MILICA TRAVAR, LA NATURALEZZA NEL SALTO IN LUNGO

Un viaggio nei pensieri dell’atleta del G.S. Ermenegildo Zegna durante l’allenamento del martedì a Trabucco una frazione di Mosso, con lei l’amica Chiara Sala e il suo allenatore Francesco Farabella.

“Nel salto in lungo ha una naturalezza invidiabile”. Questo è il giudizio del suo allenatore Francesco Falabella. A Padova nelle prove multiple indoor ha vinto il salto in lungo a gennaio superando atlete delle forze armate, ad Ancona ai campionati italiani individuali sempre indoor è giunta quarta a due centimetri dal secondo posto. Lei è Milica Travar 18 anni compiuti a febbraio tesserata G.S. Ermenegildo Zegna. E’ nata a Biella ma come ben avrete capito dal cognome è di origine Serba. Siamo andati a trovarla sul campo dove si allena a Trabucco – Mosso per conoscere un’altra atleta della provincia che si è distinta in pista quest’inverno. Si è avvicinata all’atletica da tempo ma solo da un paio d’anni sta allenandosi con maggiore intensità. “Milica è molto determinata, corretta e ha i suoi obiettivi -precisa l’allenatore-. Nonostante si sia avvicinata da poco al salto in lungo siamo vicini ad atleti più navigati. Il prossimo obiettivo per lei saranno i 6 metri, una misura che quando sarà vecchia ricorderà con piacere perché sono in pochi quelli che riescono a superarla”. E dire che all’atletica Milica Travar è arrivata per caso, grazie alla sua docente delle scuole medie. “Devo ringraziarla -racconta Milica- perché allora facevo ginnastica artistica e lei mi aveva suggerito di provare atletica. Non avrei mai pensato di scegliere questo sport perché penso che non sia un amore a prima vista ma si coltivi nel tempo. Almeno così è stato per me”. Gradualmente con gli allenamenti, Milica ha iniziato a credere nei piccoli obiettivi che le davano soddisfazioni. “Quest’anno è iniziato bene -continua l’atleta-. Ad Ancona indoor, il quarto posto a pochi centimetri mi ha reso felicissima, ogni piccola emozione rimane dentro me. Però quando ho realizzato che per un centimetro ho preso la medaglia di legno e non l’argento mi è dispiaciuto molto (sorride, ndr)”. Ma in questo mondo di atletica, a Milica è molto vicina una persona, un’amica inseparabile che la aiuta trovare il giusto equilibrio soprattutto in gara. “Mi alleno sempre con Chiara Sala -racconta ancora- con lei riesco a confrontarmi, siamo molto amiche e condividiamo la passione per l’atletica quasi da sempre. Lei è il mio punto di riferimento, senza Chiara probabilmente non sarei qui a fare atletica. Sono proprio contenta di averla accanto e quando ottiene un buon risultato è come lo facessi io”. Milica Travar nonostante questa grande amicizia ha ancora molto da perfezionare a partire dal suo carratere che lei stessa atleta definisce strano e impulsivo. “Sì è vero, in gara ho ancora alcuni blocchi mentali che mi limitano. Non riesco a capire il perché, sono sempre alla ricerca di qualche sicurezza che perdo nei momenti di agitazione. Non ho mai una via di mezzo o troppo agitata o troppo tranquilla. Resta il fatto che per ottenere risultati, secondo me, bisogna sempre avere una motivazione”. Ma quello che ci ha colpiti maggiormente nella nostra lunga chiacchierata è il suo modo di vivere la quotidianità alla ricerca di uno svago nell’atletica, l’amore per i sentieri, il profumo del bosco, della montagna. “Mi è rimasta dentro fin dall’infanzia quando giocavo con mio fratello Dejan. Ecco andare per i boschi lo associo all’atletica, ovvero un qualcosa che ti fa staccare dalla routine giornaliera. Infatti dove mi alleno qui a Mosso è tutto molto simile”. Le idee sul futuro sono ancora confuse. E dire che la maturità all’Istituto Bona è alle porte. In una cosa però Milica è certa: “Chi trasforma l’atletica in lavoro è un talento e io non mi definisco tale, non sono a quel livello. Nella vita poche persone sono nate per far diventare lo sport un vero lavoro”. Tra poco Milica Travar parteciperà ai campionati italiani di Agropoli poi a fine luglio ai regionali assoluti e se farà il minimo a settembre ai campionati italiani assoluti. Chissà se avrà ragione la consapevolezza nel suo valore sportivo o se invece sarà un’ancor più lieta sorpresa per l’atletica biellese. Forse basterebbe un pochino di convinzione in più.

Fulvio Feraboli

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