalla Commissaria europea Corina Cretu, che coordina le politiche regionali, relativa allo stanziamento di 573 milioni di euro di fondi europei per lo sviluppo del Piano banda ultralarga, che già vede Regioni e Stato investire oltre 3 miliardi di euro per cablare, e cambiare, il Paese. E dunque per superare un gap strutturale di sviluppo che ha nelle reti di telecomunicazioni lo snodo e la struttura abilitante per nuovi servizi della pubblica amministrazione e delle imprese. Nell’incontro che ho avuto ieri con la Commissaria Cretu, a Ivrea, assieme all’Europarlamentare Bresso, ho avuto la conferma che questo stanziamento di fondi europei rientra nella precisa strategia che la Commissione ha montato negli ultimi anni, con l’attenzione forte per le aree rurali e montane, che ha portato il Parlamento ad approvare nel 2018 una specifica Risoluzione che dovrà portare a una concreta Agenda Montagna dell’UE”.

Lo afferma il Presidente nazionale Uncem Marco Bussone, a poche ore dall’incontro con la Commissaria, al Castello di Parella. Innovazione e telecomunicazioni al centro dello sviluppo locale, vettore di crescita e benessere. Come scrive CorCom, 573 milioni di euro, che fanno capo alla politica di coesione, potranno essere utilizzati a copertura del 60% dei costi delle iniziative che riguarderanno le aree in cui l’accesso all’Internet veloce non è attualmente disponibile. E stando alle stime della Commissione potranno interessare oltre 7mila comuni italiani, per un totale di 12,5 milioni di abitanti, e quasi 1 milione di imprese.

“I fondi andranno a sommarsi a quelli già in corso di spesa per reti in fibra e senza fili nelle aree bianche, cioè nei Comuni dove le imprese private non investono da sole, dove è dunque necessario l’intervento pubblico – spiega Bussone – Il Piano nazionale Banda ultralarga in Italia procede e fa scuola in Europa. Centinaia di Comuni sono già interessati dai cantieri di Open Fiber. Aspettiamo anche che Ministero dello Sviluppo economico e Infratel definiscano cosa fare nelle aree grigie, a metà tra zone a fallimento di mercato e zone urbane. Ci sono 600 milioni di euro disponibili. Oltre a questo dobbiamo capire come prevedere dei voucher per imprese e cittadini capaci di incentivare la domanda. Chiediamo al Mise di intervenire e avviare al più presto l’iter per definire come spendere i nuovi fondi europei”.

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