GRANDE BIELLA, CANDELO TIMBRA PRESENTE

La salvaguardia del comune passa attraverso la “Grande Biella” dice il sindaco.

Possono essere affinità morfologiche, territoriali o semplicemente economiche quelle che hanno portato il sindaco di Candelo Mariella Biollino a sottolineare alla Regione Piemonte la sua preferenza ad scegliere Biella come Comune a cui aggregare Candelo rispetto a Benna, Cavaglià, Dorzano, Gaglianico, Massazza, Roppolo, Salussola, Verrone e Villanova (con cui è ora collegata). Un’affermazione che nasce a seguito dello studio effettuato dall’Istituto Regionale Ires che, dopo aver individuato le aree ottimali di tutto il Piemonte, aveva disegnato nuove aggregazioni.
Ed infatti, secondo la maggior parte dei sindaci biellesi, quelle studiate da Ires (Istituto per le ricerche economiche e sociali) per la ridefinizione degli ambiti territoriali, sarebbero decisioni che non terrebbero conto delle reali esigenze del territorio: morfologia, abitanti e confini.
Secondo lo studio Ires il comune di Candelo è attualmente inserito nella area ottimale 6.6: “Per Candelo però è molto più funzionale l’inserimento nell’area 6.4 insieme a Biella, in quanto numerosi sono gli elementi che potrebbero dar luogo a funzioni associate: vigili, protezione civile già collegata nel Com3, servizi sociali integrati nel Consorzio Iris” spiega il sindaco.
Il tutto era nato all’inizio del 2015 quando il Governo aveva obbligato i piccoli Comuni a unirsi per gestire in forma associata 5 funzioni entro la fine del 2015. Scadenza poi rimandata al 2018: “Con Biella avremmo più opportunità di gestire in forma associata i servizi – insiste il sindaco -. In questo modo si tornerebbe a puntare sulla Grande Biella, concetto che abbiamo sempre sostenuto proprio per salvaguardare il territorio di Candelo”.
Ad oggi Candelo è inserita nell’area dell’Unione della Pianura biellese, che di fatto non è mai stata avviata: “Dato che la legge è ancora in evoluzione – conclude Biollino-, chiedo che il nostro Comune venga compreso nell’area 6.4 che è quella di Biella”.

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