INFRASTRUTTURE CHIAVE DI VOLTA DELLO SVILUPPO DEL PAESE

Oltre la metà (53,6%) delle imprese del perimetro delineato sono localizzate al Nord e da sole le quattro principali regioni esportatrici – Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte e Veneto –  ne concentrano il 46,65% (anno di riferimento 2016). In Piemonte le piccole imprese interessate dallo sviluppo delle infrastrutture sono 81.389 (quarto posto della classifica regionale) così suddivise: 29.321 manifatturiero; 43.848 costruzioni; 8.220 trasporto e magazzinaggio; 6.992 logistica (anno 2016). A livello provinciale le piccole imprese interessate allo sviluppo delle infrastrutture sono così suddivise: Torino 38.997; Cuneo 13.617; Alessandria 8.088; Novara 6.447; Asti 4.493; Biella 3.593; Verbano-Cusio-Ossola 3.103 e Vercelli 3.051.

Gli addetti delle piccole imprese interessate dallo sviluppo delle infrastrutture in Piemonte sono 276.178 così suddivisi: Torino 129.650; Cuneo 46.786; Alessandria 27.573; Novara 24.788; Asti 14.333; Biella 12.750; Vercelli 10.182 e Verbano- Cusio-Ossola 10.116 (anno 2016). “Le Pmi chiedono a gran voce che si realizzino le grandi infrastrutture in tempi ragionevoli e certi – continua Felici –  Si è perso troppo tempo e nessuno può pensare di imbalsamare il Paese per assecondare le ideologie degli attivisti che da sempre ostacolano la realizzazione dell’opera, oggi indispensabile per riscrivere la geografia economica e sociale del nostro Paese e del Piemonte.” Nel 2017, secondo l’ultima rivelazione pubblicata in MIT (2018) al 30 giugno 2018 in Piemonte sono 9 le opere incompiute che sottendono investimenti pubblici bloccati per effetto dell’incompiutezza degli interventi per 10 milioni di euro, pari a 1,1 milioni di euro per opera.

Una analisi controfattuale evidenzia che in Italia se tra il 2010 ed il 2017 si fosse mantenuta una incidenza sul PIL degli investimenti pubblici in Costruzioni pari alla media del quinquennio 2005-2009, nel 2017 si sarebbero registrati 122mila occupati in più nel settore dell’edilizia ed installazione di impianti e il calo degli occupati registrato dal settore (-501 mila unità) si sarebbe ridotto del 24,3% A livello ripartizionale la maggior riduzione relativa del calo osservato per l’occupazione delle costruzioni ipotizzabile con maggiori investimenti in costruzioni è il 26,5% del nord-est con riduzione del calo effettivo di 31 mila unità. In particolare i maggiori investimenti si sarebbero tradotti in 13 mila occupati in più in Piemonte e 13 mila per la Lombardia.

 

 

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