LA DIRETTIVA CUCU E LA DIRETTIVA GABRIELLI

L’appello della maschera di Chiavazza, il Cucu, a margine della  conferenza stampa di presentazione del programma del ‘Carnevale di Biella e Chiavazza’ è stato chiaro : ”Speriamo che le forze dell’ordine ci diano una mano e non ci mettano il bastone tra le ruote”. Al di là delle frasi, come sempre sferzatamente ironiche della maschera del Carnevale, è vero che organizzare eventi, soprattutto itineranti è, con la direttiva Gabrielli, davvero difficile. L’ultimo esempio eclatante è stata la situazione della edizione 1019  della ‘Festa di Sant’Orso’ ad Aosta la scorsa settimana, che dovendo adeguarsi ha pressochè scontentato tutti gli espositori e contato circa 9 mila presenze in meno rispetto all’anno precedente.
I costi lievitano per gli organizzatori, obbligati oltretutto a slalom burocratici mica semplici e, nei grandi eventi, la gente deve fare coda per passare sotto conteggiatori o telecamere e se, oggettivamente è davvero improbabile in molte situazioni prevedere incidenti e pressochè  impossibile pensare a situazioni di pericolo alla sfilata dei carri a Chiavazza o alla fagiolata della Gifflenga… Il problema è che la direttiva Gabrielli nasce in un momento di paura, di fobia, dopo il terribile episodio di piazza San Carlo a Torino proprio figlio di quella paura quando un semplice botto scatenò il panico.
Certo, la guardia va tenuta alta, ma il tessuto sociale delle nostre  località, dei paesi in particolare, è ormai solo vivo grazie all’impegno di associazioni, pro loco, volontari che non devono essere ‘professionisti’ dell’organizzazione di eventi e che non possono economicamente sostenere ulteriori costi o vivere l’ansia se una sfilata allegorica si potrà tenere o meno in base a fattori che alcune volte sono pure ambigui e non codificati nello stesso modo in tutte le località.A questo le parole del Cucu si riferiscono e sono da valutare con attenzione non superficiale avendo focalizzato un problema di tanti. Tornando alla presentazione del  programma 2019 del carnevale di Biella e Chiavazza ecco gli appuntamenti principali: sabato 2 marzo in piazza Cisterna dalle 20  ‘La Folle Notte’, anticipata dal ‘Folle Carnevale dei bambini’, un momento tutto dedicato ai piccoli a partire dalle 14,30 con laboratori artistici, giochi, truccabimbi, musica e i premi per la maschera più originale e per il gruppo più numeroso.
Le due domeniche principali a Chiavazza saranno il 24 febbraio, data della sfilata dei carri e delle maschere per le vie del quartiere, e il 3 marzo, quando piazza XXV Aprile si trasformerà in cucina a cielo aperto per la fagiolata, che dal 1996 può fregiarsi del titolo, certificato dal Guinness dei Primati, della più grande ‘minestra a base di fagioli e salame’ del mondo. Per il processo del Babi, in calendario la sera di martedì grasso, le prevendite apriranno lunedì 11 febbraio da Cigna Dischi (via Italia 10), Paper Moon (via Galimberti 34) e, a Cossato, da Nala abbigliamento (via Mazzini 68). Sarà possibile riservare una poltrona al teatro Sociale Villani anche via internet, dal sito www.ilcontato.it.
Due sono i ‘bal dal lunes’, a Valdengo presso il dancing ‘La Peschiera’ con le maschere piemontesi il 18 febbraio e al teatro parrocchiale di Chiavazza il 4 marzo. Quattro più una sono le ulteriori fagiolate, con i paioli fumanti a Vandorno, Cossila San Grato, Riva e Vernato Thes. Due sono gli appuntamenti con lo spettacolo, entrambi a Chiavazza con la tradizionale commedia a sfondo carnevalesco ‘I misteri di Chiavazza’ venerdì 22 e con la cena con cabaret (ospite Giuseppe Magni) sabato 23.C’è anche spazio per lo sport con la Karneval Run a Biella centro sabato 23, dove si correrà in maschera.

ANDREA GUASCO

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