TEDESCHI GENTILI E SI TROVA LAVORO FACILMENTE, IL RACCONTO DI CINQUE RAGAZZE DEL LICEO SELLA -FOTO-

Alternanza scuola-lavoro e 20 anni di gemellaggio con l’istituto Hugo Ball della città tedesca. Otto studenti del liceo Sella sono tornati sabato dopo un’esperienza di 15 giorni all’estero. Sentite cinque di loro cosa ci hanno raccontato.
Si chiamano Carola Fandella (4^C), Matilde Chiaverina (4^C), Cristina Librardi (4^C), Sofia Neggia (4^I) e Jasmine Mendez (4^D), sono studentesse al Linguistico Liceo Sella e sono cinque degli otto ragazzi (gli altri tre sono Alessio Maffiotti 4^C, Alessandro Aglialoro 4^D e Isabella Salino 4^D) che hanno trascorso quindici giorni in Germania a Pirmasens per un’esperienza di vita. Il frutto del gemellaggio ventennale di scambio culturale della scuola di Biella con l’istituto Hugo Ball della città tedesca ora si è incrementata ancor più con l’alternanza scuola-lavoro.  “L’obiettivo non era imparare la professione ma le competenze linguistiche con esperienza diretta per capire come funziona un’azienda estera -commenta la preside Maria Addolorata Ragone-. Un’opportunità a costo zero per il soggiorno mentre per il trasporto abbiamo usufruito  dei fondi dell’alternanza scuola-lavoro”. Tornati a casa gli studenti biellesi ora nelle loro famiglie  ci sono sette ragazzi tedeschi per due settimane che lavoreranno alla bonprix e alla Successori Reda. L’obiettivo futuro sarà ripetere l’esperienza e consolidarla negli anni. Abbiamo raccolto la testimonianza diretta di cinque ragazze, le loro emozioni nel vivere due settimane in un ambiente sconosciuto, lavorare presso aziende consolidate e importanti soprattutto nel campo calzaturiero, asse trainante della città, parlare e farsi capire esclusivamente in tedesco. E allora vediamo cosa ha colpito maggiormente le ragazze in queste due settimane tedesche.
Carola Fandella. “Personalmente gli stessi operai dell’azienda nella quale ho fatto la mia esperienza. La mattina avevo un problema di orario, mi dovevo svegliare alle 5 perché il pullman passava molto presto e ne avrei dovuto prendere un secondo per arrivare giusto giusto in tempo in azienda. Quando lo ha saputo, il titolare ha immediatamente parlato con i dipendenti chiedendo se qualcuno di loro sarebbe stato disponibile a passare a prendermi e riportarmi a casa la sera. Così è stato e questo mi ha colpito un sacco. Un altro aspetto riguarda i tedeschi spesso indicati come persone dure e chiuse da noi italiani. Invece si sono dimostrati completamente diversi, disponibili, gentili, sono rimasti colpiti dal mio interessamento al loro lavoro e questo lato umano mi è piaciuto molto. Sono in contatto con Mathias, il dipendente che mi veniva a prendere e riportava a casa nell’ultima settimana: strada facendo e discorrendo abbiamo scoperto la passione comune per il camper. Mi ha detto che verrà a trovarmi”.
Matilde Chiaverina. “Quello che mi ha colpito è la loro mentalità completamente diversa dalla nostra italiana. Hanno più rispetto delle cose e delle persone. E’ un profumo incredibile che avverti quando esci dall’Italia e ti accorgi che le strade, i paesaggi, i boschi, il comportamento in auto è tutto diverso. Penso di non aver mai visto un mozzicone di sigarette per terra. Il bello di questa esperienza è l’abituarsi al loro stile di vita: ad esempio loro cenano alle 18,30, io mi sono adeguata, poi alle 22,30 magari andavo in cucina ad aprire il frigo e mangiare qualcosa, ma ci sta (sorride Matilde, ndr). In famiglia con Julia e sua mamma, mi sono trovata benissimo. Addirittura mi raccontavano dei loro problemi come fossi una di loro. Sono molto contenta perché adesso Julia è a casa mia per quindici giorni e quindi avrò modo di rafforzare questa amicizia”.
