LA CONGIUNTURA ECONOMICA

Assemblea del collegio costruttori.

A distanza di dieci anni dalla, crisi economica, il Piemonte sta ripartendo con una crescita del Pil per il 2017 e una stima per il 2018 pari all’1,6% (dati/previsioni Prometeia) — in linea con l’andamento nazionale (+1,5% , dati Istat) — e un tasso di disoccupazione che passa dal 9,3% del 2016 al 9,1% del 2017, due punti percentuali al di sotto della media italiana e due punti al di sopra del resto del Nord (dati Istat). Resta infatti un forte divario tra i livelli pre-crisi e quelli attuali, con una crescita più lenta e un minore dinamismo rispetto alle altre regioni italiane con le quali il Pienone si confronta (Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Toscana).

Malgrado un contesto economico generale volto a un cauto ottimismo il settore delle costruzioni continua ad essere in difficoltà. Recentemente ho partecipato all’Assemblea di Ance Piemonte dove sono stati illustrati i dati più recenti e le previsioni per l’anno in corso. Bene, da queste elaborazioni emerge che, per i primi sei mesi del 2018, si è respirato un clima di pessimismo per le imprese del settore che continuano a segnalare previsioni in calo del fatturato. Si continua a vivere in una situazione di stallo in termini occupazionali e la perdurante problematica dei ritardati pagamenti. Un grande problema resta quello del blocco delle opere pubbliche causato in parte dall’introduzione del Codice degli appalti e dall’eccessiva burocrazia.

TRA INCERTEZZE E NECESSITÀ DI INFRASTRUTTURE IN UN CONTESTO IN CUI L’EDILIZIA BIELLESE SI È DIMEZZATA

I mesi di incertezza politica pre e post elettorale hanno poi nuociuto mettendo a rischio la sopravvivenza dell’edilizia. Di fondamentale importanza è che il nuovo Governo non perda ulteriore tempo e si concentri nel far crescere il Pil e l’occupazione. La crescita e lo sviluppo necessariamente passano attraverso la realizzazione di infrastrutture moderne e al servizio dei territori.

Da tanti anni si parla, a Biella, di elettrificare la linea ferroviaria — il 2019 dovrebbe essere l’anno buono — ma questo non è sufficiente. Il cantiere per l’autostrada, la pedemontana che collegherà Biella all’A26 a Romagnano Sesia dovrebbe partire non prima del 2020. Si è perso troppo tempo.

Biella, più di altre realtà piemontesi ha subito la congiuntura perché quando è arrivato lo tsunami finanziario dall’America stentava ad uscire da una crisi di sistema del tessile, una mono-industria attorno alla quale tutto ruotava. La fotografia che emerge leggendo i dati della Cassa Edile è impietosa: in dieci anni il settore si è pressoché dimezzato. Nel 2008 gli addetti dell’edilizia tout court (industria e artigianato) erano 448 ad oggi le aziende iscritte alla Cassa Edile sono 268. I dipendenti, in un decennio sono scesi da 2331 a 1266, le ore lavorate da 2milioni e 500 a un milione e 400.

La crisi ha eliminato dal mercato le imprese meno strutturate, ha costretto altre a ristrutturarsi ma ora, con una leggera nota di ottimismo, possiamo dire che sta offrendo opportunità di innovazione a quelle che hanno saputo resistere.

L’etimologia della parola “crisi” del resto ci suggerisce un significato non del tutto negativo. La crisi è un momento di transizione, di cambiamento.

Partendo dalla consapevolezza che il panorama economico è cambiato, è necessario più che mai superare la mancanza di visione strategica e lasciar posto a ragionamenti improntati sullo sviluppo e sulla competitività, al passo con l’innovazione.

Crescita e sviluppo dei territori significano una nuova e più ampia visione delle città, che non possono essere competitive senza sostenere dei costi. Occorre una visione stabile e duratura nel tempo, una regia delle istituzioni ed il coinvolgimento di diversi attori, quali università, imprese, mondo della cultura, le organizzazioni economiche e sociali, le fondazioni bancarie e le professioni. Accettare scelte politiche orientate al non fare significa accettare costi insostenibili per l’intera collettività.

ANCE BIELLA VUOLE ESSERE PROTAGONISTA DI UNA TRANSIZIONE POSSIBILE

Il Collegio dei Costruttori di Biella, ad oggi conta 50 imprese associate che danno lavoro a 350 dipendenti, è sempre più una realtà che opera nel territorio, per il territorio, proiettandosi nel futuro.

Da qualche mese abbiamo avuto il piacere di avere due nuove iscrizioni al nostro Collegio e da gennaio ne avremo una ulteriore.

Abbiamo organizzato, insieme all’associazione CasaClima, una serie di seminari volti a illustrare le nuove tecnologie che stanno trasformando la casa in un vero e proprio sistema complesso e che il mercato sempre più chiede.

