IL COMMERCIO E’ DONNA

Oggi a Roma si è tenuta la sesta edizione del Forum “Donne motore della ripresa” organizzato da Terziario Donna Confcommercio, che questo anno è stato dedicato al ruolo dell’Europa. Ad aprire i lavori è stato il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli: “Ogni politica che propone il niglioramento del mercato – ha detto Sangalli – riguarda l’imprenditoria femminile. Dove c’è impresa femminile migliora il mercato. La piena integrazione delle donne nel sistema economico e sociale è il passo fondamentale per l’innovazione”. Secondo l’analisi “Donne imprenditrici in una economia e in una società che cambia”, realizzata da Confcommercio in collaborazione con Unioncamere, le imprese  femminili in Italia ad oggi sono 1,3 milioni, in aumento del 2,7% rispetto a 5 anni fa. Questo “motore rosa” genera occupazione per oltre 3 milioni di addetti. Le aziende guidate da donne “vivono” meno anni rispetto a quelle maschili. E’ esattamente il contrario di ciò che accade in demografia, dove le donne hanno una speranza di vita di ben 4,5 anni superiore a quella degli uomini. Tra le imprese femminili, quelle definite giovanili, under 35, incidono di più rispetto alle maschili (12,4% contro 8,6% per il totale economia). Il 47% delle donne che fanno impresa nel terziario sono spinte dal desiderio di valorizzare le proprie competenze e puntano al successo personale più che economico contro il 38% degli uomini. Il 14% delle imprenditrici soffre la conciliazione lavoro e famiglia e il 55% investe nella relazione con i clienti. Il 52% delle donne a capo di un’impresa ha a cuore il benessere dei dipendenti. Le donne che diventano imprenditrici hanno un effetto moltiplicativo sui consumi più degli uomini che diventano imprenditori: 2,2 volte rispetto a 2,1. Inoltre se le potenziali imprenditrici diventassero effettive genererebbero 1 miliardo in più di consumi rispetto all’analogo caso per gli uomini.  Commentando i dati della ricerca, il presidente di Terziario Donna, Patrizia Di Dio,  ha sottolineato che “dalla ricerca emerge che la spinta a intraprendere per le donne è dettata più dalla voglia di valorizzare  le proprie competenze e le proprie idee innovative  quindi più dall’opportunità che dalla necessità. Quando le motivazioni sono più forti più forte è la probabilità di avere successo personale ed economico perché  laddove c’è motivazione c’è maggiore possibilità di successo. Possiamo dire che non solo riteniamo che la donna possa essere il motore della ripresa ma che lo è anche per l’economia visto che   rappresenta un volano anche dei consumi superiore rispetto agli uomini”. Per il vice segretario generale di UnioncamereTiziana Pompei“l’impresa al femminile continua a diffondersi nel nostro Paese e ha un peso sempre più importante nella nostra economia. I dati presentati oggi mostrano l’impatto del fare impresa al femminile: più di 1,3 milioni di attività condotte da donne e 3 milioni di addetti pari ad oltre il 14% dell’occupazione del settore privato. Numeri importanti, anche grazie al contributo di tante giovani donne che attraverso l’impresa desiderano realizzare le proprie aspirazioni

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