IL RE DEL SUSHI E’ UN BIELLESE

E’ di Occhieppo Inferiore e in pochi mesi è diventato un maestro nella preparazione dei piatti giapponesi. Lavora a Biella in via Cottolengo, 41 al Sushi Restaurant.

Si chiama Alessandro Monformoso, ha diciannove anni, è di Occhieppo Inferiore e c’è da scommettere che, tra poco, sarà la versione italiana di Jirō Ono, il più rinomato chef giapponese del momento.
Alessandro infatti, nonostante sia alle prime armi, sta dimostrando di avere una vera e propria dote nel comporre sushi, hossomaki, uramaki, futomaki, nighiri e gunkan. Con una naturalezza ed un’abilità innata, questo ragazzo della Valle Elvo maneggia alghe, riso e pesce crudo come se non avesse mai fatto altro nella vita: “Eppure mi sono diplomato a giugno alla scuola alberghiera e non avevo mai assaggiato sushi in vita mia” racconta Alessandro.
Succede che il giovane, come tanti suoi coetanei, il weekend trovi un lavoretto che gli permetta di guadagnare un po’ di soldi per uscire con gli amici. “Facevo le consegne per Gin e Nadia al ristorante pizzeria La Famiglia di via Cottolengo – racconta Alessandro -. Gin la scorsa estate ha deciso di rinnovare il locale e trasformarlo in un Sushi Restaurant e si è proposto di insegnarmi come si fa il sushi. Io non avevo la minima esperienza ed infatti all’inizio è stata dura. La sera portavo a casa il riso e le alghe per velocizzarmi e perfezionarmi: la mia famiglia ha mangiato sushi per settimane intere (dice sorridendo, ndr). Ora però devo ammettere che viene piuttosto bene”.
“Piuttosto bene” non rende certo l’idea di ciò che Alessandro riesca a realizzare: rotolini di riso con alghe interne ripieni di salmone grigliato, gambero cotto e avocado oppure sushi a forma di cono con tonno, erba cipllina, tobiko, tabasco e maionese. Esiste anche una variante con orata e branzino e philadelphia ed un’altra con gambero cotto, avocado e teriyaki. Un tripudio di sapori nei quali la delicatezza del pesce crudo incontra la grinta delle salse piccanti, il tutto unito nella croccantezza di alghe e riso.
A stupirsi di tale bravura è lo stesso prorpietario del sushi restaurant Gin: “Inizialmente mi sembrava spaventato, non sapevo se ce l’avrebbe fatta, eppure ora anch’io non riesco a credere ai miei occhi: sembra che Alessandro sia nato tra sushi e sashimi. E’ stata una rivelazione incredibile: io ho ristrutturato completamente questo locale, creando un ambiente più intimo, accogliente ed elegante, ma lui è il vero valore aggiunto: un biellese di appena 19 anni che crea barche di sushi come fosse un vero giapponese”.
Nonostante il pesce crudo nel ristorante di Gin e Nadia sia un’esperienza imperdibile, il Gin sushi restaurant – Fusion Experience tiene comunque fede all’origine cinese dei due proprietari. “Quando in questi locali c’era il ristorante La Famiglia, i cibi cinesi andavano alla grande – aggiunge Nadia -. Anche adesso continuiamo a proporre il nostro classico menù cinese che principalmente consegnamo a domicilio”. Ed infatti, nel ristorante di via Cottolengo 41 non mancano i piatti tipici della cucina cinese: involtini primavera, ravioli al vapore, maiale in agrodolce, pollo con mandorle e tutte quelel specialità che, negli anni, si sono fatte amare nel mondo. “Il nostro nuovo sushi restaurant però ha una marcia in più – assicura Gin -. Un pesce feschissimo cucinato da un ragazzo di Occhieppo Inferiore: è questo il vero valore aggiunto del nostro nuovo locale”.

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