MONITORAGGIO OPERE PUBBLICHE, VERCELLOTTI (UNCEM): “RICOGNIZIONE SERVE A SCARICARE ENNESIME RESPONSABILITA’ SUI SINDACI”

“I comuni segnaleranno le opere che meritano approfondimenti” ha detto ancora la vicepresidente.
“Ritengo che l’operazione di ricognizione delle opere pubbliche – infrastrutture stradali, ferroviarie e idrauliche – richiesta dal Mit ai Comuni tramite le Province, anche con un discutibile e per certi versi inspiegabile accordo con Anci, sia l’ennesimo scarico di responsabilità da parte del Ministero, di chi sta al centro, a Roma, sulle spalle dei Sindaci. Quella fatta, con tre giorni di tempo per rispondere per gli Enti locali, è certamente una richiesta tanto tempestiva quanto inopportuna, nei modi e nel merito”.
Lo afferma Paola Vercellotti, Vicepresidente Uncem Piemonte.
“È di tutta evidenza che per fornire una risposta seria al Mit – prosegue Vercellotti – servirebbe uno studio serio, da parte di tutti i Comuni, che dovrebbe essere eseguito da tecnici competenti in materia, ovviamente con incarichi professionali regolarmente affidati. All’interno degli Enti, anche per il blocco del turn over, spesso mancano le professionalità necessarie a svolgere tale ricognizione e in ogni caso la tempistica richiesta non consentirebbe di dare risposte complete e davvero finalizzate alla messa in sicurezza del territorio. Così come richiesto, quello che si chiude tra due giorni voluto dal Mit, non può che trasformarsi nel ‘censimento’ dei ponti lungo le strade comunali. Un mero elenco. Inutile”.
“Ho sentito molti colleghi Sindaci – prosegue la Vicepresidente Uncem – e credo non possano far altro, nel dubbio, che segnalare tutte le strutture meritevoli di qualunque approfondimento di tipo strutturale, visto che la responsabilità sarà ancora una volta tutta in capo agli amministratori peraltro non informati sugli obiettivi che il Ministero voglia ottenere con questa ricognizione, o di quante risorse saranno disponibili tra fine 2018 e 2019 per investimenti sulla sicurezza del territorio e delle opere pubbliche”.
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