IL COMUNE DI BIELLA CERCA DI VENDERE LE SUE PROPRIETA’

C’è la possibilità di esprimere in forma scritta il proprio interesse per l’acquisto o l’affitto di un edificio, un negozio o un terreno tra quelli che il Comune possiede ma non utilizza, fissando il prezzo che sarebbe disposto a pagare per averlo. L’offerta  vincolata per 90 giorni, diventerà il punto di partenza per pubblicare un bando pubblico.

“Il Comune ha molti immobili” ha detto Giorgio Gaido, presentando l’iniziativa in una conferenza stampa. “Gestirli è difficile e se restano liberi si deteriorano e costano denaro pubblico in manutenzione. L’obiettivo è spingere al massimo per il loro utilizzo”. Le ultime aste dedicate al patrimonio immobiliare del Comune si sono chiuse senza offerte per nessuno dei dodici beni, per un totale di 700mila euro, messi sul mercato. “Il cambio di prospettiva sta nel fatto che finora il Comune ha compiuto perizie, fatto valutazioni e stabilito un prezzo base per ogni immobile, spesso su cifre lontanissime da quelle che qualsiasi privato era disposto a offrire. Ora toccherà al privato dire di essere interessato. E si farà un’asta solo in presenza di un interesse concreto”.

Due le possibilità: o l’offerta pervenuta insieme alla manifestazione d’interesse viene giudicata congrua e può diventare il prezzo base per un’asta, o si fissa un prezzo congruo il più possibile vicino a quell’offerta con la possibilità, con i ribassi successivi del 10% previsti dalla legge, di avvicinarsi alla domanda. “Un’ulteriore possibilità è offerta alle onlus” aggiunge Gaido. “In presenza di un progetto di valenza sociale, sarà possibile stipulare una convenzione e offrire loro una sede”.

L’elenco degli immobili di proprietà comunale è lungo: si va dai “giganti” come villa Pramaggiore (base d’asta 218mila euro nell’ultimo tentativo) e villa Macchi, alla porzione di proprietà comunale dell’ex Macello (153mila euro di valutazione all’ultima asta, in uno stabile che può ospitare anche attività commerciali e terziarie), a case e appartamenti come quelli di piazza Battiani in Riva (50mila euro) o via Ciapeia a Pavignano, frutto di un lascito ereditario (130mila euro). Tra le possibili sedi di attività commerciali spiccano l’ex peso pubblico di viale Macallé o due delle quattro botteghe di via Scaglia in Riva, benché vincolate ad attività di imprenditoria o artigianato giovanile. Ma ci sono anche garages, terreni (il più grande tra quelli messi all’asta nell’ultimo round è in via Ambrosetti, per un valore stimato di 68mila euro) ma anche le vecchie sedi dismesse di alcuni consigli circoscrizionali

red biella g.r.

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