PER LA VIRTUS BIELLA E’ UN INSOSTITUIBILE MARIO

Da quando è nato il PalaSarselli non manca un giorno che non si veda Mario Scarpa al palazzetto. Per lui è come una casa così come la Virtus Biella la sua seconda famiglia. E’ entusiasta di coach Mucciolo e di questa squadra.

Senza nulla togliere a nessuno, ci sono giocatori e giocatori, dirigenti e dirigenti ma di Mario Scarpa, 78 anni, ne esiste solo uno. Un giretto al mattino, uno al pomeriggio, e quando c’è allenamento è presente. Fino alle 18,30 perché poi saluta tutti, sale sulla sua Fiat Panda e torna a casa dalla moglie Florisa per cenare. La sera? Se ci sono partite Mario è presente. E’ quasi diventato un lavoro ma per lui è un divertimento, un motivo per impegnare la giornata. Il PalaSarselli e la Virtus Biella sono in buone mani. “Sono quì per un mio amico, Carlo Bonaldo, il fiorista -racconta rigorosamente con la parlata piemontese, Mario Scarpa-, tredici anni fa cercava qualcuno che si occupasse del palazzetto. Allora mi chiese se avessi avuto voglia di occuparmi. Era il mese di aprile ma non ricordo bene, so che all’inaugurazione del PalaSarselli io ero già quì”. Sono cambiati i presidenti, si giocava a basket giovanile poi a pallavolo ma “mi hanno sempre detto che andava tutto bene il mio operato -continua Scarpa-. Abito a due passi e al mattino e al pomeriggio mi faccio i miei giretti. Chiunque venga mi ha sempre trovato”. Il volley non gli era mai interessato, da giovane aveva giocato a calcio poi “mi sono affezionato alla pallavolo e le ragazze mi vogliono bene perché io scherzo sempre, le faccio ridere e faccio il tifo quando ci sono le partite”. Ma per una società avere il prezioso contributo di un personaggio come Scarpa è un vero lusso. Oltre a mantenere in ordine il palazzetto, quando terminano gli allenamenti capita che qualche genitore tardi nel recuperare la figlia. “Io resto fino a quando non vanno via tutte -racconta ancora Mario-. Non le chiudiamo fuori. Poi dò un giro di chiave e vado a casa. Per me è normale. Al mattino alle 6,30 mi alzo, faccio colazione, vado a prendere il giornale e poi vendo al palazzetto. Da queste parti si trova sempre qualcuno per chiacchierare”. Insomma una persona che tutte le società vorrebbero avere al loro fianco. Ma non solo. Tutti i club che arrivano a giocare a Chiavazza gli fanno i complimenti per come mantiene l’impianto. pulito e in ordine. “Queste sono le cose che mi gratificano -dice ancora Scarpa- e mi fanno molto piacere”. Continuiamo a chiacchierare piacevolmente e tra una parola e l’altra ci viene spontaneo chiedergli la giocatrice di pallavolo, tra le tante passate in Virtus, che ricorda con più simpatia. Ma il Mario nonostante i suoi 78 anni non si sbilancia. “Mi affeziono a tutte, è come se fossero le mie nipoti -precisa sempre parlando in piemontese-. Non saprei perché poi se ne dico una faccio un torto alle altre (sorride Mario, ndr). Mi piacciono tutte, basta che giochino e si divertano. Questo è importante”. I minuti trascorrono e le 18,30 sono passate già da un bel po’ di tempo. Sappiamo che la sua Florida e la cena lo aspettano. Affrettiamo i tempi e in conclusione gli chiediamo il suo pronostico di quest’anno visto che sta per iniziare il campionato. “Mi ha entusiasmato tanto questo allenatore (coach Cristiano Mucciolo, ndr) -dice ancora-. L’ho capito dai primi allenamenti. Pretende e massacra le ragazze. E’ un vero allenatore. Secondo me questa squadra dovrebbe fare bene e se facessero un bel campionato sarebbe una bella soddisfazione. Speriamo che tengano il ritmo fino alla fine della stagione perché troppe volte hanno mollato a metà campionato. Sabato a Rivarolo? Potrebbero anche vincere ma tutti giocano per la vittoria finale. Non devono perdersi in un bicchiere d’acqua come qualche volta accade ed è accaduto”. E infine la ricetta di Mario Scarpa è quella di un vero allenatore: “Devono tirare fuori i cosiddetti (attributi, ndr) -chiosa- andare in campo e combattere fino alla fine. Se poi vincono le altre non importa ma il lavoro della settimana bisogna cercare di concretizzarlo al massimo con tanta volontà”. Stiamo salutandoci ma il Mario si ricorda una cosa importantissima per lui. “Come giusto che sia -dice in ultimo- il merito non è solo mio ma mi fa piacere avere al mio fianco e collaborare in amicizia con Paolo Bellinazzo, Gigi Pellizzari e Marco Tino”.

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