IL MESSAGGIO DI MONS. FARINELLA IL GIORNO DI NATALE

“Dio avrebbe potuto venire vestito di gloria, di splendore, di luce, di potenza, a farci paura, a farci sbarrare gli occhi dalla meraviglia. Invece, no! È venuto come il più piccolo degli esseri, il più fragile, il più debole. Perché questo? Ma perché nessuno avesse vergogna ad avvicinarlo, perché nessuno avesse timore, perché tutti lo potessero avere vicino, andargli vicino, eliminando ogni distanza fra noi e lui.”

C’è stato da parte di Dio uno sforzo di inabissarsi, di sprofondarsi dentro di noi, perché ciascuno, dico ciascuno di voi, possa dargli del tu, possa avere confidenza, possa avvicinarlo, possa sentirsi da lui pensato, da lui amato… da lui amato: guardate che questa è una grande parola! Se voi capite questo, se voi ricordate questo che vi sto dicendo, voi avete capito tutto il Cristianesimo” (Paolo VI). Come a Betlemme Maria, sua madre, lo presentò ai pastori, nel giorno di Natale, così la Chiesa lo presenta oggi ad ogni uomo perché ciascuno possa sperimentare la misericordia di Dio, che sola può trasformare il male in bene, che sola può cambiare il cuore dell’uomo e renderlo un’oasi di pace.

All’uomo moderno, adulto eppure debole nel pensiero e nella volontà, la soavità del Natale fa sì che egli si senta invitato a lasciarsi prendere per mano dal Bambino di Betlemme -non una statuina, ma un bambino in carne ed ossa, figlio di Dio-; l’uomo è invitato a non temere e a fidarsi di Lui! Nella solenne Messa della Notte un augurio chiaro ed eloquente è risuonato: lasciatevi toccare dal Natale. Nell’altrettanto solenne Messa del Giorno – questa Messa – l’invito arriva dritto al cuore: non temete, non temiamo, affidiamoci a Lui, ed egli ci salverà.

Buon Natale a tutti!

MONS. ROBERTO FARINELLA

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