IN PIEMONTE LA CULTURA E’ MEMORA

Si chiama Mèmora la nuova piattaforma digitale pubblica libera e gratuita che la Regione Piemonte, prima in Italia, ha creato con il CSI per raccogliere il patrimonio di centinaia di archivi, istituti culturali e musei. Operativa dal 18 aprile, è il frutto di oltre due anni di lavoro ed è stata realizzata con Compagnia di San Paolo e Polo del ‘900.

In un solo applicativo sono raccolti e resi disponibili migliaia di documenti, fotografie, manifesti, video di centinaia di enti: ad oggi si contano 70.000 oggetti digitali, 500.000 schede descrittive di beni artistici e 500 inventari di archivi storici, numeri destinati a crescere giorno per giorno. Mèmora infatti gestisce attraverso un’unica interfaccia web beni culturali di tipologie diverse, integrando i molteplici software finora utilizzati e superando così la divisione tra beni archivistici e beni museali in favore di una visione complessiva.

“E’ un risultato importante, ma anche un punto di partenza – ha dichiara Antonella Parigi, assessora alla Cultura e al Turismo della Regione Piemonte, nel corso della presentazione svoltasi il 17 aprile nella sede del CSI – Mèmora, oltre a essere a disposizione degli operatori, sarà anche uno strumento utile per le politiche regionali tanto in ambito culturale quanto turistico, e un mezzo efficace di conoscenza e valorizzazione del nostro patrimonio culturale aperto a studenti, professionisti e cittadini”.

Dal punto di vista tecnico Mèmora si basa sul software open source CollectiveAccess, utilizzato da musei, archivi e biblioteche in tutto il mondo e, anche grazie alla community internazionale che lavora attorno al software, sono garantiti alti standard tecnici, aggiornamenti continui, facilità di personalizzazione e interoperabilità. La piattaforma nei mesi scorsi è stata testata anche da 27 professionisti dei principali istituti culturali e musei piemontesi, con l’obiettivo di raccogliere pareri e suggerimenti dagli addetti ai lavori e apportare eventuali modifiche o miglioramenti.

Claudio Artusi, presidente del CSI Piemonte, ha ricordato che sono passati 20 anni dalla creazione del software Guarini, con cui a con cui furono avviate le catalogazioni di opere d’arte ed edifici architettoni

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