MONGRANDO, RIMASTE SOLO DUE SLOT ACCESE SU CINQUE

Il consiglio approva un apposito regolamento che rafforza la delibera regionale. Da cinque apparecchi ne sono rimasti un paio.

La severissima stratta della legge regionale a contrasto del gioco d’azzardo è stata accolta tra polemiche ed approvazioni in tutto il biellese. Una legge inflessibile che ordina macchinette spente a meno di 500 metri dai quelli che vengono definiti i “punti sensibili” della città: bancomat, scuole, oratori, ospedali, centri di formazione, luoghi di culto, impianti sportivi, luoghi di aggregazione per i giovani, strutture ricettive protette (come case-famiglia), filiali di banche, negozi di compravendita di oro e gioielli, stazioni ferroviarie e nodi di interscambio per i bus.
E mentre il sindaco di Biella Marco Cavicchioli da subito si è adoperato affinchè le slot machine venissero spente nei luoghi definiti “off limits”, dall’altra c’è il sindaco di Mongrando Tony Filoni che ha fatto di più. Durante l’ultima seduta di consiglio comunale ha approvato all’unanimità un’ulteriore giro di vite sul gioco d’azzardo dotandosi di un apposito regolamento “sulle sale da giochi e sugli apparecchi elettronici da intrattenimento o da gioco”.
Oltre ai luoghi sensibili individuati dalla legge regionale è stato inserito un divieto specifico per le zone ad alta densità abitativa. “Questo regolamento, approvato da tutto il consiglio, vuole rafforzare la delibera regionale che secondo la noi lascia una sorta di vuoto normativo – dice Filoni -. Abbiamo inserito il divieto relativo all’alta concentrazione di case ed abitanti. Ora sono rimasti solamente due locali a Mongrando in cui sono installate le slot machine, dai 5 che c’erano una volta. La nuova normativa prevede che, da adesso in poi, se mai dovessero aprire nuovi locali con macchinette, questi siano solo in aperta campagna”.

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