Cristina Librardi. “Sinceramente all’inizio ero spaventata all’idea di partire, stare fuori casa per quindici giorni, forse perché per me era la prima volta che partecipavo allo scambio. Dopo due giorni, conosciuta la famiglia, non volevo più tornare. Questo vuole dire che mi sono trovata benissimo e ci ritornerò ad agosto. Ho trovato tutti gentili anche chi non conoscevo. Nella famiglia che mi ospitava addirittura mi hanno invitata ad andare in vacanza con loro e mi hanno già detto che sarò loro ospite tutte le volte che tornerò a Pirmasens. La Germania nonostante non ci fossi mai stata mi piaceva, adesso mi piace ancora di più e terminata la scuola vorrei riuscire a trovare un lavoro e trasferirmi. E’ brutto da dire ma mi è bastato uscire dall’Italia due settimane per avere due offerte lavorative: la prima nel maneggio dove andrò quest’estate a fare una specie di alternanza scuola-lavoro senza costi; la seconda, siccome mi piacerebbe andare all’università alla facoltà di ingegneria, nell’azienda dove sono stata ospitata mi hanno dato la possibilità, terminata il liceo, di frequentare il triennio universitario nella città vicina di Kaiserslautern e lavorare con loro, permettendomi così di fare un’ulteriore nuova esperienza”.
Sofia Neggia. “Anch’io quando sono partita avevo qualche timore soprattutto per essere in un Paese dove parlano una lingua diversa. Invece ho messo in pratica gli insegnamenti delle professoresse, ovvero quando non si sa una parola specifica trovare un via d’uscita. Ho capito cosa dovevo consolidare nel tedesco e questo è stato importante. In famiglia mi sentivo come fossi a casa mia, tutti avevano il sorriso, il buongiorno ho imparato a dirlo nel loro dialetto. Insomma è stato bellissimo. Un mondo diverso con molti sorrisi cosa che invece a Biella purtroppo non si vede spesso. Un altro aspetto interessante è stato il lavoro svolto. Prima non ero interessata alla moda, al settore calzaturiero, ora invece mi interesserebbe anche questo tipo di mansione. Creare scarpe è veramente interessante e se mi piacesse un futuro di questo tipo, mi hanno detto che avrei possibilità di entrare in quell’azienda. Infine ho conosciuto nuove persone con le quali ci siamo scambiate l’indirizzo email e ci scriveremo in futuro. La Germania mi affascina sempre più e un domani, chissà…”.
Jasmine Mendez. “Esperienza bellissima soprattutto con la lingua dove mi sono sentita molto più sicura. Sono piaciuta perché non avevano paura di parlare, ero coraggiosa e questo mi ha permesso di migliorare il mio tedesco. In azienda, come le mie compagne, mi sono trovata benissimo. Sono rimasta in contatto con una ragazza italiana, Federica che opera nel settore finanziario.  Lei mia ha dato la possibilità di andare a trovarla per spiegarmi ancor meglio come un’azienda tedesca opera nel campo lavorativo. Federica tra qualche tempo si trasferirà nella sede di Bologna e questo facilita la possibilità di rivederla. Oltre a questo sto considerando l’idea futura di lavorare con questa azienda perché ho ricevuto molte informazioni a riguardo. Dopo questa esperienza credo siano cresciute per me le possibilità di lavorarci tenendo conto che hanno una loro università. Ricollegandomi ai racconti delle mie compagne, mi ha colpito molto la loro busta paga: una parte di denaro viene sottratto e destinato alla manutenzione dell’ambiente. E’ anche per questo motivo che strade, boschi in Germania sono impeccabili”.
Fulvio Feraboli
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