LA MONTAGNA VINCE, LE CENTRALI IDROELETTRICHE DI PIANURA PAGHERANNO IL SOVRACANONE

Lo conferma la Corte di Cassazione che ha rigettato i ricorsi. Gettito fiscale in aumento per molti comuni biellesi e non.

Importante vittoria per i territori montani che, dopo 5 anni di contenzioso, si sono finalmente visti riconoscere un importante diritto: il versamento di un sovracanone da parte dei proprietari di centrali idroelettriche installate in zone di pianura. La Cassazione ha quindi confermato che la norma in questione, fortemente sostenuta da Uncem, è pienamente legittima sotto il profilo costituzionale e comunitario.
La sentenza cioè stabilisce che anche gli impianti che non si trovano in montagna dovranno pagare unulteriore tassa al Comune in cui l’acqua transita (ad esempio, Cerrione ha un centralina sull’Elvo, ora i proprietari della centralina pagheranno, oltre al canone fisso versato da sempre alla Regione, anche un sovracanone agli Enti montani dove transita il fiume, in questo caso Graglia e Sordevolo).
La conferma definitiva giunge dalla Corte Suprema di Cassazione che ha rigettato i ricorsi avanzati dai privati contro la norma, estendendo così i sovracanoni anche agli impianti posti al di fuori del perimetro dei territori montani.
“Dopo una vicenda giudiziaria lunga 5 anni, oggi il diritto dei Comuni montani di percepire i sovracanoni in relazione a tutti gli impianti non può più essere messo in discussione – dice il presidnete di Uncem Piemonte Lido Riba -. Si tratta di una bella vittoria per i territori montani, che vedranno un aumento del gettito fiscale a loro favore, frutto dell’azione convinta dei Democratici nella scorsa legislatura, e che ora ci auguriamo non venga penalizzata dalle misure che il governo intende mettere in atto nel cosiddetto pacchetto della Flat Tax”.

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