Un’edilizia 4.0 è quello che noi imprese dobbiamo essere in grado di offrire alla committenza sia essa pubblica o privata.

Con onestà dobbiamo guardare il territorio e la sua dinamica demografica. La popolazione diminuisce e aumenta l’anzianità: questo significa che il patrimonio immobiliare presente supera già oggi la domanda. È però un patrimonio vecchio che nonostante i già ragguardevoli interventi di ristrutturazione — se non ci fossero stati gli incentivi al recupero ed all’efficientamento energetico degli immobili i dati di questi anni sarebbero stati ancora più neri — necessità di ulteriori investimenti.

Da considerare è anche il fatto delle sempre più stringenti normative che tendono a limitare il consumo del suolo favorendo la demolizione e la riedificazione.

I dati demografici devono essere letti per quello che sono. Possono darci una proiezione su quello che sarà se non facciamo nulla per cambiare la tendenza. Il Biellese non può vivere come ineludibile il declino.

L’abbiamo ripetuto tante volte. Biella si trova in una posizione strategica, a metà strada tra Milano e Torino, offre una grande qualità di vita e i valori immobiliari, bassi rispetto alle città vicine, potrebbero giocare di incentivo ad attrarre una nuova residenzialità sia di imprese che di famiglie.

Ormai la fibra è estesa a tutta la città e nel giro di un biennio la maggior parte dei comuni sarà raggiunta dal super internet rendendo reale la possibilità del telelavoro.

In un’azione di marketing territoriale non va poi scordato come la città sia servita da un sistema di teleriscaldamento volto a ridurre i consumi e le emissioni di CO2 nell’atmosfera. In queste settimane diversi cantieri sono attivi per estendere la rete di distribuzione.

I GIOVANI, LA SCUOLA, IL NOSTRO FUTURO

Investire sui giovani è strategico. I giovani che vogliono entrare in edilizia devono essere formati e preparati. Da parte nostra per il secondo anno consecutivo abbiamo promosso, con l’Istituto per Geometri, un progetto di alternanza scuola-lavoro.

Il messaggio che a loro trasmettiamo è che il settore può ancora dare tanto, anzi darà tantissimo, ma abbiamo bisogno di loro. I ragazzi hanno incontrato imprenditori, geometri e conosciuto gli aspetti legislativi e non solo. In particolare hanno approfondito il tema dell’economia circolare e quindi della capacità dell’edilizia contemporanea di saper riciclare i materiali.

Certo la Legge non ci aiuta ad assumere neo diplomati o neo laureati in quanto il tirocinio agevolato dura solo 6 mesi. Troppo pochi per formare un tecnico fresco di scuola passando subito a costi elevati che ne disincentivano l’assunzione.

RAPPORTO CON I SINDACATI

Per quanto riguarda i rapporti sindacali vi do contezza del rinnovo del contratto nazionale arrivato proprio in questi giorni. Il contratto, firmato da Ance, Legacooop, Confcoperative, Agci e Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil, contiene un protocollo per il rilancio del settore.

Questo protocollo prende atto che i dati sull’occupazione evidenziano un esodo dal contratto nazionale edile verso contratti più convenienti soprattutto in termini di formazione e sicurezza, fenomeno che avviene in contrasto con il sistema normativo perché i controlli ispettivi, condizionati da risorse umane ed economiche insufficienti, sono troppo pochi. Prende poi atto che è sempre più diffuso vedere applicati alla forza occupazionale impiegata in un cantiere edile un insieme diversificato di contratto con costi retributivi e previdenziali diversi, nonchè trovare numerosi lavoratori autonomi a partita Iva; tutti elementi che incidono in termini di legalità e concorrenza sleale nei confronti delle imprese che lavorano correttamente. Infine ci impegna lavorare per arrivare ad una “anagrafe” di cantiere da registrare in Cassa Edile, al ripristino del Durc nella sua originaria formulazione, e alla riduzione del costo del lavoro in edilizia.

LA PRESENZA STRATEGICA DEL COLLEGIO

Il Collegio, già nel mio precedente mandato,  ha visto una grande riorganizzazione  resasi necessaria per stare al passo con tempi. Sottolineo l’importanza del sito internet in cui è presente un’area riservata  dalla quale è possibile scaricare il notiziario e le circolari.

Voglio ricordare i servizi che Ance Biella offre a tutti noi:

a) la puntuale informazione, garantita attraverso il notiziario e le circolari;

b) una rappresentanza autorevole ai tavoli sindacali, a quelli politici ed istituzionali;

c) una intermediazione con banche e assicurazioni nel ricercare vantaggi per le imprese socie.

d) consulenza legale con gli avvocati Rodolfo Rosso e Rosario Scalise;

e) informazione quotidiana sugli appalti del Nord Italia;

f)   corsi formativi.

Tag:, ,

Comments are closed.