IL KINTSUGI UN’ARTE O UNA FILOSOFIA DI VITA ? L’ESPERIENZA DI CHIARA LORENZETTI RACCONTATA ALLA TV GIAPPONESE

Non succede tutti i giorni di andare in onda su una tv giapponese a parlare di un lavoro che diventa passione e viceversa, questa opportunità è capitata alla biellese Chiara Lorenzetti.

Chiara, una vita dedicata all’arte del restauro, nel corso del tempo ha arricchito di sempre nuovi capitoli il proprio lavoro e così, quando ha deciso di abbracciare una nuova pratica in voga nel Sol levante, il Kintsugi, si è dedicata anima e corpo a tale attività e le soddisfazioni sono naturalmente arrivate celermente. Mettersi in gioco, imparare cose nuove sono elementi fondamentali nella vita di una persona. Da qui le soddisfazioni non sono mancate dal Premio Api fino ad arrivare a questa opportunità che pensiamo abbia ulteriormente arricchito il portafoglio di esperienze della biellese

Ma cos’è il kintsugi. Il kintsugi (金継ぎ), letteralmente “riparare con l’oro”, è una pratica giapponese che consiste nell’utilizzo di oro o argento liquido o lacca con polvere d’oro per la riparazione di oggetti in ceramica (in genere vasellame), usando il prezioso metallo per saldare assieme i frammenti. La tecnica permette di ottenere degli oggetti preziosi sia dal punto di vista economico (per via della presenza di metalli preziosi) sia da quello artistico. La pratica, come recita la presentazione su Wikipedia, nasce dall’idea che dall’imperfezione e da una ferita possa nascere una forma ancora maggiore di perfezione estetica e interiore.

E proprio lunedì sera è andato in onda sulla tv giapponese il reportage a Chiara Lorenzetti lasciamo la conclusione con le sensazioni  e le emozioni provate

“(..) Quando due mesi fa ho ricevuto la mail dalla produzione di TvTokyo che mi invitava in Giappone, non ho capito che sarei andata davvero in Giappone. Era un sogno il Giappone e avevo imparato da sola a lavorare con l’arte Kintsugi perché la meta era davvero lontana. Con Tv Tokyo ho potuto invece realizzare il sogno, un viaggio unico e irripetibile. Ho incontrato gente gentile e cordiale che mi ha accolta nelle loro case, pronta a mettere a mia disposizione la loro arte e passione; ho visto la fatica della lacca urushi e lo splendore della polvere d’oro. Torno a casa con queste parole che mi sono state affidate: “Il Giappone continuerà a supportarti in futuro; aspettiamo la tua arte, la bellezza italiana e giapponese”. La mia missione ora è quella di raccontare in Italia la bellezza di un’arte che sta scomparendo e la sua filosofia e lo farò con le mie opere Kintusgi.

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